La memoria nei bambini autistici

I bambini autistici e la memoria, il processo di apprendimento ed utilizzo del linguaggio.

La memoria nei bambini autistici

I bambini autistici presentano una memoria eroica ben sviluppata che gli consente di ricordare facilmente frasi ascoltate poco prima. Quando la rievocazione non è immediata le difficoltà crescono e la situazione peggiora se nell'intervallo della rievocazione i soggetti svolgono un'altra attività. Quello che sicuramente crea problemi nella memorizzazione è la capacità di utilizzare strategie mestiche (associazione, evidenziazione percettiva, parola chiave) per aiutare il ricordo. Questo deficit è presente anche nei soggetti con ritardo mentale. I bambini autistici hanno poi una grande capacità di utilizzo della memoria automatica che gli consente di memorizzare, ad esempio, gli interi tragitti di un autobus, senza manifestare la volontà di utilizzare tali conoscenze con finalità adattative.

La compromissione qualitativa della comunicazione sociale e del linguaggio rappresenta un sintomo peculiare nella diagnosi dell'autismo. Pur nei casi in cui il linguaggio sia ben sviluppato, ad esempio nei bambini con la sindrome di Asperger (già citata), risulta comunque difficoltosa la comunicazione, a prescindere dal mezzo utilizzato. Per meglio comprendere questo fenomeno sarà opportuno analizzare la comprensione della comunicazione da parte dei bambini autistici che risulta essere pressoché nulla. Questo inibisce a sua volta l'utilizzo di forme espressive corrette che riescano ad evidenziare gli stati d'animo che provano, semplicemente perché loro per primi non comprendono le potenzialità del mezzo di comunicazione. Quindi il problema non è nel rifiuto a comunicare ma nel non sapere come fare. Anche le azioni autolesive che compiono, sono spesso da interpretare come mezzi di comunicazione. Risulterà dunque prioritario, nei casi di riabilitazione, cercare di far apprendere le nozioni più elementari che sottendono alla comunicazione con gli altri.
Per una buona metà dei soggetti poi, non si svilupperà affatto un linguaggio verbale più o meno affinato a causa di un livello intellettivo più basso o altre problematiche di sviluppo. Conseguentemente non padroneggeranno mai forme significative di linguaggio sia di tipo espressivo che ricettivo. Naturalmente non può essere ritenuto un mezzo di comunicazione alternativo l'uso di gesti poiché questi soggetti incontrano le medesime difficoltà. Minori difficoltà sono invece state rilevate nel caso di comunicazione tramite mezzi visivi che utilizzano immagini o foto che consentono un'associazione con l'oggetto più immediata e concreta.
Un ulteriore disagio è dato dall'iperrealismo che colpisce questi soggetti, che non risultano capaci di comprendere significati impliciti o sfumature nel linguaggio e nelle intenzioni dei loro interlocutori, interpretando il tutto in maniera eccessivamente aderente a quello che appare.

La persona autistica incontra difficoltà nel capire l'importanza e lo scopo stesso della comunicazione.
Spesso i bambini autistici apprendono a parlare e, in alcuni casi, raggiungono buoni livelli sintattici e semantici, ma non sono in grado i utilizzarli dal punto di vista pragmatico perché non conoscono bene gli usi per la comunicazione.

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