Amicizia e gruppalità: una realtà bivalente
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Amicizia e gruppalità: una realtà bivalente

Il gruppo e l'amicizia rivestono un ruolo fondamentale nella crescita dell'adolescente. Ma è acclarato che le dinamiche di un gruppo possono portare l'adolescente ad atteggiamenti aggresivi, ed è proprio nel gruppo che si provano per la prima volta droghe

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Amicizia e gruppalità: una realtà bivalente

Il gruppo come precedentemente affermato, è un contesto ricco di dinamiche, molte delle quali positive per il singolo, ma esso racchiude al proprio interno anche numerose incognite negative che devono essere tenute in considerazione quando si parla dei gruppi di adolescenti.

I giovani che si trovano a vivere l'età adolescenziale sono soggetti spesso alla ricerca costante di stabilità e di punti di riferimento molto difficili da acquisire; la loro personalità si sta formando, ma necessita ancora di tempo e impegno per consolidarsi.

L'adolescente ha bisogno di un punto stabile nella sua vita a cui fare riferimento. Spesso è il gruppo di amici a ricoprire questo ruolo nella sua esistenza. La famiglia, infatti, oggi è un sistema in continuo movimento e i genitori si trovano anche loro malgrado inseriti in un vortice frenetico di impegni da rispettare, che spesso non permette loro di ritagliarsi del tempo da dedicare ai propri figli, essendo così assenti in alcuni particolari momenti del loro vissuto. La mancanza di tempo da parte dei familiari dell'adolescente non è l'unico problema; il loro comportamento in alcuni casi può essere rigido e autoritario e evidenziare una non disponibilità a comprendere e a scendere a patti con il figlio. Il giovane può quindi cercare conforto in chi vive la sua stessa esperienza e assegnare una posizione primaria nella propria vita agli amici.

Gli amici possono allora apparire agli occhi dell'adolescente come dei veri e propri idoli da seguire ed imitare in una quantità considerevole di atteggiamenti e comportamenti. Il giovane può essere talmente affascinato dai membri del proprio gruppo da non riuscire a valutare con obiettività le loro azioni, trovandosi coinvolto in comportamenti devianti e dannosi per sé e per gli altri (Bion ).

Si dice che l'unione fa la forza e in virtù di questo aspetto il soggetto può compiere, quando si trova all'interno di un gruppo, anche azioni aggressive, che forse da solo non avrebbe mai esplicitato.

L'individuo in un gruppo può cambiare e mostrare tratti di sé precedentemente sconosciuti. Anche un ragazzo che da solo si mostra timido e riservato, unendosi alla compagnia di amici, può cambiare radicalmente diventando sicuro di sé, prepotente e determinato: così facendo, il timido solitario si trasforma nel bullo del gruppo.

Molto spesso negli adolescenti è vivo il desiderio di sentirsi parte di un qualcosa che sia fuori dall'ambiente protetto della famiglia; sentirsi importante per gli altri, significa anche acquistare maggiore autostima ed essere motivati a continuare il proprio processo di crescita con grinta.

Il gruppo è sicuramente motivo di orgoglio, per il giovane che vi fa parte, ma è necessario che esso lo viva con il giusto distacco, senza lasciarsi risucchiare dalle dinamiche e dalle regole che lo caratterizzano, mantenendo una buona capacità critica e avendo sempre la propria libertà di scelta.

Il gruppo per i giovani può rappresentare un valida occasione per divertirsi, ma in alcuni casi diventa anche un contesto dove si possono mettere in atto comportamenti aggressivi e devianti come già evidenziato (Berzano –Prina ).

Spesso per gli adolescenti l'incontro con gli amici della compagnia si trasforma in una opportunità per fare uso di sostanze, bere alcolici e per mettere in pratica atti vandalici e di violenza nei confronti di altre persone.

Molti giovani sono perennemente annoiati e alla ricerca di nuovi stimoli, si sentono costantemente insoddisfatti e desiderano ottenere tutto e subito. La semplice chiacchierata fra amici, non li soddisfa più, hanno bisogno di provare sensazioni forti per riuscire a colmare il loro vuoto interiore (Berzano –Prina ).

In alcune circostanze, dopo un primo momento di scherzo e di normale routine, possono iniziare a circolare, talvolta introdotte da un compagno più grande, sostanze stupefacenti fra i membri del gruppo. Per gioco e per sentirsi forti e accettati dalla compagnia, alcuni adolescenti possono così iniziare ad assumere droghe, convinti di essere perfettamente in grado di smettere quando e come vogliono. In realtà spesso la situazione sfugge loro di mano e si ritrovano coinvolti in un grande  vortice, che se non viene bloccato ed affrontato precocemente, può portare sulla pericolosa e difficile strada della dipendenza.

Le droghe falsificano la percezione della realtà e portano la persona che le assume a sentirsi invincibile e sicura di sé; i problemi che prima apparivano scogli insormontabili da superare, sembrano ora tutti facilmente risolvibili. Un giovane che ha voluto provare per caso l'ebbrezza di una novità, si ritrova così dipendente da sostanze che solo apparentemente semplificano la sua vita, ma che con il trascorrere del tempo daranno adito invece a problemi più grandi.

È importante che il soggetto adolescente, quando si relaziona con il gruppo di amici, mantenga sempre una certa lucidità e capacità critica, non facendosi prendere dalla grinta del momento, lasciandosi trascinare dagli altri.

L'aggressività e la violenza nei confronti dei membri di altri gruppi o di persone più deboli, può essere un altro tipo di dinamica comportamentale che può essere più facilmente innescata dall'appartenenza ad un gruppo. Un giovane individuo, quando sceglie un gruppo stringe una sorta di patto con i suoi componenti, che sancisce la sua appartenenza ad una determinata compagnia; ciò porta la persona a difendere e proteggere i suoi amici dalle eventuali intrusioni ed attacchi esterni, anche utilizzando la violenza.

Spesso la prepotenza nei rapporti tra gli adolescenti prende il sopravvento. Alcuni soggetti impongono le proprie opinioni agli individui più sensibili e timidi, con il ricatto di escluderli, lasciandoli soli ed incompresi.

Il gruppo è una realtà che affascina, ma allo stesso tempo nasconde al proprio interno tante sorprese e prove a cui la persona che lo abita viene costantemente sottoposta. L'adolescente che già per sua natura sta attraversando un periodo della vita in continua evoluzione, quando si avvicina ad un gruppo deve preventivare l'impegno che comunque dovrà impiegare per comprendere una realtà così complessa, dove ancora una volta perlomeno all'inizio verrà messo in discussione e attentamente osservato.

Uno dei rischi in cui può incorrere un'adolescente alle prime esperienze con un gruppo è quello di essere giudicato troppo in fretta e di provare una notevole sofferenza, se la prima apparenza non lo premierà.

Oggi spesso anche i giovani, come gli adulti, non hanno voglia di dedicare il proprio prezioso tempo a conoscere in maniera più approfondita un coetaneo che si imbatte sulla loro strada, preferendo privilegiare sempre e comunque l'aspetto fisico e esteriore di una persona a discapito della sua interiorità.

Gli adolescenti a volte si riconoscono tra loro da piccoli dettagli che recepiscono con una rapida e sfuggente occhiata. L'abito alla moda, accompagnato da un atteggiamento deciso, è il biglietto da visita che presenta e descrive.

Capita quotidianamente di vedere gruppi di adolescenti, vestiti tutti allo stesso modo, che sembrano quasi non avere tra loro un chiaro segno distintivo, come se fossero fatti tutti seguendo la stessa impronta. Non c'è niente di male a somigliare ad un amico, l'importante è mantenere sempre e comunque dei tratti originali,  senza correre il rischio di diventare l'uno la copia dell'altro.

Il mondo degli adolescenti si presenta agli occhi degli adulti spesso come un enigma di difficile comprensione: i comportamenti osservati, vengono percepiti negativamente a primo impatto, giudicando ancor prima di comprendere.

Un adulto che incontra casualmente un gruppo di ragazzi, ad esempio, rimane colpito probabilmente dal loro modo di essere: confusionario, incoerente ed a tratti prepotente. I giovani osservati secondo questa prospettiva appariranno, agli occhi della persona matura, come degli individui a metà strada tra l'età infantile e quella da loro tanta agognata della maturità. Pieni di dubbi e incertezze celati da atteggiamenti sinonimo di sicurezza e spavalderia.

È importante però anche da parte degli adulti non classificare un individuo o un gruppo di essi considerando solo isolati comportamenti che possono essere da loro messi in atto, ma avere la disponibilità di attendere qualche minuto prima di giungere a rapide e spesso errate conclusioni.

La parola gruppo non appena viene recepita, porta con sé un numero considerevole di associazioni di idee, che la definiscono e la spiegano nelle sue varie parti. Quando si parla di un gruppo, ci si riferisce ad un insieme di persone che si sono unite ed interagiscono per un obiettivo comune, ma chiaramente il discorso non si esaurisce qui. Ritrovarsi in più persone con diverse caratteristiche ed esigenze a condividere lo stesso spazio ed il tempo libero, comporta inevitabilmente un processo  di cambiamento flessibile e dinamico, dove i vari componenti si vengono incontro per raggiungere e creare un equilibrio che permetta loro di raggiungere dei risultati.

Essere in gruppo significa anche imparare e cambiare grazie alla comunicazione e all'interazione con gli altri, tollerando i diversi punti di vista. Del resto, le differenze abitano sempre il contesto di gruppo e non vanno eliminate, ma da queste bisogna partire per avere una conoscenza reciproca più autentica (Augè ).

L'adolescenza è anche la fase della vita in cui il soggetto, con consapevolezza ed intenzione, si relaziona e cerca il contatto diretto con la persona dell'altro sesso. Il soggetto si trova, per la prima volta, a confrontarsi con un mondo tutto da scoprire e ricco di novità.

Il giovane che vuole carpire l'attenzione della compagna di classe preferita, curerà particolarmente il suo aspetto fisico e  si mostrerà timido ed impacciato, perché preoccupato di sbagliare e perdere così l'interesse della compagna desiderata; Allo stesso tempo potrà desiderare di lasciarsi andare all'emozione nuova che sta sentendo nascere dentro di sé, ma avrà il timore di essere mal giudicato dagli altri maschi compagni di classe, che potrebbero considerarlo troppo debole e sensibile (Contessa ).

Le ragazze adolescenti, a loro volta, possono gradire il corteggiamento dell'amico della compagnia preferito, ma voler inizialmente nascondere questo loro interesse, comportandosi come preziose e mostrandosi forti e determinate, evidenziando così la loro superiorità a chi le corteggia e alle amiche che  forse le stanno osservando da lontano.

Le relazioni umane in generale, del resto, sono molto complesse e di difficile interpretazione e quando si affronta questo tema considerando la situazione dal punto di vista degli adolescenti, la questione diventa ancora più complessa. È stato già evidenziato quanto sia faticoso definire e comprendere il singolo adolescente: l'obiettivo si complica ulteriormente quando si vuol cercare di capire il giovane in relazione con il gruppo o alle prese con le prime storie amorose.

Il fatto che un adolescente non venga accettato da un gruppo o da una determinata persona, non significa che si debba sentire in colpa e  modificare sé stesso per compiacere gli altri. Vuol dire solo che non ha trovato gli individui che si confanno alla sua misura e deve essere incoraggiato a continuare la sua ricerca con speranza e fiducia.

Il gruppo diverte, entusiasma e dona emozioni ed esperienze, sostenendo, ma anche in alcune occasioni mettendo in crisi gli individui che si ritrovano al suo interno. La vita vissuta per e con gli amici ad esempio, appare più bella perché condivisa, anche se per alcuni aspetti si fa più difficile.

Per un adolescente in particolare, il fare parte di un gruppo non è solo un desiderio, ma una reale necessità; L'individuo che sta crescendo e sta consolidando la sua personalità ha bisogno dei coetanei per conoscersi e conoscere e sfuggire così al senso di solitudine e di isolamento in cui una persona di questa età può facilmente incorrere.

Il rapporto con gli amici va coltivato giorno per giorno e anche se richiede per essere mantenuto parecchie energie, la fatica impiegata va considerata come un investimento a lungo termine, dato che un'amicizia può durare tantissimi anni e accompagnare il soggetto in tutte le tappe importanti della sua vita, rappresentando un costante punto di riferimento, che resiste all'usura degli anni che passano e delle novità che inaspettatamente entrano nella sua esistenza.

L'amico può diventare un testimone del processo di metamorfosi che il soggetto ha affrontato e che lo ha attraversato, con piena facoltà rispetto agli altri di premiarlo o meno, diventando un valido e coerente giudice del suo percorso.  

La paura della solitudine e la voglia di ritagliarsi uno spazio personale dove poter mettere a frutto la propria voglia di espressione e identificazione, può facilmente indurre il giovane nell'errore di mettere da parte le proprie convinzioni ed opinioni, presentando agli amici un falso Sé.