Strumenti per sostenere l'adolescente in difficoltà
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Strumenti per sostenere l'adolescente in difficoltà

La scuola deve essere in prima linea nell'aiuto dell'adolescente con problematiche comportamentali. Solo un approccio integrato e la costruzione di una rete solidale possono portare un effettivo aiuto

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Strumenti per sostenere l'adolescente in difficoltà

Il dirigente della scuola di oggi si trova a doversi confrontare abitualmente con numerose difficoltà che scandiscono la sua attività professionale e accompagnano la sua vita all'interno dell'istituzione.

La gestione dell'istituzione comporta l'utilizzo di una notevole quantità di risorse e non è semplice per il dirigente trovare valide soluzioni ai piccoli e grandi problemi che si verificano nella normale routine scolastica, come rapporti conflittuali all'interno del corpo docente, scarsa motivazione al lavoro da parte degli stessi insegnanti, insoddisfazione da parte dei genitori degli alunni relativa al progetto formativo proposto,  riduzione dei fondi ministeriali a disposizione dell'istituto.

Si tratta solo di alcune delle problematiche alle quali il dirigente deve rapportarsi abitualmente: in particolare, tuttavia, un aspetto critico della professione di dirigente è costituito dal ruolo di mediatore che esso deve ricoprire costantemente, trovandosi a dover salvaguardare allo stesso tempo le esigenze degli utenti (alunni e genitori) e quelle degli insegnanti (e di tutto il personale scolastico), nonché a dover rispondere con tempestività e puntualità alla domanda di efficienza e competenza che la società pone alla scuola come istituzione.

Poter offrire una scuola adeguata, che vada con puntualità ed efficacia incontro alle esigenze degli utenti del servizio e delle persone che a vario titolo vi lavorano, significa saper analizzare in dettaglio le caratteristiche e conoscere a fondo i punti di criticità che contraddistinguono il mondo della scuola: la conoscenza dei punti deboli consente al dirigente di interrogarsi sulle possibili soluzioni e sui cambiamenti da apportare concretamente per migliorare sia l'offerta formativa che l'immagine della scuola (Frabboni-Guerra-Scurati ).

Il tempo rappresenta sicuramente un aspetto da non sottovalutare quando si parla di punti critici all'interno della scuola: ritagliarsi del tempo in più per poter approfondire e curare l'attività didattica è diventato un lusso che ben poche scuole purtroppo riescono a concedersi nel caos quotidiano; la fretta di concludere nel modo migliore e di raggiungere presto gli obiettivi prefissati è un nemico che incombe sempre nella vita scolastica e  influisce negativamente sul clima generale, rendendolo teso e impersonale.

Di recente la situazione delle istituzioni scolastiche è diventata ancora più difficile, a causa dei tagli ai fondi destinati alla scuola e della notevole riduzione del personale scolastico; entrambi gli elementi, com'è facile intuire, hanno forti ripercussioni sul progetto formativo offerto dalle scuole e rappresentano una fonte di angoscia per il dirigente.

L'equa suddivisione delle scarse risorse disponibili costituisce un rompicapo difficilmente risolvibile: dover operare obbligatoriamente delle scelte in un regime di economia comporta per il dirigente una revisione minuziosa dei progetti, una loro riduzione rispetto all'idea originale e spesso anche una scelta dolorosa tra differenti progetti egualmente validi. Il capo d'istituto deve provare ad offrire, dunque, un progetto discreto pur potendo contare su poche risorse, e questo aumenta senza dubbio la fatica e l'incertezza.

Se poi è difficile ritagliare del tempo in più per particolari attività didattiche, ancor più complesso risulterà trovare uno specifico spazio per garantire quotidianamente occasioni di confronto e di interazione tra il dirigente e gli insegnanti: si tratta, comunque, di un aspetto che non può in alcun modo essere tralasciato o dimenticato. La coesione e interazione reciproca fra tutti i membri dell'istituzione scolastica rappresenta una condizione irrinunciabile perché sia possibile giungere alla realizzazione degli obiettivi stabiliti.

Quali sono gli strumenti che consentono di avvicinarsi a tale condizione?

Il primo consiste nello svolgimento periodico delle riunioni: in esse è necessario garantire, o almeno tentare di farlo, la libera espressione degli insegnanti e di tutti i membri dello staff, così come la circolazione delle diverse idee e delle differenti prospettive.

Il dirigente dovrebbe, per questo, essere dotato di spiccate capacità comunicative e relazionali, di flessibilità di pensiero e di abitudine allo scambio delle esperienze, strumenti, questi, che si acquisiscono attraverso corsi mirati e una lunga esperienza sul campo.

L'abitudine al confronto diretto con gli altri è un'abilità fondamentale che si consolida evitando l'isolamento e l'arroccamento, agendo per favorire la conoscenza reciproca fra i membri dello staff, accettando positivamente anche le critiche dei colleghi.

Un altro aspetto importante da analizzare quando si parla della scuola di oggi è il rapporto tra gli insegnanti e i loro alunni. L'insegnante e l'alunno coabitano in uno stesso ambiente, ma ciò non è sufficiente per far sì che questi soggetti aprano un canale di comunicazione reciproca: essi rappresentano due diverse generazioni, hanno un modo diverso di affrontare la vita e anche obiettivi ed interessi opposti. Spesso le energie vengono utilizzate quasi esclusivamente per far valere le proprie ragioni, senza alcuno sforzo destinato alla comprensione del punto di vista dell'altra persona.

È più veloce e meno faticoso, in apparenza, seguire la strada della distanza e della rigidità dei ruoli nella quotidianità della scuola, ma questa prospettiva alla lunga risulta essere un'occasione dove le potenzialità soggettive si disperdono; per cercare di combattere questa perdita di energie è necessario che l'adulto e il ragazzo trovino i punti di contatto nel fiume delle differenze; raggiungere questo obiettivo è possibile entrando lentamente all'interno dei rispettivi universi, attraverso un ascolto reciproco, ma anche in questo caso è necessario ritagliare degli spazi e dei tempi  per comunicare.

Per quanto riguarda il rapporto con la famiglia dell'adolescente, occorre considerare il fatto che, di frequente, il rapporto che questa instaura  con gli insegnanti appare teso e distaccato; i due soggetti si incontrano soltanto in particolari occasioni, di solito per discutere di un comportamento negativo tenuto dal ragazzo in classe o del suo scarso rendimento scolastico; le rigide prese di posizione assunte, di solito bloccano la comunicazione tra i soggetti. Per migliorare il rapporto fra insegnanti e genitori occorre trovare maggiori occasioni di incontro e unire le potenzialità di entrambe le controparti, per permettere al ragazzo in difficoltà di poter contare su un valido supporto (De Leo-Patrizi ).

La famiglia per il giovane adolescente rappresenta, infatti, un punto di forza ma anche di debolezza, dato che egli desidera distanziarsi dall'ambiente protetto dove è cresciuto e iniziare a costruire un suo percorso dove possa crescere e mettersi alla prova, pur non volendo rinunciare comunque al loro sostegno e alla loro presenza discreta. I genitori vogliono mantenere la propria autorità agli occhi del figlio, ma si preoccupano quando non riescono a comprenderlo a causa del suo comportamento ostile e provocatorio.

Osservare, comunicare e avere voglia di conoscere documentandosi e confrontandosi con gli altri, quando ci si trova a vivere una situazione difficile, diventa indispensabile.

La vita scolastica all'interno della scuola diventa ancora più complessa e colma di difficoltà quando alla normale routine si aggiunge la presenza nella classe di un adolescente con disturbi comportamentali; questi presenta delle peculiarità che devono essere conosciute e considerate in modo tempestivo e approfondito. Il suo comportamento nella quotidianità diventa platealmente visibile agli occhi di tutti e richiama l'attenzione dei soggetti che si trovano a vario titolo a dover interagire con la persona con questo tipo di patologia.

Un adolescente con un disturbo della condotta abitualmente si pone nei confronti dei compagni di classe e dei soggetti dotati di autorità in modo aggressivo ed ostile, influenzando così in maniera netta il clima interno della classe; in questa situazione è chiaro che dovranno essere considerate tutte le variabili in modo da intervenire velocemente e riuscire a circoscrivere il problema, progettando interventi mirati e personalizzati che miglioreranno il clima generale (Ammaniti ).

Il primo aspetto da considerare per gestire al meglio situazioni di criticità all'interno della classe è senza dubbio quello di sensibilizzare e formare adeguatamente sia i compagni del ragazzo in difficoltà, sia lo staff degli insegnanti e, non ultimo, il dirigente scolastico.

Per riuscire ad affrontare le problematiche connesse con la patologia comportamentale sarà molto importante consolidare il rapporto fra i membri dello staff scolastico, gli specialisti che stanno seguendo il ragazzo con un progetto terapeutico mirato e i componenti della famiglia. Tentare di unire le proprie risorse in vista di un obiettivo comune può contribuire al progetto educativo dell'adolescente.

Il dirigente scolastico deve cercare di essere il più possibile presente e protagonista nella scuola, rendendosi promotore di un progetto educativo che vada in aiuto dell'adolescente in difficoltà e che consolidi ulteriormente il rispetto reciproco tra tutti i soggetti coinvolti nel suo processo formativo (De Leo-Patrizi ).

Per aiutare l'adolescente con un disturbo comportamentale i progetti educativi devono essere mirati; un valido progetto formativo per sostenere il giovane in stato di disagio deve muoversi in un'ottica globale e multidisciplinare, coinvolgendo tutti i soggetti che interagiscono con l'adolescente, la famiglia, gli specialisti che stanno attuando un progetto di cura ed eventualmente anche gli amici del ragazzo.

Il progetto educativo deve comprendere un'analisi dettagliata dei contesti con cui il soggetto si relaziona. Se gli insegnanti non dovessero mostrare nei confronti del giovane atteggiamenti e comportamenti adeguati per la buona riuscita del progetto, tale aspetto deve essere discusso; inoltre, è certamente opportuno che essi possano partecipare anche a eventuali corsi formativi, che forniranno così un supporto e permetteranno loro di cambiare e crescere umanamente e professionalmente.

Il progetto educativo dell'adolescente con disturbo comportamentale prevede approcci terapeutici diversi che possono sostenerlo e aiutarlo a modificare e ridimensionare i comportamenti dannosi e negativi che esso mette in atto abitualmente: l'approccio terapeutico privilegiato, però, è quello che segue all'osservazione comportamentale e all'analisi dettagliata dei comportamenti del giovane nei diversi contesti di vita; i comportamenti positivi che il soggetto riesce gradualmente e faticosamente a mettere in atto nel contesto ambientale non devono passare inosservati, ma bensì essere evidenziati e premiati, perché da questi è necessario partire e prendere spunto per consolidare nell'adolescente nuove abilità relazionali e comportamentali.

È chiara quindi l'importanza cruciale degli insegnanti e del dirigente nel progetto formativo del giovane, dato che essi hanno l'opportunità di osservare il giovane abitualmente in un contesto ricco di stimoli, di variabili e di dinamiche, come quello scolastico e quindi possono contare su un grande numero di occasioni per agire attivamente e con competenza per la sua crescita e il suo positivo cambiamento.

L' adolescente in difficoltà necessita spesso di terapie farmacologiche, comportamentali, ambientali e psicologiche, ma un suo bisogno primario e indispensabile è sicuramente quello di ricevere comprensione, sostegno e disponibilità da parte delle persone con cui interagisce. Si tratta di doti che tendiamo a considerare innate, ma che per essere consolidate necessitano di un'adeguata formazione.

Le incognite e la novità di ciò che non si conosce senza dubbio creano inizialmente stupore e richiedono una spiccata disponibilità al cambiamento; esse, tuttavia, comportano la revisione di antiche convinzioni e di decisioni talora già prese. Anche per quanto riguarda l'istituzione scolastica questo processo, se in un primo momento può destabilizzare gli equilibri, a lungo termine può migliorare le potenzialità della scuola e rendere gli interventi più adeguati e personalizzati.

Una scuola attenta e partecipe ai vissuti delle persone che ne usufruiscono è anche un'istituzione che affronta con competenza, puntualità, flessibilità e disponibilità i nuovi disagi che le si presentano durante il proprio percorso formativo, puntando al recupero, al sostegno e allo sviluppo armonico dei giovani in difficoltà.

L'approccio integrato e la costruzione di una rete solidale sono le armi vincenti contro il disagio,  un fenomeno che danneggia, consuma e disperde preziose risorse e potenzialità.