Amicizia e gruppalità
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Amicizia e gruppalità

Durante l'adolescenza l'amicizia è una necessità. Analisi delle dinamiche di adesione al gruppo da parte dell'adolescente e della scelta delle amicizie. Il gruppo come palestra attraverso la quale l'individuo sperimenta, agisce e tenta

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Amicizia e gruppalità

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o diverso sesso. È uno dei più importanti sentimenti, alla base della vita sociale, poiché contribuisce al benessere comune ed ha un'importanza notevole per ogni individuo indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla situazione economica e sociale. Gli amici sono ritenuti dalla maggioranza delle persone il tesoro più grande (Bion ).

L'adolescenza, come abbiamo visto, è una fase della vita molto particolare e delicata, dato che i cambiamenti a livello fisico e psicologico, come più volte evidenziato nei precedenti capitoli, sono molti e inattesi. Il soggetto che si trova a vivere questa fase può trovarsi a vivere uno stato di disagio che può farlo sentire diverso e solo, rendendo difficili la conquista di un senso stabile di identità e la conoscenza di sé.

Nel periodo adolescenziale la persona manifesta spesso una notevole difficoltà a riconoscersi e definirsi e si trova intrappolata in una fase di passaggio tra il mondo infantile e quello adulto, che tende a prolungarsi sempre più nel tempo. In questo lungo periodo di transizione l'adolescente si può sentire superfluo e per questo impegnato nella costante ricerca di un suo posto nella società; quella società che spesso tende a relegarlo in una condizione passiva, per la credenza generalizzata che definisce il giovane come un individuo debole da proteggere, a cui non offrire nessuna opportunità per agire attivamente ed essere importante al proprio interno.

Per  sentirsi vivo il ragazzo talvolta si rifugia nel primo gruppo da cui si sente accolto e ne condivide i valori e le idee. Si forma così pian piano lo spirito di gruppo, attraverso il quale il soggetto, che prima si sentiva invisibile, acquista visibilità agli occhi del mondo; un mondo che si era mostrato troppo preso dalle proprie questioni per sentire la voce di una singola persona, forse può essere colpito dalle tante voci dei soggetti che si sono uniti. Il gruppo rafforza e dà maggior sicurezza, permettendo anche a chi si trova più in difficoltà di farsi notare.

L'amicizia è una vera e propria necessità durante l'adolescenza. Durante questa fase della vita infatti l'amicizia soddisfa il forte bisogno di sfuggire al senso di solitudine e incertezza che contraddistingue la maggioranza delle persone di questa età. Se durante l'infanzia l'incontro con gli amici per il bambino rappresentava solo una valida un'occasione per trascorrere qualche ora di svago assieme a dei simpatici compagni di gioco, con la crescita le caratteristiche del rapporto amicale cambiano radicalmente (Sirigatti ).

Gli amici, per gli adolescenti, rappresentano persone con cui confidarsi ed esprimere le proprie angosce e i tanti interrogativi; vengono scelti sulla base di qualità interiori che il giovane sente corrispondere maggiormente  al suo modo di vivere, ai suoi valori e a gli interessi comuni.

Quando un ragazzo/a si avvicina ad un gruppo, lo fa perché viene attratto da alcune caratteristiche dei membri che lo compongono. È chiaro che non sempre un gruppo può essere scelto e in determinati casi il giovane vi si trova inserito suo malgrado, come ad esempio nel gruppo classe e nel gruppo sportivo; ma, al di là del fatto che un gruppo può essere stato imposto, le preferenze individuali si manifesteranno comunque e  non tarderanno a rendersi visibili e chiare (Anzieu ).

Considerando il caso del gruppo classe, l'adolescente tenderà a scegliere gli amici che in maniera particolare vengono incontro ai suoi gusti e dedicherà il suo tempo a coltivare il suo rapporto con loro, escludendo dalla cerchia dei preferiti chi non gli è simpatico o semplicemente chi è troppo distante dal proprio mondo (Bion ).

La parola scelta, sopra utilizzata, evidenzia chiaramente alcuni aspetti: l'adolescente, quando si misura con i pari, analizza gli altri osservandoli ed entrandoci in contatto, mettendo in atto una consapevole selezione e conoscendo anche alcuni aspetti di sé che trapelano dalla comunicazione diretta e dal confronto con chi si trova nella stessa barca.

Del resto, eventuali critiche mosse da un coetaneo, possono essere da parte dell'adolescente accettate con più disinvoltura, dato che a metterlo in discussione non è un adulto con cui può trovarsi spesso in conflitto, ma un compagno di avventure che stima e che vive le sue stesse vicissitudini.

L'amicizia è in adolescenza una palestra attraverso la quale l'individuo sperimenta, agisce e tenta, sentendosi più libero di sbagliare e di imparare anche dai propri errori. Gli amici rappresentano per i ragazzi un porto sicuro a cui approdare nei momenti difficili; Il posto nel gruppo è un desiderio e un traguardo complicato da raggiungere. Essere membro di una compagnia significa spesso per i giovani riuscire a costruire  un contesto esclusivo; il gruppo è un segno tangibile di autonomia e veicolo di espressione delle peculiarità individuali (Di Maria- Lo Verso ).

L'adolescente che trova il proprio gruppo conquista delle certezze e attraverso di esso vive delle esperienze che vanno ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze; un bagaglio che a questa età in particolare si modifica costantemente.

Un adolescente, quando va in cerca degli amici, non vuole  trovare solo una compagnia con cui trascorrere qualche ora spensierata, ma desidera crearsi uno spazio di azione individuale, dove poter sfruttare le proprie potenzialità ed evidenziare tratti specifici del suo carattere, tenuti magari maggiormente nascosti all'interno del ambiente familiare o scolastico, dove l'autorità delle figure di riferimento può fungere da freno inibitore che intimorisce e blocca in alcuni casi la libertà e spontaneità del giovane.

Osservando il gruppo, il giovane recepisce numerosi stimoli e impara a distanziarsi dalla propria prospettiva: i ragazzi con cui si relaziona, del resto, possono mostrare atteggiamenti anche molto diversi dai suoi, ma non è detto che questo provochi nell'adolescente una reazione di allontanamento. La diversità può essere una valida opportunità per mettersi in discussione e cambiare, perché l'età adolescenziale è comunque caratterizzata da una notevole curiosità.

Talvolta, osservando dall'esterno un adolescente, si può avere l'impressione che l'individuo sia sempre stanco, annoiato ed apatico e troppo fiero di sé per avere l'umiltà di considerare anche gli altri punti di vista; in realtà spesso il giovane ha voglia di conoscere e di trovare delle risposte ai tanti interrogativi che lo assillano, anche se può impiegare molte delle sue energie per tenere celata agli occhi delle altre persone questa sua necessità. Comportandosi come una persona burbera e determinata che ha ben poco da imparare da chi ha più esperienza e indossando la maschera dell'esperto, il giovane si complica la vita mostrando una parte non vera di sé.

Quando si parla di amicizia è  molto difficile non fare riferimento al concetto di empatia, dato che creare un legame con gli amici, significa entrarvi in rapporto e instaurare una relazione che se si vuole considerare autentica, implica obbligatoriamente il fatto di conoscere le altre persone, comprendendo anche i loro punti di vista (Contessa ).

Un  individuo che è capace di mettersi nei panni della persona con cui sta comunicando, mette in atto un processo empatico, che per essere realizzato necessita della disponibilità e dell'impegno di tutti gli individui coinvolti nel processo comunicativo.

Un soggetto, quando vuole entrare a far parte di un gruppo, deve da subito preventivare il fatto che è necessario decentrarsi: non può essere sempre lui il protagonista della situazione, anche gli altri membri hanno bisogno di sentirsi capiti ed accettati. Solo avendo costruito e consolidato una buona capacità di adattamento e una flessibilità di pensiero, si possono ricavare risultati proficui  dall'incontro collettivo.

L'insieme di persone che costituiscono un gruppo stabilisce alcune regole, che devono essere capite ed accettate da chiunque desideri entrarvi a far parte. È quindi necessario che la persona che si affaccia per la prima volta ad un gruppo si faccia conoscere e sia disposta ad accettare le regole di convivenza comune.

Il gruppo è una realtà dinamica e in costante mutamento: quindi, anche coloro che la abitano devono essere dotati di una notevole flessibilità; le regole di convivenza civile si stabilizzano e rimangono costanti nel contesto gruppale, anche se  esso si modifica frequentemente secondo altri aspetti.

Per descrivere meglio quanto appena affermato, consideriamo la situazione in cui ad esempio un nuovo componente entra a far parte di un gruppo già costituito. Inizialmente il nuovo membro sarà osservato e studiato attentamente dagli altri componenti, così come lui sarà impegnato nella ricezione ed interpretazione dei comportamenti che vede e dei messaggi che gli vengono lanciati. Nei primi periodi il nuovo componente sarà con tutta probabilità sottoposto dal gruppo a continui test per verificare la sua affidabilità e fedeltà; una volta superato il periodo di prova, la persona entrerà in modo definitivo nel gruppo e costruirà un ruolo all'interno di esso con più libertà e serenità, dato che le difese e  barriere  elevate nella fase iniziale della conoscenza reciproca, sono venute a cadere (Contessa ).

La persona che entra a far parte della compagnia potrà, con l'impegno e la costanza, guadagnarsi un posto di primo piano qualora dimostrasse notevoli doti particolarmente stimate e valorizzate dal gruppo; anche il novizio, dunque, potrà diventare, con il tempo, un leader.

Il contesto di gruppo è terreno fertile per mettere in atto un processo di apprendimento ed anche le situazioni più banali possono essere fonte di conoscenza. Se osserviamo attentamente un gruppo di ragazzi in azione, ci accorgiamo subito che la situazione è talmente ricca di stimoli che anche chi appare a primo impatto passivo, riesce a recepire degli input.

L'adolescente che entra a far parte di un gruppo può andare incontro a dei rischi, che si verificano qualora, ad esempio, il soggetto per essere accettato e poter identificarsi come elemento di una compagnia, si sottometta al volere della maggioranza, conformandosi ai valori più di moda,  perdendo così la sua originalità e diventando uno dei tanti.

Per l'adolescente il gruppo di amici è, dunque: una palestra in cui si è liberi di sperimentare, un sostegno nei momenti di difficoltà, un terreno fertile dove poter mettere a frutto la propria autonomia, un'opportunità per instaurare delle relazioni interpersonali, un'occasione dove le critiche  possono essere accettate con più disinvoltura, un rifugio in cui isolarsi quando si desidera  lasciare alle spalle i problemi, ma anche un contesto che può innescare azioni devianti.