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Abbuffate e restrizione alimentare - prima parte
Quadro clinico del Binge Eating Disorder: Abbuffate e Restrizione Alimentare
Abbuffate e restrizione alimentare
Il Binge Eating Disorder condivide con la Bulimia Nervosa la presenza di periodici episodi di sovralimentazione, durante i quali il paziente perde il controllo sul cibo e si alimenta compulsivamente, ingerendo grandi quantità di alimenti in breve tempo; nel Binge Eating Disorder, però, differentemente da quanto avviene nella Bulimina Nervosa, questi episodi non sono seguiti da comportamenti di compenso. Secondo Loriedo, Bianchi e Perrella (2002) i cibi prevalentemente ricercati durante questi episodi sono dolci ad alto contenuto di grassi, ma possono essere presenti anche i carboidrati, sebbene non in proporzioni esorbitanti rispetto alla loro normale assunzione durante gli altri pasti; sempre secondo Loriedo et al. (2002) le fibre e le proteine, invece, sono consumate in quantità molto più basse, rispetto a quanto viene fatto nei pasti normali. Nel Binge Eating Disorder, quindi, similmente a quanto avviene nella Bulimina Nervosa, vengono preferiti proprio quei tipi di cibo che la persona di solito non si concede, perchè li considera pericolosi dal punto di vista calorico (Faccio, 1999).
Quanto all´apporto energetico, diversi studi hanno messo in evidenza l´esistenza di una considerevole variabilità tra i pazienti con Binge Eating Disorder; per esempio, Raymond, Neumeyer, Warren, Lee e Peterson (2003), attraverso interviste telefoniche, hanno rilevato un consumo calorico medio di 3395 Kcal, mentre Guss, Kissileff, Devlin, Zimmerli e Walsh (2002), attraverso test effettuati in laboratorio, hanno trovato un consumo calorico medio più basso, pari a 2143 Kcal. Essendoci questa variabilità nella quantità di cibo consumato, è stato deciso di non utilizzare questo parametro come criterio per la diagnosi di Binge Eating Disorder (Garner & Dalla Grave, 1999). Questa variabilità rispetto alla quantità di cibo consumato si riscontra anche nei pasti regolari in quanto, mentre Raymond et al. (2003) hanno rilevato un consumo calorico medio di 2568 Kcal, Guss et al. (2002) ne hanno riscontrato uno più basso, di sole 1472 Kcal.
Anche rispetto alla durata dell´abbuffata nei pazienti con Binge Eating Disorder i dati sono poco chiari, in quanto, visto che questi pazienti non usano comportamenti di compenso, diventa difficile stabilire quando finisce un episodio e ne inizia un altro. Infatti, anche se il DSM IV-TR (2000/2002) parla di un periodo definito di tempo, inferiore alle due ore, alcuni studi hanno riscontrato che le abbuffate possono durare anche per diverse ore e, in alcuni casi, possono protrarsi addirittura per tutto il giorno (Deaver, Miltenberger, Smyth, Meidinger & Crosby, 2003; Fairburn, Cooper, Doll, Norman & O´Connor, 2000; Greeno, Wing & Shiffman, 2000). In ogni caso si può affermare con certezza che, sebbene i pazienti con Binge Eating Disorder vadano incontro ad un numero minore di episodi di abbuffate rispetto a quelli con Bulimina Nervosa, le loro crisi alimentari sono di durata sicuramente maggiore. Per via delle difficoltà a stabilire una linea di demarcazione per i singoli episodi, per l´assessment diagnostico, perciò, ci si focalizza sul numero di "giorni bulimici", piuttosto che sul numero di episodi di abbuffate, come avviene per la Bulimina Nervosa (Garner & Dalla Grave, 1999).
La perdita di controllo che caratterizza le abbuffate, secondo Deaver et al. (2003), si può identificare con la velocità nel mangiare, la sensazione di pienezza eccessiva, l´introduzione di grandi quantitativi di cibo in assenza della sensazione di fame, la segretezza dell´atto di mangiare, il disgusto e ribrezzo verso se stessi, ma soprattutto con stati di ansia e forte agitazione, manifesti anche dal punto di vista motorio, e con uno stato alterato di coscienza. Le pazienti riferiscono, infatti, di sentirsi, durante la crisi alimentare, come "in trance", "intorpidite" o "fuori di loro stesse", come se fosse qualcun altro a mangiare al posto loro (Faccio, 1999). Da questo punto di vista le pazienti con Binge Eating Disorder sono molto simili a quelle con Bulimina Nervosa.
L´abbuffata, solitamente, si innesca come un comportamento automatico, ma può ben conciliarsi anche con attività dove non sia necessario pensare, come guardare la televisione, ascoltare musica e distrarsi (Faccio, 1999). La crisi alimentare si può manifestare con uguale probabilità sia a casa, sia al ristorante, quando il soggetto è da solo oppure con altri, e capita più frequentemente in serata, soprattutto dopo mezzanotte, in seguito ad uno spuntino; non è, invece, soggetta all´influsso di variabili sociali (Deaver et al., 2003).
Secondo Greeno et al. (2000), gli elementi che possono scatenare un´abbuffata sono molteplici:
- Sensazioni spiacevoli, come una forte tensione, stati di ansia e depressione;
- Il sentirsi grassi, in quanto l´autosvalutazione che ne deriva può facilmente condurre ad un attacco bulimico;
- L´incremento ponderale, in quanto innesca la sensazione di aver perso il controllo e, di conseguenza, lo fa perdere davvero;
- La condotta di restrizione e la fame conseguente: la privazione del cibo, infatti, porta a giustificare un minimo "sgarro", che, poi, si traduce in un´abbuffata;
- L´infrazione di una regola dietetica, poichè, quanto più le regole sono rigide ed escludono un sempre maggior numero di alimenti, tanto più grande è il rischio di "rottura degli argini";
- La mancanza di un´adeguata organizzazione del proprio tempo;
- La solitudine e la noia;
- La tensione premestruale;
- L´utilizzo di alcolici, che, allentando l´autocontrollo, rendono più vulnerabili e indeboliscono la capacità di giudizio, facendo sottovalutare la gravità delle conseguenze
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