Definizione di adolescenza
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Definizione di adolescenza

Viene definito adolescente l'individuo in un'età compresa tra gli 11 ed i 18 anni. Uno degli aspetti fondamentali legati all'adolescenza è il cambiamento del corpo, che ha forti ripercussioni sulla psiche dell'adolescente

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Definizione di adolescenza

Per adolescenza si intende convenzionalmente quella fase della vita umana, normalmente compresa fra gli 11 e i 18 anni, nel corso della quale l'individuo acquisisce le competenze e i requisiti necessari per assumere le responsabilità di adulto. Nel processo di transizione verso lo stato di adulto entrano in gioco ed interagiscono fra loro fattori di natura biologica, psicologica e sociale.

Anche se ha cominciato ad essere definita e studiata come fase specifica della vita soltanto nel momento in cui la rivoluzione industriale ha imposto l'esigenza di un periodo molto prolungato di preparazione alla vita adulta e considerando il fatto che si presenta secondo modalità assai differenti da cultura a cultura, l'adolescenza sembra contrassegnata da alcuni fenomeni peculiari, che  possono essere considerati universali (Fonzi ).

L'adolescente si trova a vivere un processo che gradualmente lo allontana dallo status di bambino. Per evidenziare ulteriormente quanto sia complessa la fase adolescenziale, si è soliti distinguere tra una prima adolescenza, corrispondente al periodo puberale dagli 11 ai 15 anni, e una seconda  adolescenza, dai 15 ai 18 anni.

L'adolescenza inizia con la pubertà, ma non è solo il mutamento biologico connesso con la pubertà che provoca la rivoluzione adolescenziale. Al cambiamento fisico si associano esperienze emozionali molto intense: per la rilevanza dei cambiamenti corporei e dell'assetto pulsionale che impongono la ricerca di nuovi equilibri nei rapporti con il mondo e con il proprio sé, per la precocità del proprio cambiamento rispetto a quello dei coetanei, che giunge inaspettato, o anche per il suo ritardo, che suscita in chi lo attende ansie, paure ed incertezze rispetto a chi è già cresciuto.

I cambiamenti fisici, del resto, fanno sì che l'individuo sia considerato dalle persone con cui è abitualmente in contatto, ma anche dagli estranei, in modo diverso da come era trattato da bambino.

Le richieste che gli sono rivolte si modificano, ci si aspetta da lui (o da lei) un comportamento da adulto, ma contemporaneamente lo si considera ancora non autonomo (Fonzi ).

Dunque l'adolescenza è incertezza e cambiamento, ma anche spensieratezza e superficialità, elementi che contraddistinguono in varia misura questo periodo della vita.

Il soggetto che da bambino si trasforma in adolescente ha delle peculiarità che gli sono proprie e più che mai in questa fase esistenziale percepisce la necessità di esternarle; egli potrà, quindi, mostrare degli atteggiamenti molto spesso discordanti tra loro, ma non per questo da accantonare o modificare per partito preso dagli adulti, perché anche se confusa e contraddittoria la testimonianza del ragazzo, con tutte le sensazioni che può suscitare, costituisce sempre una traccia unica e  irripetibile da seguire e conoscere.

L'adolescenza è quindi una fase di passaggio che alcuni possono superare con disinvoltura, ma che per la maggioranza degli individui rappresenta un lungo viaggio, talvolta ricco di ostacoli, il quale, tuttavia, non può essere schematizzato eccessivamente.

Il corpo che cambia

Il corpo nell'adolescenza ha un'importanza fondamentale: per mezzo di esso gli individui si costruiscono un'identità ed entrano concretamente nel mondo da protagonisti, mettendo in atto le  loro decisioni e lasciando una traccia concreta della loro presenza.

Quando si parla del corpo, però, non bisogna considerarlo solo come veicolo o come insieme di tratti somatici che ci contraddistinguono, bensì come un nostro modo di essere e di apparire. Noi modifichiamo il nostro corpo in funzione delle nostre esigenze e usandolo come tramite ci presentiamo e manifestiamo agli occhi degli altri (Sarsini ).

Nel periodo adolescenziale il corpo subisce una vera e propria metamorfosi; il bambino che cresce, gradualmente vede manifestarsi attraverso segni sempre più evidenti il grande cambiamento che sta affrontando.

La pubertà rappresenta un momento cruciale dello sviluppo, durante il quale si raggiunge la maturità sessuale e la capacità riproduttiva. In entrambi i sessi questo cambiamento si manifesta con la comparsa dei caratteri sessuali secondari: crescita del seno, sviluppo dei peli pubici e comparsa della prima mestruazione (menarca) nelle ragazze; aumento di volume dei testicoli e del pene, sviluppo dei peli pubici, variazione del timbro della voce e prima eiaculazione  nei ragazzi.

Durante la pubertà si verifica inoltre un'accelerazione della crescita staturale, in anticipo nelle ragazze rispetto ai ragazzi (Fonzi ).

Nei ragazzi iniziano anche a comparire la peluria sul labbro superiore, le basette, i peli ascellari e la barba; nelle ragazze aumenta il peso corporeo e la distribuzione del grasso (seno, fianchi, glutei), si verifica l'allargamento del bacino, si manifesta l'acne.

Il concetto di corpo in adolescenza però, non si esaurisce solo nei cambiamenti che si verificano a livello fisico, pur essendo questi diversi e platealmente visibili; un altro aspetto molto importante riguarda gli aspetti psicologi ed emozionali, che le modifiche corporee in questa fase della vita suscitano nel soggetto e in chi lo osserva.

Il corpo che cambia favorisce il passaggio dalla rappresentazione mentale di sé, costruita sull'opinione dei genitori, a quella ricavata dal giudizio dei coetanei; le nuove emozioni e  i desideri che abitano il corpo facilitano il trasferimento degli investimenti affettivi su persone esterne all'ambiente familiare. L'adolescente cercherà l'incontro e il confronto con i coetanei, presentandosi e mettendo in pratica nella quotidianità il suo nuovo modo di essere, evidenziato da un particolare tipo di abbigliamento e di atteggiamento.

Molto spesso nascono però, da parte dell'adolescente, numerose difficoltà a riconoscersi in un corpo che è cresciuto troppo in fretta. Solo ieri egli si vedeva come un bambino con tanta voglia di crescere, ma con una strada lunghissima da percorrere; oggi, quando si guarda allo specchio, vede un bambino che è diventato un ragazzo con tratti e caratteristiche molto diverse.

Il ragazzo dovrà costruire gradualmente un suo percorso, servendosi di un corpo che deve saper conoscere e saper interpretare, per non correre il rischio di ridurlo a mero oggetto da utilizzare come una sorta di strumento all'interno della società.

L'adolescente con gradualità plasma il proprio corpo, impara ad adattarsi ai suoi ritmi e ad accettarsi, lui in prima persona, per essere poi accettato dal gruppo dei pari e dagli adulti con cui si trova ad interagire; Quanto più sarà salda e integrata la sua personalità tanto più potrà affrontare le eventuali critiche e difficoltà a cui sarà sottoposto.

La stabilità in adolescenza più che in altre fasi della vita è un traguardo molto difficile da raggiungere, appunto perché questo momento dello sviluppo è caratterizzato da un cambiamento generalizzato e costante, dove una miriade di pensieri ed emozioni, molte volte anche di polarità opposta, si affollano nella mente del soggetto; occorre, tuttavia, ricordare che non è possibile fissare una volta per tutte criteri certi che garantiscano quale sia la giusta personalità di un adolescente.

Bisogna, invece, comprendere la fatica e la pazienza che il ragazzo/a impiega nel suo processo di crescita, accompagnato da un corpo che gli può fornire alcune certezze, ma anche molte perplessità.

Solo quando il soggetto si sentirà di abitare un corpo meno estraneo e quando i suo timori diminuiranno, o troveranno la giusta strada per essere espressi, capiti ed accettati con più disinvoltura, potrà diminuire il suo disagio.

Il corpo è un valido mezzo per sperimentare l'ambiente ed agire, ma anche e soprattutto per conoscere tramite di esso il nostro mondo interiore e la parte più nascosta di noi.

Il corpo, nella società di oggi, ha acquisito sempre più importanza ed è diventato un tema di cui si parla molto: così, esso può essere considerato un valido mezzo per presentarsi agli altri, ma anche un metro che favorisce i paragoni e le differenze fra gli individui.

I mass media ad esempio, oggi proiettano continuamente immagini e stimoli indirizzati ai soggetti più diversi, che valorizzano un'immagine corporea centrata sul culto della bellezza e sull'importanza di apparire, prima ancora che di essere (Mariani ).

L'adolescente, in particolare, si trova nella condizione di dover recepire i modelli che gli vengono offerti sia all'interno del proprio ambiente familiare che dalla società in generale, perché essendo la fase della vita che sta attraversando caratterizzata da un gran desiderio di conoscere  e conoscersi, è costretto a metabolizzare una notevole quantità di stimoli per poter crescere, cambiare e dare forma alla sua personalità.

Il ragazzo che si sta impegnando nella costruzione di un nuovo sé, distinto dalle figure di riferimento, potrà vivere questo particolare momento con preoccupazione e incertezza e con la paura di non sentirsi mai veramente adeguato; guardando la televisione, ad esempio, questa idea può ulteriormente radicarsi nel soggetto. L'adolescente deve, con il tempo, imparare a valorizzare il proprio corpo con le sue peculiarità, comprendendo che le sue differenze non sono segni da eliminare o modificare secondo i tratti caratteristici della maggioranza delle persone, ma simboli che demarcano l'originalità e l'unicità individuale.