Giovani e adulti
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Giovani e adulti

Il rapporto tra adulti e giovani è il cardine della sviluppo dell'adolescente. Giovani ed adulti sembrano universi paralleli, ma attraverso la costanza e la perseveranza è possibile trovare un proficuo punto di incontro

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Giovani e adulti

Gli adulti per i giovani rappresentano un modello con il quale rapportarsi, ma anche da cui diversificarsi. Le differenze vengono ancor più ad evidenziarsi nel periodo adolescenziale, dato che il giovane adolescente sta affrontando un processo di crescita che ha come scopo primario quello di permettergli di creare le basi per diventare un adulto con una propria originalità e capacità critica.

I giovani, del resto, non sono una categoria della quale si hanno conoscenze prefabbricate spendibili per descrivere e racchiudere tutti indistintamente in considerazioni generiche e impersonali.

Così come i giovani vengono considerati dagli adulti eterni indecisi, immaturi, sognatori e confusionari, gli adulti agli occhi dei ragazzi appaiono spesso come l'emblema della serietà, della stabilità, della materialità e della rigidità.

Gli adolescenti  possono considerare la corsa sfrenata degli adulti per adempiere ai doveri della vita quotidiana come un loro modo di mascherare attraverso il fare, i propri bisogni e desideri; Essi sono  troppo presi dal fiume degli impegni per poter avere del tempo da dedicare a sé e alle persone per loro importanti. I sogni degli adulti vengono soffocati, troppo spesso è la loro testa che parla al posto del cuore. Molti di loro assomigliano ad adolescenti stanchi.

Gli adolescenti oggi spesso si sentono impotenti. Vedono scorrere davanti a sé una vita improntata ai valori della velocità e dell'efficienza. Vorrebbero poter cambiare la situazione e non solo ricalcare un percorso già tracciato da altri. Il loro desiderio sarebbe quello di poter contare sull'aiuto degli adulti: il fatto che il futuro sia in mano ai giovani non significa che non possono essere aiutati da chi ha più esperienza di loro nella costruzione del proprio futuro.

Gli adulti, anche se non sono gli unici protagonisti della società, perché anche i giovani stanno lottando per conquistare una propria ed importante posizione, non devono sentirsi fuori gioco, ma agire attivamente con e per i giovani di oggi, futuri adulti di domani.

La voglia di comunicare che traspare nei giovani della società attuale è palese. La comunicazione però è un'attività che richiede tempo e disponibilità da parte di almeno due persone: se gli adulti sono sempre impegnati e non hanno mai tempo, per i giovani diventa arduo iniziare un dialogo, sapendo  di avere di fronte una persona che difficilmente potrà fermarsi ad ascoltare.

Allo stesso tempo, però, potrà verificarsi la situazione opposta, rispetto a quella appena descritta, nella quale magari sarà l'adulto desideroso di comunicare con un giovane troppo immerso nei suoi pensieri per dedicargli la sua attenzione.

Gli adolescenti, quando si rapportano agli adulti, temono a volte il loro giudizio e si sottraggono al loro sguardo, perché quello che traspare e trapela nel loro scambio comunicativo, è una relazione non paritaria, dove il soggetto con più autorità impone le proprie decisioni, dando poca importanza al parere dell'altra persona, considerata troppo acerba e sognatrice. La  persona adolescente, in realtà, ricerca una forma di dialogo più semplice di quanto non si pensi.

Consideriamo alcune delle dinamiche che possono caratterizzare il rapporto fra genitori e figli adolescenti. Il figlio che cresce rappresenta per il genitore il simbolo del tempo che passa e impersonifica il ruolo di un nuovo adulto che propone, critica e giudica. Da un lato il genitore è orgoglioso del cambiamento del figlio, ma dall'altro è anche preoccupato di essere messo sotto esame da chi poco tempo prima lo stimava in maniera incondizionata. Del resto ogni confronto e ogni cambiamento portano a ripercorrere e rivalutare il proprio modo di essere, seppure in forme diverse e con una diversa intensità.

Il giovane adolescente manifesterà in questo particolare momento della sua vita i suoi nuovi bisogni alla luce del cambiamento fisico e psichico che lo sta attraversando; avrà bisogno di chiarezza e di una relazione leale e priva di ambiguità, all'interno della quale si possa sentire sicuro; avrà  inoltre necessità  di non sentirsi assistito, perché la sua età non è una malattia.

La richiesta di punti fermi da parte dell'adolescente non significa che gli adulti con cui si relaziona devono caratterizzare il rapporto con lui applicando un comportamento autoritario e rigido, ma bensì mantenere una linea costante di comportamento nel tempo, di modo che il giovane possa trovare delle tracce di riferimento stabili e che lo aiutino ad orientarsi.

La fiducia è una rappresentazione di stima e quanto più un adulto riuscirà a dimostrarsi fiducioso nei confronti di un giovane, tanto più esso si sentirà capace di mettere in atto, concretamente, le sue  potenzialità.

Con il termine adulto si è soliti definire un individuo che ha raggiunto una certa maturità fisica e psichica ed ha conquistato una stabilità e una posizione nella propria vita e all'interno della società.

Oggi, però, come già affermato in precedenza, la stabilità è un traguardo molto ambito, ma difficile da conquistare; se si considera infatti la situazione da una diversa prospettiva ci si accorge subito che la stabilità non è attualmente una caratteristica  obbligatoria per le persone che vogliono essere identificate come adulti (anche perché se tutti i soggetti, per entrare nello status di adulto, dovessero possedere una stabilità lavorativa ed economica, oggi sarebbero ben pochi gli individui adatti a rientrare in questa categoria).

L'adulto di oggi, quindi, è una persona che si trova in una particolare fase della vita caratterizzata da alcune tappe comuni ma non obbligate per tutti. Non esiste, pertanto un modello ideale e stabile di adulto.

Possiamo ancora affermare che il soggetto adulto ha vissuto diversi anni della propria vita e si è potuto costruire un bagaglio di conoscenze utili per affrontare i piccoli e grandi ostacoli che lo accompagnano nella sua quotidianità. Egli osserva con insistenza le lancette dell'orologio per regolare il suo tempo fra i mille e importanti impegni, non essendo quasi mai in grado di lasciarsi andare.

L'adulto di oggi è stato un adolescente nel passato: benché adesso guardi con sufficienza e con uno sguardo di rimprovero certi comportamenti spontanei dei ragazzi e anche se il loro modo di essere appare ora diverso, non è detto che non abbia fatto parte del bagaglio di atteggiamenti manifestati dall'attuale persona matura nel periodo della sua giovinezza.

Il periodo giovanile per gli adulti a volte è così lontano da essere dimenticato o nascosto in una parte occulta della propria mente, anche perché è svanito ormai il periodo della spensieratezza, mentre protagonisti ora sono i doveri.

Avere un figlio adolescente, ad esempio, per un genitore significa anche fare un passo indietro e ripercorrere alcune tappe della propria vita, compiendo in questo modo una sorta di studio introspettivo di sé e permettendo ad alcuni vissuti di riaffiorare alla propria mente.

L'adulto, in quanto persona completa, a primo impatto si può considerare come un soggetto che non ha più nulla da imparare e che non ha più bisogno di mettersi in discussione, perché ha raggiunto l'apice della certezza e  della stabilità. In realtà non è affatto così: benché una persona matura possa vantare una certa esperienza, non esiste alcuna garanzia di essere perennemente al sicuro da critiche e nuove sfide da affrontare. Se il giovane deve misurarsi costantemente con i propri limiti e plasmare la propria personalità confrontandosi con gli individui che abitano la società, anche l'adulto sarà portato dalle novità che gli si presentano a mettersi in gioco e modificarsi, manifestando una notevole capacità di adattamento.

Possiamo affermare che il rapporto fra giovani ed adulti è spesso conflittuale, anche perché per i due soggetti è più semplice e comodo rimanere bloccati nelle proprie rigide convinzioni e  posizioni, invece di imboccare la faticosa strada del confronto; entrambi sono spesso troppo orgogliosi per fare il primo passo verso l'altro e abbassare per qualche minuto le difese: entrambi aspettano un cenno di resa che nessuno manifesterà, con il risultato di bloccare il processo comunicativo sul nascere.

Le incomprensioni sono sempre in agguato. Determinati atteggiamenti possono essere interpretati in un certo modo a primo impatto, ma l'interpretazione può rivelarsi totalmente errata rispetto alle reali intenzioni del soggetto. Un adolescente confuso e preoccupato che cerca conforto rivolgendosi al padre e che esprime il suo disagio parlando apertamente con lui, si aspetta di trovare una persona comprensiva e capace di dare delle risposte concrete ai suoi tanti dubbi. Eppure, può bastare anche un sorriso del padre perché questo atteggiamento venga interpretato come un gesto offensivo nei confronti del ragazzo, che si allontana, deluso.

Si tratta solo di uno dei possibili esempi di incomprensione ed errata interpretazione dei comportamenti, che possono emergere nella relazione tra genitore e figlio adolescente.

Occorre pazienza e perseveranza, in particolare da parte dell'adulto. La pazienza, nella società attuale, non è più una virtù neanche tra gli adulti e i ragazzi fremono dal desiderio di ottenere tutto e subito, vivendo le esperienze della quotidianità tutte d'un fiato; gli adulti, loro malgrado, sono entrati in un circolo vizioso fatto di impegni che scandiscono e organizzano il loro tempo disponibile fin nei minimi dettagli e obbligano ad adattare il proprio stile di vita ai ritmi frenetici, che rendono molto difficile fermarsi per qualche minuto ad attendere con tranquillità (Baudrillard ).

È sempre più necessario, però, che sia gli adulti che i ragazzi riescano a ritagliarsi del tempo per conoscere e conoscersi, senza porsi in una posizione di superiorità, ma cercando di instaurare una relazione il più possibile paritaria, considerando le inevitabili differenze come punti di forza da cui partire per comprendersi e modificare i propri atteggiamenti in un processo di crescita reciproca.

Se anche appare difficile per la maggioranza delle persone trovare dei punti di incontro fra i due universi, osservando più attentamente e avendo la disponibilità di impiegare del tempo per conoscersi meglio, questa ricerca può rappresentare un'occasione preziosa per gli adulti e per la loro controparte più giovane.