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Quadro clinico: comportamenti compensatori
bulimia nervosa, bulimia, abbuffate
Comportamenti compensatori
Per quanto riguarda le condotte compensatorie, Nardone, Verbitz e Milanese (1999) riferiscono che il metodo più frequentemente adottato, per neutralizzare gli effetti dell´abbuffata, è l´autoinduzione del vomito dopo la crisi: è presente, infatti, nell´80-90% dei pazienti con bulimia nervosa in cura presso centri specializzati per i disturbi dell´alimentazione.
I pazienti bulimici adottano diversi stratagemmi per indursi il vomito, come l´uso delle dita delle mani o di cucchiai e l´assunzione di litri di acqua o di ipecacuana; nelle fasi tardive del disturbo riescono, addirittura a vomitare a comando. In alcuni casi, poi, è il vomito l´effetto ricercato, tanto che il paziente si abbuffa, per poter vomitare oppure vomita anche per piccole quantità di cibo. Il vomito serve a ridurre la sensazione di malessere fisico, ma è utilizzato soprattutto come metodo di controllo del peso, essendo centrale in questo disturbo la paura morbosa di ingrassare. Alla lunga, però, determina l´effetto contrario, ovvero l´aumento di peso, in quanto aumenta la frequenza e la quantità di cibo assunta e porta ad una completa perdita di controllo (Dalla Grave & Di Flaviano, 2002). Il vomito, poi, oltre ad accentuare la fame, dal momento che elimina parte del cibo ingerito, legittima la persona che lo attua ad abbuffarsi (Garner & Dalla Grave, 1999). Non serve, invece, a ridurre le preoccupazioni caratteristiche nei confronti del cibo, del peso e dell´immagine corporea, che rimangono inalterate (Lorenzini & Sassaroli, 2000).
Altre condotte di eliminazione sono rappresentate dall´abuso di lassativi (un terzo dei casi), diuretici (10% dei casi) o altri farmaci. Nei rari casi in cui viene fatto uso di enteroclismi, non si tratta mai della sola condotta di eliminazione (Nardone et al., 1999). I lassativi sono dei farmaci che stimolano l´attività intestinale e l´eliminazione fecale, mentre i diuretici stimolano l´attività renale ed aumentano l´emissione di urina, ma nonostante questo, non possono impedire l´incremento ponderale, come pensano le bulimiche. I lassativi, infatti, pur provocando lo svuotamento dell´intestino crasso, non possono evitare che le calorie del cibo assunto vengano assorbite da quello tenue; i diuretici, invece, non hanno nessun effetto sull´assorbimento delle calorie (Dalla Grave & Di Flaviano, 2002; Garner & Dalla Grave, 1999). I soggetti con bulimia nervosa, però, non ammettono di utilizzare questi farmaci per controllare il peso, bensì ne giustificano l´abuso con il pretesto di soffrire di stitichezza (per i lassativi) o di ritenzione idrica (per i diuretici) (Lorenzini & Sassaroli, 2000).
I pazienti con bulimia nervosa, infine, per compensare le abbuffate, possono anche digiunare nei giorni successivi l´episodio, oppure praticare esercizio fisico in maniera eccessiva (l´attività fisica è considerata eccessiva, quando interferisce con altre importanti attività, quando avviene a orari o in luoghi inusuali o quando viene praticata nonostante le precarie condizioni fisiche) (Nardone et al., 1999). Neanche il digiuno, però, riesce ad impedire l´aumento di peso, in quanto finisce per ricreare una situazione che favorisce nuove abbuffate (Garner & Dalla Grave, 1999).
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