Anoressia nervosa: definizione e criteri diagnostici
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Anoressia nervosa: definizione e criteri diagnostici

L'anoressia nervosa è classificata tra i disturbi dell'alimentazione. Quali sono i criteri diagnostici per l'anoressia nervosa riconosciuti dal DSM-IV Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali?

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Anoressia nervosa: definizione e criteri diagnostici

L'anoressia nervosa (AN1) è classificata dal DSM-IV Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali2 tra i Disturbi dell'Alimentazione (DCA3), caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare; essa insorge in età prevalentemente adolescenziale e si presenta come il desiderio di intraprendere una dieta dimagrante da parte di soggetti - per il 90% donne - che affermano di sentirsi troppo grassi.

L'entusiasmo iniziale nei confronti del ristretto regime alimentare non viene meno con il passare del tempo e spinge le persone a seguire, imperterrite, le regole alimentari che si sono autoimposte, incuranti delle condizioni fisiche di estrema emaciazione cui la denutrizione le conduce.

Fin dall'esordio della patologia, è presente una distorta percezione dell'immagine del proprio corpo, che è il risultato di pensieri e sentimenti negativi che gli individui nutrono nei confronti dello stesso; è a questo punto che il rigore nel seguire la dieta, la perdita di peso e, soprattutto, la capacità di resistere ad un bisogno primario qual è la nutrizione, iniziano ad essere considerate virtù, forme di controllo sulla vita e manifestazioni della propria forza.

Il soggetto anoressico tenta di risolvere i problemi esercitando un rigido controllo sul proprio corpo, negando a quest'ultimo le sensazioni più primordiali: tra queste, la negazione della fame è la più eclatante, ma ad essa si accompagna anche il rifiuto di ammettere la fatica fisica, sottoponendosi ad un'intensa e strenua attività motoria.

L'anoressia nervosa, oltre a quella specificatamente fisica, va ad interessare anche la sfera relazionale della persona affetta: infatti, il comportamento anoressico si configura come un segnale, un messaggio, ovvero la necessità di comunicare un disagio riguardo al rapporto con se stessi e con gli altri; questo atteggiamento diventa un'occasione per accrescere l'autostima, un mezzo per raggiungere in completa autonomia un'ideale prefissato, che, in questo caso, è la magrezza. In realtà, però, raramente il soggetto riesce a colmare i sentimenti di vuoto.

Caratteristiche cliniche dell'anoressia nervosa
Caratteristiche cliniche dell'anoressia nervosa

I criteri diagnostici, riconosciuti dal DSM-IV per l'anoressia nervosa, sono:

  • Perdita e mantenimento del peso al di sotto dell'85% rispetto a quanto previsto per età ed altezza; in alternativa, è utilizzato anche il BMI (Indice di Massa Corporea), calcolato come rapporto tra peso in chilogrammi e quadrato dell'altezza espressa in metri, ponendo come limite minimo un BMI pari a 17,5 Kg/m2. La perdita di peso è ottenuta attraverso una riduzione dell'apporto calorico totale, inizialmente eliminando alcuni cibi considerati ipercalorici e, successivamente, seguendo un regime alimentare rigido e limitato a poche categorie di cibi
  • Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, nonostante il marcato stato di emaciazione; la preoccupazione per il peso non è mitigata dal decremento ponderale, anzi, spesso aumenta parallelamente alla reale perdita di peso
  • Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso e/o la forma del proprio corpo, che risultano profondamente distorti; alla base di tale sintomatologia sta un'alterata percezione della propria immagine corporea
  • Eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, tale che un calo ponderale è considerato come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea disciplina, mentre un incremento di peso è vissuto come un'inaccettabile perdita della capacità di controllo
  • Rifiuto di ammettere la gravità dell'attuale condizione di sottopeso e delle gravi conseguenze sul piano della salute fisica, derivanti dallo stato di emaciazione
  • Nei soggetti di sesso femminile – in fase post-puberale – amenorrea secondaria, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi, derivante da una disfunzione endocrina a livello dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio