La figura professionale del Dirigente
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La figura professionale del Dirigente

La figura del dirigente scolastico è mutata radicalmente nell'arco degli ultimi anni. Considerato la mansione di coordinatore, il dirigente ha un ruolo fondamentale nell'aiutare l'adolescente in difficoltà

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La figura professionale del Dirigente

Motivi di natura culturale e amministrativa hanno portato all'affermarsi, nell'ultimo decennio, della figura professionale del Dirigente Scolastico e ne hanno modificato le funzioni e la percezione che ne ha il sistema. Con l'avvento della cultura della qualità e dell'istituto dell'autonomia a carico della scuola pubblica e privata, al Dirigente Scolastico si affidano compiti e responsabilità di alto profilo, che richiedano un quadro di competenze esteso anche ad ambiti tra loro molto diversi. Si ritengono, infatti, capacità indispensabili per il corretto svolgimento del ruolo dirigenziale quelle orientate all'ambito culturale ed esecutivo, inerenti alla gestione delle organizzazioni, della formazione del personale e delle risorse umane, oltre che degli aspetti amministrativi e delle normative per la tutela della salute e della sicurezza (Franceschini ).

All'incremento della complessità del sistema scolastico corrisponde l'identificazione della figura del Dirigente come manager, decisore, supervisore e coordinatore, con responsabilità pedagogiche ed organizzative, amministrative e giuridico-penali. Tale figura, che si pone a capo delle istituzioni autonome, costituisce lo snodo essenziale per la gestione della scuola e per la ricerca di elevati livelli di qualità del servizio scolastico.

Denotata nel passato come Direttore Didattico o Preside, la figura professionale dell'attuale Dirigente Scolastico si caratterizza per un ruolo particolare che essa ricopre e per le specifiche funzioni che le competono.

Il Dirigente Scolastico è responsabile politico e amministrativo della scuola e organizza e coordina il servizio, ponendo una particolare attenzione alla qualità dell'offerta formativa rivolta dall'istituzione agli studenti, alle loro famiglie e alla società di cui  i soggetti fanno parte.

Il Dirigente promuove e coordina  la formazione del personale scolastico, curando quotidianamente il rapporto con persone interne ed esterne all'istituzione, che vi collaborano costantemente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e in primis per offrire un servizio alla collettività che sia capace di rispondere con puntualità e disponibilità ai  suoi bisogni ed esigenze.

Per far sì che il servizio sia efficiente il dirigente dovrà occuparsi  della gestione degli ambienti, dei materiali e delle procedure messe in atto ogni giorno, rapportandosi anche con l'amministrazione regionale e con l'utenza.

Nella scuola dell'autonomia, il dirigente deve esercitare anche una funzione di controllo, quale rappresentante legale dell'istituzione: non si tratta di un controllo gerarchico sui dipendenti, bensì di un controllo finalizzato al raggiungimento del principale obiettivo dell'istituzione, ovvero il successo formativo di tutti gli studenti. Tale obiettivo deve fungere da guida per ogni persona coinvolta nel processo formativo e deve consentire un'unità di intenti in vista di un traguardo comune e condiviso.

Sarà, quindi, l'istituzione scolastica, per mezzo delle sue organizzazioni collegiali, a scegliere le migliori strategie funzionali al perseguimento dello scopo, senza ulteriori interposizioni di figure sovraordinate gerarchicamente, che rischiano di appesantire l'erogazione dell'offerta formativa; Il dirigente del resto non è un capo supremo, che  emette delle decisioni insindacabili grazie al potere di cui è in possesso senza avvalersi dei pareri e dei consigli degli altri soggetti all'interno della scuola, ma si rende al contrario promotore e rappresentante dei valori condivisi.

Un clima disteso, flessibile e armonico dovrebbe contraddistinguere il rapporto e gli scambi comunicativi tra il dirigente e i suoi collaboratori, che possono essere i docenti, le famiglie degli studenti e gli studenti stessi: giungere ad un valido risultato, al quale tutti hanno collaborato in maniera integrata, non è solo possibile, ma è ampiamente auspicabile; la condivisione e l'integrazione degli interventi non deve rappresentare un evento che si verifica in maniera sporadica, ma bensì una strategia formativa, utilizzata quotidianamente in modo mirato e consapevole.

Le attività fondamentali dell'istituzione scolastica sono costituite dalla programmazione, dalla progettazione e dal controllo: la sintesi  fra queste azioni e fra i soggetti che le praticano costituisce l'azione di coordinamento.

Il coordinamento, pertanto, non rappresenta una vera funzione autonoma del dirigente, né una fase distinta da correlare con le altre precedentemente identificate, ma rappresenta l'azione svolta dal dirigente attraverso la sintesi dei principi e delle attività o fasi fondamentali dell'azione della scuola.

Ogni scuola, ha bisogno di una convergenza guidata degli scopi comuni per il raggiungimento degli obiettivi, attraverso un'efficace azione di coordinamento; del resto, non possiamo considerare efficace un'istituzione scolastica, se al proprio interno le azioni non sono sincroniche tra il consiglio e il collegio e tra l'amministrazione e il team di segreteria.

Un corretto coordinamento deve permettere un continuo scambio di idee tra i soggetti dell'organizzazione scolastica, attraverso una buona comunicazione interna, permettendo così ad ogni soggetto coinvolto nell'organizzazione di esprimere le proprie opinioni.

Il dirigente ha il potere di garantire una gestione unitaria dell'istituzione: ciò significa che anche se le opinioni dei soggetti che operano al suo interno possono essere in alcuni casi diverse, l'azione della scuola deve realizzarsi attraverso l'integrazione delle funzioni e delle attività.

La presenza nella scuola di una pluralità di soggetti che hanno poteri decisionali (collegio, consiglio ecc.), evidenzia ancora di più quanto la decisione finale rappresenti l'emblema e il risultato di un impegno costante da parte di diversi soggetti, che non sono meri esecutori di ordini, ma protagonisti del processo formativo (Marzuoli ).

La scuola di oggi dovrebbe essere accogliente, ovvero dovrebbe fare in modo che i soggetti che la frequentano quotidianamente, siano essi insegnanti, studenti, collaboratori o genitori, si sentano compresi e valorizzati, in modo tale da impegnarsi per un fine comune.

Per far sì che le persone si sentano a proprio agio nella scuola l'attenzione all'aspetto strutturale non è sufficiente: non basta che essa sia pulita, luminosa, spaziosa e piena di comfort; è, invece,  fondamentale curare e rafforzare gli aspetti relazionali e comunicativi. La volontà di comprendere e accettare deve essere espressa chiaramente attraverso egli scambi comunicativi quotidiani tra i soggetti (Catarsi ).

Il dirigente scolastico della scuola attuale deve quindi possedere elevate competenze relazionali, perché  svolge una professione che lo pone costantemente a contatto diretto con gli utenti del servizio e con i collaboratori esterni. Il dirigente deve rapportarsi in prima persona con gli studenti e i genitori ad esempio, affrontando i piccoli e grandi problemi del quotidiano, manifestando una notevole capacità di adattamento e disponibilità al confronto, senza mettere in atto atteggiamenti di superiorità  e disinteresse.

Non esiste chiaramente un copione da seguire per comportarsi secondo le modalità più adeguate, anche perché data la pluralità delle situazioni, dei contesti e degli interlocutori in cui il dirigente si trova ad agire e con cui instaura un rapporto, risulta praticamente impossibile mettere in pratica rigidi schemi prestabiliti, che garantiscano il successo di un intervento o di un progetto.

Quando il dirigente comunica con gli insegnanti dell'istituzione scolastica dovrebbe tenere in considerazione il fatto che gli insegnanti spesso possono temere la sua posizione gerarchica e  il suo ruolo di superiore, sviluppando nei suoi confronti atteggiamenti ostili e di sfida, che non fanno che nuocere al processo formativo e al clima armonico della scuola. Premesso questo, il dirigente deve consigliare e indirizzare gli insegnanti, senza però disinteressarsi delle loro opinioni, premiando i loro sforzi e i loro successi, pur non trascurando gli sbagli e i comportamenti non adeguati che essi possono manifestare nel quotidiano (Catarsi ).

La relazione con i membri del proprio staff per il dirigente rappresenta un aspetto fondamentale del suo lavoro; la sua è una professione che si consolida e trova la sua massima espressione nel lavoro di gruppo e grazie alla condivisione delle competenze tra i diversi soggetti che sono coinvolti a vario titolo nella scuola (Catarsi ).

Il dirigente si relaziona costantemente con il direttore dei servizi generali e amministrativi, il personale di segreteria, i collaboratori scolastici, gli studenti e i genitori, i colleghi, gli uffici scolastici, i sindacati, gli organi di controllo (ASL, Ispettorato del lavoro, ecc), i mass media, gli Enti locali e anche con i collaboratori esterni alla scuola, che a vario titolo contribuiscono al progetto formativo, come ad  esempio i fornitori, i rappresentanti di associazioni, i formatori.

Confrontarsi con diverse realtà e con soggetti che ricoprono diversi ruoli può permettere al dirigente di ampliare le proprie prospettive e di creare un'offerta formativa che oltre ad essere adeguata alle esigenze degli individui che ne usufruiscono, risulta articolata e multifocale.

Un buon dirigente è un soggetto che con competenza, disponibilità e flessibilità e un'abitudine costante al confronto, dà una risposta concreta ai bisogni dei vari individui che si relazionano con lui e vivono la scuola (Franceschini ).