Danza e disturbi del comportamento alimentare
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Danza e disturbi del comportamento alimentare

È un dato di fatto che esista una forte connessione tra il mondo della danza ed i distrubi del comportamento alimentare, in particolar modo l'anoressia. Il caso di Mariafrancesca Garritano

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Danza e disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare nello sport sono un problema diffuso verso il quale negli ultimi anni è aumentato l'interesse ma, purtroppo, le conoscenze a riguardo sono ancora molto scarse.

Molte sono le atlete che si sottopongono a diete incongrue, non adatte allo sport praticato e che spesso si ritrovano in una condizione di iponutrizione. Spesso per la fobia del peso corporeo saltano il pasto, si disidratano usando indumenti gommati per sudare, si inducono il vomito o usano lassativi, tutte pratiche molto pericolose per la salute.

Questi comportamenti alimentari non salutari possono manifestarsi sotto diverse forme, ad esempio come un'alimentazione irrazionale, compulsiva, restrittiva e le cause scatenanti sono le più diverse (stress, infortuni, eccetera). I ballerini hanno elevati rischi di disturbi alimentari (ad esempio Abraham, 1996; Ackard et al.,2004; Neumärker et al.,1998; Neumärker et al.,2000), di insoddisfazione corporea, (Bettle et al., 1998; Ravaldi et al.,2003; Szmukler et al.1985), e hanno disturbi più elevati relativi al frequente controllo del peso e atteggiamenti alimentari (Dotti et al.,2002; Pierce, Daleng, e McGowan, 1993) rispetto a soggetti sedentari.

I ballerini passano innumerevoli ore di fronte agli specchi perciò i loro corpi sono attentamente esaminati da sé e dagli altri. Applicando elevati livelli di perfezionismo per ballare e per la forma del corpo, con la combinazione di pressioni socioculturali per la magrezza inerente alla professione della danza e con le aspettative di alte prestazioni, si produce un ambiente ideale per lo sviluppo di disturbi alimentari (Garner & Garfinkel, 1980).

Druss e Silverman (1979) hanno dimostrato che i ballerini di danza classica erano a rischio per lo sviluppo di disturbi alimentari e hanno ipotizzato che la ragione principale era voler raggiungere la perfezione, riducendo i loro corpi alla minima percentuale di grasso e muscoli e negando a se stessi tutti gli altri piaceri, al fine di raggiungere tale obiettivo: sperare, in breve tempo, di poter divenire perfetti.

Molte ballerine d'elite confessano di aver sofferto di un disturbo alimentare in una fase delle propria vita. Eclatante esempio è rappresentato da Mariafrancesca Garritano, in arte Marygarret, ex ballerina solista alla Scala di Milano. Inizia a studiare danza classica nella sua città natale, Cosenza, presso il C.I.D, prima di entrare a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove riceve la nomina di Ballerina Solista.

Il debutto da scrittrice arriva con la pubblicazione del suo primo libro "La verità, vi prego, sulla danza!", con il quale inizia il suo percorso di denuncia dell'anoressia nella danza; Mariafrancesca Garritano ha messo in piazza il proprio vissuto spinta dal desiderio di riflettere su molti aspetti della danza e della vita del ballerino, che spesso non sono affrontati come dovrebbero e sui quali non sempre ci si sofferma, forse perché incantati dall'aspetto esteriore di questo mondo.

Ho vissuto il disagio dei disordini alimentari sulla mia persona. Solo dopo anni di riflessione e di confronti, ho capito di aver sofferto a lungo di un disturbo alimentare che se non conosci a fondo, rimane sempre come un'ombra nella propria vita

La ballerina, ora licenziata in seguito a questa sua denuncia, racconta di diete punitive e un fortissimo spirito di competizione: è una gara a chi mangia di meno e a chi riesce ad essere più leggere per librarsi nell'aria più facilmente durante gli spettacoli.

Quando ero a scuola di danza molte ragazze, me compresa, non avevano più le mestruazioni per via delle diete punitive alle quali si sottoponevano

Ragazze giovanissime che consumano, al giorno, solo uno yogurt e un frutto sottoponendosi anche ad esercizi massacranti. È riuscita a guarire quando è entrata nel mondo del lavoro e alcune pressioni non c'erano più e ha iniziato un lungo percorso di psicoterapia, ritrovando lentamente l'equilibrio perduto. Attualmente afferma:

Sono molto in sintonia con il mio corpo. So che forse non ho più il fisico di quando avevo 20 anni o di quando ero in costante attività, ma mi sento a mio agio ugualmente, e questo è un bene. Chi è dentro nega, ma chi ne è uscito dice: «Sono arrivata a non mangiare e non bere per due giorni di fila, era l'adrenalina a tenermi in piedi»

L'anoressia è diffusa nel mondo tersicoreo: questo è un dato di fatto. É stato constatato, infatti, che le ballerine rischiano l'anoressia dalle 3 alle 6 volte di più rispetto a tutte le altre adolescenti. La danza non è colpevole di anoressia, ma l'ambiente della danza, fatto di esseri umani, è un ambiente che può indurre a questi problemi: la non conoscenza di alcune dinamiche, parole sbagliate, gesti sbagliati, metodi sbagliati, possono segnare profondamente alcuni soggetti che si dedicano a questa meravigliosa arte.