L'ICF-CY e i bisogni dell'infanzia
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L'ICF-CY e i bisogni dell'infanzia

L'ICF-CY è l'adattamento per bambini e adolescenti del modello di classificazione biopsicosociale ICF. ICF-CY è un framework rigoroso e fondamentale nell'operatività

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L'ICF-CY e i bisogni dell'infanzia

Nello sviluppo del modello concettuale e operativo dell'ICF un passo importante è stata la pubblicazione dell'adattamento di ICF per bambini e adolescenti1

Questo nuovo strumento, frutto di un intenso lavoro di adattamento svolto in 18 Paesi del mondo a partire dall'ICF, rappresenta un "framework" concettuale d'importanza straordinaria perché centra l'interesse sulla persona, sui bisogni reali, coerentemente con i principi delle "Convenzioni Internazionali per la tutela dei diritti dei bambini" (1989) e delle persone con disabilità (1996-2006) permettendo, allo stesso tempo, di porre gli operatori nelle condizioni di compiere una raccolta anamnestica puntuale e di attuare una progettazione realmente personalizzata.

In particolar modo l'ICF-CY sottolinea che le prime due decadi di vita sono caratterizzate da una rapida crescita e da cambiamenti fisici, psicologici e sociali significativi.

Le manifestazioni del funzionamento, della disabilità e delle condizioni di salute nella fanciullezza e nell'adolescenza sono differenti per natura, intensità e impatto rispetto a quanto accade per gli adulti.

Per rispondere e tener conto di queste differenze, la Classificazione ICFCY è stata sviluppata in modo da essere sensibile ai cambiamenti associati alla crescita e allo sviluppo. Il bambino nel contesto familiare si sviluppa seguendo un processo dinamico, che si esplica progressivamente dalla dipendenza assoluta, attraverso lo sviluppo del corpo, delle relazioni sociali e della maturità psicologica, fino all'adolescenza.

In questo processo dinamico il funzionamento del bambino dipende dalla continua interazione con i familiari o altri caregiver nel contesto di vita di appartenenza.

Il funzionamento del bambino, di ogni bambino ma ancor più del bambino con disabilità, non può essere pensato isolatamente, ma piuttosto sempre e soltanto nel contesto di vita familiare, scolastico e sociale all'interno del quale esso si esplica. Questa rappresenta un'importante considerazione rispetto all'osservazione sulle performance, sulle abilità e sulla partecipazione alle situazioni di vita. L'influenza delle interazioni familiari, scolastiche e sociali sulle performance e il funzionamento del bambino è molto importante per lo sviluppo anche delle fasi successive fino al raggiungimento dell'età adulta.

L'aspetto innovativo e di maggiore interesse dell'ICF-CY è rappresentato dalla possibilità di applicazione per l'elaborazione del Piano Educativo Individuale (PEI).

Numerosi sono i punti di forza dell'utilizzazione dell'ICF-CY:

  • Fornisce una base metodologica scientificamente rigorosa analizzando ed evidenziando tutti i possibili ambiti per la presa in carico del bambino
  • Fotografa la condizione di salute e l'ambiente e descrive il funzionamento della persona senza perdere di vista gli aspetti di partecipazione e i fattori ambientali (scuola, relazioni con i pari e i familiari, tempo libero, lavoro)
  • Permette di lavorare sul funzionamento della persona (quindi sulla persona e sul suo ambiente) a prescindere dall'inquadramento a priori in categorie (diagnosi)
  • Permette un linguaggio comune tra tutti gli operatori interessati e consente di mettere al centro del progetto la persona ed i suoi bisogni e non i servizi disponibili

Operativamente è possibile ottenere un profilo di funzionamento utile per la creazione di un progetto personalizzato mediante l'utilizzo degli strumenti derivati dalla Classificazione come l'ICF Checklist e gli ICF-CY Questionnaires. L'uso di ICF-CY per il progetto personalizzato per il bambino con disabilità rappresenta una risorsa per l'équipe multidisciplinare, per gli operatori socio-sanitari, gli insegnanti e per il sistema familiare diventando un linguaggio comune e permettendo di condividere lo stesso "framework" concettuale.

Implica inoltre da parte di tutti gli operatori maggior capacità di coinvolgimento in équipe e il saper veramente mettere il bambino con disabilità e il suo ambiente al centro della progettazione di cura e presa in carico.

Permette al bambino stesso o all'adolescente di esprimere quelle che sono le barriere che è necessario eliminare per garantire la totale partecipazione: in questo modo il bambino stesso partecipa alla costruzione del suo percorso di presa in carico.

Identifica nella partecipazione l'obiettivo principale di qualunque progetto di presa in carico personalizzata.

Del tutto recentemente (16 agosto 2011) il "World Report on Disability", prodotto congiuntamente dall'OMS e dalla Banca Mondiale, focalizza l'attenzione sui modi per eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle persone con disabilità nel loro contesto sociale.

Un aspetto molto importante che il rapporto prende in considerazione è la prima stima di prevalenza di nuove disabilità dal 1970. Tendenze globali quali l'allungamento della vita media, e quindi l'invecchiamento della popolazione, e la crescente importanza delle malattie croniche significano che la prevalenza di disabilità rischia di aumentare in futuro.

Questo rapporto pionieristico indica che azioni come rimuovere barriere per integrare servizi, e investire in riabilitazione, supporto, accessibilità degli ambienti, possa garantire a milioni di persone con disabilità l'accesso a istruzione, occupazione e vita sociale in generale.

Il "World Report on Disability"(OMS, 2011) diventa quindi una lettura obbligatoria per decisioni politiche, sanitarie, professionali, e per Enti, anche sportivi e no-profit, che sostengono le persone con disabilità e le loro famiglie.