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Conclusioni

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disturbo alimentazione incontrollata
Disturbo alimentazione incontrollata

Dopo aver discusso i risultati ottenuti attraverso questo lavoro di ricerca, si vuole cercare di trarre delle conclusioni rispetto al loro possibile significato. In primo luogo, tutte le analisi statistiche utilizzate hanno messo in evidenza la presenza di numerose differenze significative tra la Bulimia Nervosa ed il Binge Eating Disorder, rispetto alle diverse variabili psicologiche analizzate; questo dimostra che, sebbene questi due disturbi condividano alcuni aspetti, presentano anche molte differenze. Questo risultato conferma, quindi, la validità del BED quale categoria diagnostica separata dalla BN. Dai risultati ottenuti emerge, poi, che, a parte la variabile Insoddisfazione Corporea, per la quale i punteggi più elevati sono ottenuti dai partecipanti con BED, per tutte le altre variabili i livelli più elevati sono rilevati nei partecipanti con BN; questo dimostra che la BN, rispetto al BED, è caratterizzata da una sintomatologia più grave, in accordo con quanto sostenuto da altri studi (Dingemans, Bruna & van Furth, 2002; Fitzgibbon, Sánchez-Johnsen & Martinovich, 2002; Tasca, Illing, Lybanon-Daigle, Bissada & Balfour, 2003). Questo è particolarmente vero, per quanto riguarda "l’indebita influenza di peso e forme corporee sui livelli di autostima": infatti, anche se i pazienti con BED sono particolarmente insoddisfatti e disgustati del loro aspetto, non arrivano al punto di elevare la magrezza a terreno privilegiato per la valutazione di loro stessi, come fanno i pazienti con BN, dimostrando, così, di riuscire a mantenere una certa sicurezza e fiducia in loro stessi, nonostante valutino negativamente il loro aspetto fisico.

Limiti della ricerca e direzioni future

I risultati che sono stati ottenuti devono essere considerati con una certa cautela, in quanto questo lavoro di ricerca presenta una serie di limiti. Innanzitutto, i partecipanti che hanno preso parte alla ricerca (BN= 24 e BED= 20) erano un numero troppo ristretto, per poter considerare i risultati validi e generalizzabili anche ad altri gruppi di pazienti con BN e BED. In secondo luogo, i partecipanti che sono stati presi in considerazione erano pazienti con BN e BED, che avevano richiesto un trattamento presso strutture cliniche, il che limita la possibilità di generalizzare i risultati solo a quei gruppi di pazienti con BN e BED con tali caratteristiche, mentre impedisce di poter estendere i risultati ottenuti anche a quei pazienti con BN e BED, tratti dalla popolazione generale. Un terzo limite di questa ricerca è rappresentato dal fatto che il gruppo di partecipanti con BED era demograficamente differente da quello con BN, nel senso che questi partecipanti, rispetto a quelli con BN, erano mediamente più anziani di età e avevano un BMI medio molto più elevato. Di conseguenza, è possibile che alcune delle differenze riscontrate tra i due gruppi di partecipanti alle sottoscale dell’EDI-2 o alla CDRS possano dipendere da queste caratteristiche demografiche piuttosto che dalle variabili psicologiche misurate dai due strumenti psicometrici. Un ulteriore limite di questa ricerca deriva dal fatto di aver raccolto i risultati attraverso questionari autosomministrati, con tutti i limiti che questi strumenti comportano, come il fatto che gli item possano venire mal interpretati o che i test possano venire compilati con scarsa attenzione. Il quinto ed ultimo limite di questa ricerca riguarda il fatto che, per indagare l’importanza che avevano il peso e le forme corporee nell’influenzare l’autostima, sono state utilizzate, come variabili indipendenti, soltanto l’Insoddisfazione Corporea e la Preoccupazione per il Peso e le Forme Corporee.

Alla luce di queste limiti, future ricerche che prenderanno in considerazione gli aspetti psicologici indagati in questo lavoro di ricerca, in primo luogo, dovrebbero avere a disposizione un numero maggiore di partecipanti, in modo da garantire la validità dei risultati. In secondo luogo, si dovrebbero compiere delle analisi di questo tipo anche con partecipanti con BN e con BED, tratti dalla popolazione generale. In terzo luogo, sarebbe necessario che si rendessero disponibili, rispetto all’EDI-2, delle norme per individui più anziani ed in sovrappeso o addirittura obesi, come sono la maggior parte dei pazienti con BED, visto che i dati normativi attuali per l’EDI-2 (Garner, 1991) sono basati sui risultati ottenuti con donne giovani e con un peso basso o, comunque, normale, come sono le pazienti con BN. In alternativa, si dovrebbero fare dei confronti solo con partecipanti appaiati per età e per BMI. In quarto luogo, una tendenza futura dovrebbe essere quella di utilizzare questionari eterosomministrati o interviste standardizzate, in modo da eliminare i limiti degli strumenti autosomministrati. Infine, per meglio indagare l’influenza del peso e delle forme corporee sui livelli di autostima, futuri lavori dovrebbero prendere in considerazione anche l’impatto che hanno sull’autostima altre variabili, come il lavoro, le amicizie, la soddisfazione/insoddisfazione dei propri rapporti interpersonali, i soldi, i divertimenti ecc., utilizzando, per esempio, lo Shape and Weight-Based Self-Esteem Inventory (Geller, Johnston & Madsen, 1997).

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