La famiglia moderna e l'adolescente
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La famiglia moderna e l'adolescente

L'attuale concezione della famiglia differisce notevolmente dagli archetipi degli anni passati. La convivenza prima (o al posto) del matrimonio è sempre più attuale, ed il sistema economico non offre certezze

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La famiglia moderna e l'adolescente

La famiglia costituisce il contesto di sviluppo nel quale l'individuo prende vita e si forma. Essa rappresenta, inoltre, il primo e il più importante sistema con cui il soggetto si trova ad interagire costantemente e che gli fornisce gli stimoli indispensabili per iniziare ad entrare nel mondo a piccoli passi, percorrendo  la lunga strada verso la scoperta e la conoscenza dell'ambiente che lo circonda (Sirigatti ).

La famiglia può essere considerata un sistema in continua evoluzione, dato che i ruoli dei membri al proprio interno vengono messi costantemente alla prova, al variare delle esigenze dei soggetti che la compongono.

Oggi il sistema familiare, è notevolmente cambiato rispetto al passato, sia riguardo alle dimensione dei nuclei, attualmente molto più ridotti, che riguardo ai ruoli e agli stili di vita.

Nel passato la famiglia di tipo patriarcale era la più diffusa, vivendo nella stessa casa, la moglie, il  marito, i figli ed i nonni, presenza costante e simbolo di esperienza e stabilità, oltre che punto di riferimento per tutti i membri.

Attualmente la tipologia famigliare più estesa è quella di tipo mono-nucleare, dove sono presenti al proprio interno la coppia genitoriale ed un figlio; i nonni di solito vivono in un'altra casa e rappresentano spesso un sostegno a cui appoggiarsi in caso di necessità.

I ruoli di moglie e di marito hanno subito notevoli cambiamenti nella società attuale; da tempo non è più solo il marito che lavora e si crea una propria carriera professionale, ma anche la moglie mette in pratica i suoi progetti e trova una risposta alle sue esigenze, contribuendo attivamente al sostentamento della famiglia (Catarsi ).

La donna e l'uomo che costruiscono una famiglia oggi si vengono incontro con maggiore flessibilità, per adempiere ai tanti impegni della vita quotidiana e per rispondere alle esigenze reciproche e a quelle del figlio nel migliore dei modi.

La convivenza è inoltre diventata una comune alternativa al matrimonio; i modelli tradizionali di famiglia si sono molto dilatati e la coppia che decide di stare insieme ha l'opportunità di scegliere  se simboleggiare l'essenza del proprio sentimento tradizionalmente, grazie al matrimonio, oppure  se seguire la strada più recente della convivenza (o anche il restare fidanzati a vita).

Le coppie attuali si distaccano dal nucleo di origine ad un'età più matura, a causa della precarietà generalizzata che si trovano a vivere;  in particolare, la precarietà si evidenzia considerando le prospettive lavorative, che stentano sempre più a concretizzarsi, la  notevole richiesta di titoli di studio elevati per svolgere mansioni e ricoprire ruoli soddisfacenti all'interno della società, con il conseguente aumento del numero degli anni trascorsi nel ruolo di studenti in lotta per la conquista della propria autonomia e desiderosi di costruirsi una posizione sociale.

L'uomo e la donna di oggi, quindi, decidono di sposarsi o di andare a convivere in media oltre i trenta anni di età, sempre che i soggetti siano riusciti almeno a trovare un lavoro e una casa che gli permetta di essere il più possibile autonomi (Catarsi ).

Una volta sposati o conviventi, la coppia di individui potrà decidere o meno di avere un figlio (un tempo l'avere figli era di fatto una scelta obbligata). Prima di decidere di diventare genitori la coppia di oggi tende a riflettere a lungo su quello che la scelta comporta nella vita di tutti i giorni.

I futuri genitori della società attuale si porranno diversi interrogativi sul loro futuro e su quello del proprio figlio; le spese aumenteranno notevolmente, il piccolo che cresce avrà necessità materiali, ma anche affettive; la coppia genitoriale dovrà impegnarsi per rispondere in maniera adeguata ai bisogni del figlio e rivedere i ruoli e gli equilibri che si erano formati, per l'arrivo di in nuovo componente (Catarsi ).

La madre dovrà, con l'arrivo del figlio, probabilmente assentarsi da lavoro per un lungo periodo e rivedere l'ordine delle proprie priorità e anche il padre dovrà impegnarsi e cambiare alcune sue abitudini per venire incontro e sostenere i bisogni della compagna e del suo bambino. La nascita di una nuova persona rappresenta un evento straordinario, che porta con sé novità e piacevoli sensazioni, ma allo stesso tempo anche nuove sfide e trasformazioni all'interno del nucleo familiare.

Diventare genitori significa intraprendere un percorso che inizia al momento del concepimento e si  concretizza con la nascita del figlio, ma che non si conclude mai; Questo ruolo rimane una costante nella vita delle persone (Catarsi ).

Non esistono manuali che insegnino a diventare bravi genitori una volta per tutte, ma è possibile imparare ogni giorno qualcosa in più stando a contatto diretto con il figlio.

Non esiste neanche uno stereotipo di genitore ideale da ricalcare e seguire: solo un genitore che si rende disponibile a provare in prima persona, può migliorare e imparare dai propri errori.

Essere genitori significa intraprendere una strada ricca di incognite, ma anche imparare un mestiere che si costruisce giorno per giorno. Oggi più che nel passato il ruolo di genitore si è modificato ed è divenuto ancora più difficile definirlo e descriverlo.

Ai nostri giorni i genitori accompagnano il figlio nelle varie fasi del suo sviluppo all'interno di una società ricca di stimoli, dove vengono offerte molte opportunità, ma pochissime certezze. È difficile saper cogliere i giusti segnali  per indirizzare il proprio figlio verso il percorso migliore: si può solo essere il più possibile attenti e consapevoli, sviluppando un pensiero critico e flessibile.

Man mano che il figlio cresce un genitore deve riuscire a modificare il proprio modo di essere e di rapportarsi con lui; Se inizialmente il bambino molto piccolo necessita della presenza costante e totalizzante della figura parentale, con il trascorrere del tempo e con la crescita il figlio manifesterà sempre più l'esigenza di avere dei genitori presenti, ma non opprimenti, che lo aiutino nella costruzione e comprensione di una propria e autonoma personalità, ben distinta da quella dei genitori (Zonta ).

I genitori per il figlio rappresentano un punto di riferimento costante, un modello da cui prendere spunto e attraverso cui formarsi; essi, allo stesso tempo, attraverso il figlio si mettono alla prova e si conoscono meglio.

Oggi più che mai i genitori si trovano in crisi di fronte ai simboli e ai linguaggi della nuova società, che risultano essere, invece, facilmente comprensibili ai figli. Essi devono riuscire ad accettare il confronto ed essere disposti ad ascoltare i diversi punti di vista.

Quando un figlio si trova nella fase adolescenziale per i genitori inizia una sorta di nuova avventura: le piccole certezze e la tranquillità raggiunte fino a quel momento iniziano a vacillare; se le preoccupazioni per il proprio figlio e i dubbi di quando era bambino riuscivano a trovare risposte e soluzioni relativamente agevoli, a causa della condizione di dipendenza e della fiducia che caratterizzava il rapporto del figlio con i propri genitori, adesso la situazione cambia notevolmente (Oliverio-Ferraris-Oliverio ).

L'adolescente è un bambino che gradualmente è cresciuto e in questa particolare fase della sua vita sta lottando per costruirsi una propria personalità e identità ben distinta da quella delle figure di riferimento. I genitori vedono crescere sempre di più il loro figlio, che si trasforma fisicamente e riesce a conquistare con  piccoli e faticosi passi i traguardi che lo renderanno sempre più autonomo e protagonista della propria vita. Tutto questo sarà per i genitori sia motivo di orgoglio che spinta alla riflessione su quello che questi cambiamenti significano e su come il loro ruolo ne verrà influenzato.

L'adolescente si sente importante e libero di agire nel ruolo di quasi adulto che si trova a ricoprire e  i genitori che fino a poco tempo prima rappresentavano un'autorità insindacabile, sono diventati per il soggetto  persone che sbagliano e dalle quali si può distanziare sia fisicamente che a livello emotivo e di pensiero.

I genitori, inizialmente potranno sentirsi spaesati e impreparati ad affrontare la nuova e difficile situazione, desiderosi di riacquistare la propria posizione di idoli e di autorità per il figlio il prima possibile, ma anche di imparare a conoscerlo meglio per riavvicinarsi e trovare dei punti di incontro.

La persona adolescente è desiderosa di sperimentare ed agire in prima persona, ma ciò non significa che voglia accantonare i genitori e disinteressarsi dei loro consigli e delle loro opinioni; anzi, più che mai nella fase delicata della vita che sta affrontando il figlio sente la necessità di sapere che loro saranno sempre pronti a incoraggiarlo e sostenerlo, anche se in maniera discreta.

Conoscere il mondo giovanile per i genitori è il primo passo per poter comprendere di più i loro figli e poterli consigliare in modo più attento e consapevole. Il fatto che il modo dei giovani sia diverso da quello degli adulti non significa che sia peggiore e che nasconda solo insidie: in realtà si possono trovare anche dei tratti comuni fra i due universi.

Se i genitori possono consigliare i propri figli grazie all'esperienza e al fatto di aver vissuto prima di loro la fase adolescenziale, i figli, con l'ausilio ad esempio del computer e di internet, possono informare e sensibilizzare i propri genitori sui vissuti che accomunano i ragazzi di questa età oggi. Utilizzare internet e il computer per i ragazzi significa anche avvalersi di questi strumenti per comunicare ed esprimersi attraverso un linguaggio che gli è più congeniale. Grazie al computer, ad esempio, genitori e figli si possono incontrare e mettere in atto uno scambio reciproco e consapevole.

L'adolescente impegna buona parte delle sue energie e della sua giornata a conoscere e conoscersi, informarsi su ciò che lo circonda e ritagliarsi uno spazio il più possibile personalizzato nel gran caos quotidiano, diventa il suo obiettivo principale. La scuola, il gruppo di amici e la famiglia rappresentano i suoi punti di riferimento. Quanto più questi sistemi riusciranno ad interagire, tanto più il giovane potrà  contare su un ambiente di vita eterogeneo e ricco di opportunità.

La famiglia del soggetto adolescente deve essere informata e partecipe nella vita del soggetto. Ad esempio, conoscere gli amici  può essere una valida occasione per comprendere meglio il figlio e partecipare in qualche modo anche a una parte della vita che tende di norma ad essere più nascosta e custodita gelosamente dal soggetto.

La scuola rappresenta un sistema che assieme agli amici si evidenzia e manifesta fuori dall'ambiente familiare, ma che ha un'importanza fondamentale per e nella vita dell'adolescente che si sta formando. L'adolescente passa buona parte della sua giornata a scuola ed è chiaro che il personale che abita la scuola conosce il ragazzo/a secondo vari aspetti, potendo contare su l'osservazione del soggetto nelle varie attività e momenti della vita scolastica.

Per la famiglia è quindi molto importante comunicare e incontrare l'istituzione scolastica quotidianamente, così da avere un quadro più completo del proprio figlio e riuscire a contribuire attivamente al suo processo educativo e formativo.

La famiglia avrà sempre un ruolo primario e indiscutibile nella vita del proprio figlio, ma ciò non toglie che altri soggetti importanti, come la scuola e gli amici, possono dare il proprio contributo secondo diverse prospettive allo sviluppo del soggetto e alla formazione della sua personalità.

Non si tratta di fare una gara fra sistemi, bensì di trovare un equilibrio per venirsi incontro e collaborare apertamente e in sintonia. La famiglia dell'adolescente, in particolare, data la complessità della fase che il soggetto sta attraversando, dovrà sforzarsi e impegnarsi attivamente per recepire e utilizzare nel migliore dei modi l'aiuto prezioso degli altri soggetti che vivono vicino al figlio, perché più esso sarà conosciuto nelle sue diverse sfaccettature, più potrà essere sostenuto durante i suoi momenti di difficoltà e di gioia.

La famiglia per l'adolescente può rappresentare una base sicura da cui, arrivato in questa fase della vita, egli gradisce distanziarsi, ma che allo stesso tempo è sempre presente e potrà attendere, comprendere ed intervenire in caso di necessità. Essa ha accompagnato l'adolescente in tutte le fasi della sua vita, ha fotografato e memorizzato tutte le sue esperienze ed ha vissuto in prima persona le sue emozioni, condividendo un lungo e significativo spaccato della sua esistenza.

Con la crescita, il giovane vorrà essere molto probabilmente l'unico protagonista e testimone di alcuni suoi importanti traguardi e conquiste, precludendo alla famiglia il ruolo di costante spettatore delle sue esperienze. Il fatto che i genitori dell'adolescente non siano più a conoscenza a 360 gradi delle avventure che esso vive, non significa che abbiano perso importanza agli occhi del figlio e che lui stiatramando nei loro confronti una strana macchinazione. Quanto si verifica è solo una naturale conseguenza del processo di crescita che il soggetto sta affrontando, quindi va vissuto come una normale tappa del suo sviluppo, da fronteggiare armandosi di comprensione e pazienza (Fonzi ).

I genitori dovrebbero saper consigliare il proprio figlio, senza utilizzare mai un tono impositivo e autoritario, bensì dialogando serenamente, esprimendo i punti di vista di entrambi e cercando di negoziare, quando è possibile una soluzione soddisfacente per tutti e due i soggetti.

Il genitore non dovrebbe rappresentare una figura da temere, che con una costante rigidità di pensiero e di comportamento rende impossibile qualsiasi forma di dialogo e scambio comunicativo, ma al contrario dovrebbe essere una persona capace di mettersi in discussione e desiderosa di  comprendere anche punti di vista diversi dai propri (Catarsi ).

Una richiesta frequente degli adolescenti nei confronti dei loro genitori, oggi, è quella di essere rispettati e valorizzati. Il fatto che essi si trovano nella condizione di quasi adulti non autorizza gli adulti ad escluderli dalle decisioni o a decidere al posto loro, perché considerati ancora troppo giovani e immaturi per comprendere i grandi problemi che accompagnano la vita adulta.

Senza dubbio è vero che l'adolescenza è una fase di transizione e quindi il soggetto che la vive non ha ancora raggiunto una completa maturità fisica e psichica, ma ciò non toglie che esso possa e debba contribuire alle decisioni della sua esperienza di vita quotidiana.

Alla luce di quanto evidenziato sopra, il genitore deve incoraggiare e favorire la partecipazione attiva del figlio alle dinamiche della vita familiare, perché maggiore sarà la stima e la fiducia dimostratagli  concretamente, tanto più esso si sentirà compreso e avrà l'opportunità di sviluppare una buona autostima, data l'importanza per lui di poter confrontarsi e rispecchiarsi con gli altri (Augè ).

Genitori e figli sono testimoni di due diverse generazioni ma, nonostante le molteplici differenze che li contraddistinguono, possono egualmente trovare un terreno comune.