Cause dell'autismo
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Cause dell'autismo

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Cause dell'autismo

Molto si è scritto sull'origine dell'autismo, ma poco è chiaro della patogenesi; anche la denominazione più accettata di disturbo dello sviluppo psichico è vaga ed imprecisa. Forse il modello psico-neuro-biologico si avvicina di più a quanto si osserva; si tratterebbe di un disordine della mielinizzazione dei circuiti cerebrali, a causa del quale le percezioni risultano intollerabili e terrorifiche e il bambino tende ad isolarsi. Ne consegue un disturbo della formazione di quello che chiamiamo un "proto-IO" e una strutturazione di relazioni alterate con la figura della madre e con gli oggetti interni che impediscono il normale sviluppo dei processi emotivo-affettivi che stanno alla base della formazione della mente.
Il bisogno di isolamento, il ritirarsi in se stessi, l'impossibilità di relazionarsi con il mondo esterno diventano i motivi del mancato sviluppo della motricità, delle capacità ralazionali, del linguaggio, delle funzioni cognitive che restano così limitate a processi istintivi, automatici e primitivi.

Accettare questa sindrome come disturbo dello sviluppo psico-mentale ci permette di spiegare l'enorme variabilità della casistica che passa da un "atteggiamento" che non impedisce lo sviluppo affettivo ed intellettivo a casi in cui i disturbi comportamentali sono veramente disturbanti e si trasformano in un vero e proprio handicap.
L'autismo è stato primariamente considerato come avente origine psicosociale o psicodinamica. Le nuove ricerche, invece, lascerebbero intendere come causa principale fattori di tipo biologico, come la disfunzione di un sistema o una sua lesione.
In molti studi sono state riscontrate anomalie a carico del sistema nervoso centrale, pur tuttavia non consentendo ancora di individuare peculiarità significative generalizzabili. I dati più significativi in merito riguardano un aumento diffuso del metabolismo cerebrale ed alcune alterazioni a livello del sistema limbico e del cervelletto. Anche l'ippocampo e l'amigdala risulterebbero implicati nella sintomatologia rispettivamente per gli aspetti legati all'apprendimento e al controllo dell'emotività.
Altro aspetto importante nell'analisi delle alterazioni strutturali e funzionali è la tendenza dei soggetti autistici ad andare in contro a crisi epilettiche nel corso della loro vita. La percentuale di tali manifestazioni si attesta intorno al 30%.

I fattori genetici aumentano moltissimo le probabilità di dare alla luce un soggetto autistico e, negli altri casi, comunque tenderanno a presentare alterazioni cognitive e del linguaggio.La maggiore incidenza dei maschi farebbe pensare all'implicazione di anomalie sui cromosomi sessuali.
L'autismo risulterebbe poi associato ad una carenza di dopamina, non a caso la sintomatologia dell'autismo è influenzata da quelli che sarebbero gli effetti della dopamina sull'organismo, ovvero di controllo sulle funzioni attentive, percettive, motorie e comportamentali.
Già quelli elencati sino ad ora fanno comprendere quanto numerosi siano i fattori che possono determinare la comparsa dell'autismo. Tutti mettono in evidenza come tale sindrome sia di natura neurobiologica (anche quando non si rilevano danni neurologici evidenti), pur esistendo divergenze circa il tipo e l'incidenza delle alterazioni neurobiologiche stesse.
Gli studi compiuti sino a questo momento fanno luce sulla catena causale che provoca l'autismo. Tale catena causale presenta tre passaggi: quello del rischio (fattori genetici, lesionali, biochimici); quello dell'attacco (al sistema nervoso centrale) e quello del danno vero e proprio (nello sviluppo dei vari sistemi cerebrali relativi)