Anoressia Nervosa: quadro clinico obiettivo
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Anoressia Nervosa: quadro clinico obiettivo

Calo ponderale, grave emaciazione e amenorrea (nelle donne) sono gli elementi cardine dell'anoressia nervosa. L'anoressia causa problematiche diffuse a livello endocrino e comporta conseguenze su diversi distretti organici

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Anoressia Nervosa: quadro clinico obiettivo

Il quadro clinico dell'anoressia nervosa è dominato dal calo ponderale, da una grave emaciazione e – nelle donne – dall'amenorrea.

Il calo ponderale può variare dal 15% al 30-40% rispetto al peso ideale previsto per età ed altezza ed è dovuto ad una restrizione calorica volontaria, da cui deriva uno stato di significativa denutrizione.

Questa condizione induce una serie di modificazioni metaboliche: dal momento che i tessuti utilizzano preferibilmente i carboidrati a fini energetici, nella fase iniziale di digiuno, è degradato il glicogeno contenuto nei depositi epatici e muscolari; tuttavia, queste riserve risultano limitate e, dopo che sono state completamente esaurite, l'organismo avvia la deplezione di proteine e grassi dai tessuti. In particolare, nuovo glucosio viene sintetizzato attraverso la gluconeogenesi epatica a partire da amminoacidi, rilasciati dal tessuto muscolare; in tal modo, è garantita al cervello, che utilizza come substrato energetico solo il glucosio, la giusta quantità di energia di cui necessita.

Contemporaneamente, mentre i livelli insulinemici calano e quelli di glucagone aumentano, avvengono modificazioni metaboliche che favoriscono la lipolisi, al fine di fornire il substrato energetico per quei tessuti che, a differenza del cervello, non sono consumatori obbligati di glucosio. Tuttavia, quando anche le riserve di tessuto adiposo sono state esaurite, tutti i tessuti ricorrono alle proteine come fonte energetica principale; esse vengono utilizzate rapidamente ed una riduzione pari al 50% rispetto alla loro massa normale porta alla morte.

La grave emaciazione conferisce al soggetto anoressico l'aspetto di uno "scheletro ricoperto di pelle"1; essa deriva dal ridotto apporto calorico, che porta ad un'estrema riduzione del grasso subcutaneo, nonché ad una marcata atrofia muscolare. Ciò comporta, soprattutto nelle donne, la perdita delle tipiche forme e rotondità femminili.

Inoltre, in corso di anoressia nervosa sono riscontrabili diverse alterazioni endocrine, determinate dall'effetto simultaneo di fattori nutrizionali, psicologici, metabolici ed endocrini variamente intrecciati tra loro; in particolare, è possibile riscontrare:

  • una riduzione della produzione dell'ormone antidiuretico (ADH), che, associata ad una ridotta sensibilità renale per tale ormone, è alla base della poliuria
  • Un aumento dei livelli basali dell'ormone della crescita (GH) circolante, associato a valori ridotti della somatomedina-C, non sufficienti ad esercitare l'azione feed-back negativo sul GH
  • Una riduzione dei valori di triiodotironina (T3) e tetratriodotironina (T4), che determina uno stato ipometabolico, il quale permette di proteggere gli organi vitali dal digiuno, in adattamento al ridotto apporto calorico
  • Un'alterazione del sistema ipotalamo-ipofisi-surrene, con un aumento dei livelli basali di cortisolo circolante
  • Un'alterazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che determina disfunzioni a carico del fattore rilasciante per le gonadotropine (GnRH); ciò comporta un'iposecrezione dell'ormone follicolo-stimolante (FSH) e dell'ormone luteinizzante (LH), nonché degli estrogeni, da cui consegue un marcato quadro di ipoestrogenismo. Esso è responsabile della riduzione di volume delle ovaie, della fibrosi dell'endometrio e dell'atrofia della mucosa vaginale. Il peso corporeo e la funzione riproduttiva sono strettamente correlati, motivo per cui la riduzione di grasso corporeo determina il passaggio da un quadro endocrino normale adulto ad un quadro anomalo caratterizzato da: deficit della fase luteale fino all'anovulazione, dall'oligomenorrea all'amenorrea in modo da non poter essere garantita la gravidanza

Le disfunzioni derivanti dall'anoressia nervosa comportano conseguenze su diversi distretti organici: a livello gastroenterico, si verificano una riduzione del volume ed un rallentamento dello svuotamento dello stomaco; inoltre, la ridotta quantità di cibi ingeriti può causare una stipsi ostinata, cui il soggetto ovvia abusando di lassativi, che, con il tempo, possono determinare coliti croniche ed alterazioni della peristalsi.

I soggetti presentano spesso bradicardia sinusale ed ipotensione, data dalla disidratazione, dalla riduzione delle catecolamine, dall'ipovolemia e dalla riduzione dello spessore delle pareti miocardiche; quest'ultima si instaura gradualmente, determinando una riduzione della forza contrattile del miocardio.

A livello renale, possono manifestarsi disfunzionalità e calcolosi, causate dall'abuso di lassativi e diuretici e dall'attività fisica eccessiva; tale sintomatologia può degenerare in insufficienza renale, in particolare determinata dalla disidratazione cronica, che comporta la riduzione del volume di filtrazione glomerulare; dal maggiore catabolismo delle proteine, con una conseguente eccessiva produzione di acido urico; e dall'ipopotassiemia, che può portare ad una disfunzione tubulare con diminuita capacità di concentrazione delle urine.

Anche l'apparato muscolo-scheletrico subisce conseguenze importanti: la muscolatura, infatti, presenta in modo marcato ipotrofia ed ipotonia, la cui origine è attribuita al deficit proteico e vitaminico ed all'iperattività muscolare caratteristici della malattia. A livello osseo, invece, è presente un'osteopenia da ridotta apposizione ossea e da riassorbimento osseo, imputabili allo scarso apporto proteico, all'ipoestrogenismo, all'ipercortisolismo ed alla riduzione della vitamina D; inoltre, nonostante l'aumento di peso, in seguito alla guarigione, non si ha un altrettanto sufficiente recupero della massa ossea.

Per quanto riguarda alterazioni del sistema nervoso, a livello cerebrale possono essere riscontrate pseudo-atrofie con allargamento dei solchi corticali, delle fessure intracorticali e con dilatazione ventricolare; fortunatamente, questi effetti sono in buona parte reversibili con il ripristino del peso adeguato e con il miglioramento della condizione psicopatologica.

Infine, la patologia può avere ripercussioni anche a livello dermatologico, con la comparsa di un colorito giallastro delle estremità dovuto all'aumentato deposito cutaneo di carotenoidi; altre conseguenze dermatologiche sono costituite dall'aumento della peluria, detta lanugo, la secchezza e la disidratazione della pelle e la perdita dei capelli.