Altre caratteristiche del bambino autistico
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Altre caratteristiche del bambino autistico

Altre caratteristiche del bambino autistico: l'ecolalia, l'utilizzo dei pronomi, la comprensione letterale, la difficoltà di prosodia.

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Altre caratteristiche del bambino autistico

Una delle caratteristiche più tipiche del linguaggio di soggetti autistici è l'ecolalia ovvero la ripetizione di forme verbali appena udite o conosciute. In passato veniva considerata un'inutile forma ossessiva di stimolazione, recentemente se ne studiano le potenzialità comunicative. Ad esempio, un simile atteggiamento, è riscontrabile quando il soggetto non comprende il significato di una frase o, il carico di informazioni a cui è sottoposto in maniera verbale, risulta essere eccessivo.

In tutte le descrizioni dell'autismo è riscontrabile una grande difficoltà nell'utilizzo dei pronomi. Tale fenomeno, definito inversione pronominale, è caratterizzato dalla frequente tendenza di sostituire il pronome "io" con "tu/voi" e dalla scarsa attitudine all'utilizzo degli altri pronomi. In passato si riteneva che il non utilizzo, o l'utilizzo errato, del pronome "io" fosse sintomatico di un rifiuto di se o della non presa di coscienza. In realtà è stato appurato che le difficoltà insorgono per la scarsa flessibilità nella comprensione della necessità di indicare i ruoli nella conversazione. La scarsa flessibilità rende complicato comprendere come mai una persona a volte sia "io" altre "tu" oppure "lui/lei". Ecco perché risulta più immediato, parlando di se, utilizzare i pronomi che gli altri utilizzano con lui quando gli si rivolgono.
Tali difficoltà sono ampliate in considerazione del fatto che i bambini autistici non effettuano giochi di ruolo, che gli stimolerebbero ad imitare e ad immedesimarsi in altri soggetti. In altre parole, ed ancora una volta, il problema dev'essere attribuito alle difficoltà di "percezione" del mondo esterno alla nostra maniera.
La comprensione letterale dei messaggi fa si che gli autistici non tengano conto delle intenzioni comunicative dell'interlocutore se non direttamente espresse. Come poc'anzi detto, anche qui è da chiamare in causa l'incapacità dei soggetti autistici di cogliere ciò che gli altri hanno intenzione di comunicare, di apprezzare gli stati mentali degli altri , a condizionare la loro possibilità comunicativa e relazionale.
Altre particolarità, difficili da interpretare, e tipiche del linguaggio autistico, sono l'uso di espressioni strane e bizzarre che Kanner definì "linguaggio metaforico" oggi riconosciuto come linguaggio idiosincratico caratterizzato dall'uso di espressioni strane e bizzarre apparentemente non collegate al contesto nel quale avviene l'interazione verbale o ai contenuti della stessa. Viene definito linguaggio idiosincratico perché si tratta di parole che la persona può aver associato a contesti o esperienze passate e che usa senza preoccuparsi della comprensione da parte dell'interlocutore.
Difficoltà di prosodia è l'ennesima caratteristica comune a chi è affetto da autismo ed è l'incapacità, o più spesso il non utilizzo, di intonazioni ai fini comunicativi, sempre a causa della difficoltà di interpretare gli stati d'animo propri ed altrui.
Isole di abilità rappresentano capacità rilevanti in alcuni ambiti, ad esempio la lettura, pur con le stesse difficoltà di comprensione dei messaggi caratteristiche della loro condizione.