Quando l'esercizio fisico è eccessivo e compulsivo
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Quando l'esercizio fisico è eccessivo e compulsivo

Nel caso dei disturbi del comportamento alimentare anche lo sport può diventare un'ossessione, perché considerato un meccanismo di compenso. Allo stesso tempo una sana pratica sportiva può essere terapeutica

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Quando l'esercizio fisico è eccessivo e compulsivo

In riferimento ai disturbi dell'alimentazione – e in particolare all'anoressia nervosa – l'attività sportiva assume una connotazione prevalentemente negativa, poiché essa viene spesso utilizzata come meccanismo di compenso dalla persona anoressica. Pertanto, sono stati introdotti, accanto all'"esercizio fisico" gli aggettivi "eccessivo" e "compulsivo", che dell'attività fisica definiscono la dimensione quantitativa e qualitativa.

L'attività motoria eccessiva e compulsiva è un'importante caratteristica clinica, osservata in circa il 50% dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare, e la sua prevalenza è particolarmente elevata nei casi di anoressia nervosa; essa può precedere la restrizione dietetica e contribuisce a mantenere la psicopatologia dell'anoressia nervosa attraverso diversi meccanismi:

  • Favorisce la perdita ed il mantenimento di un basso peso corporeo
  • Aumenta l'eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo ed il loro controllo
  • Promuove l'isolamento sociale, dal momento che, solitamente, la maggior parte dei pazienti si esercita da sola

In particolare, l'esercizio fisico è definito "eccessivo" quando durata, frequenza ed intensità superano quanto è necessario per ottenere benefici per la salute ed aumenta il rischio di produrre danni fisici; invece, la compulsività dell'attività motoria deriva dal fatto che quest'ultima è associata al senso soggettivo di obbligo ad esercitarsi anche in ore e luoghi impropri, ha la priorità rispetto alle altre attività quotidiane, con cui interferisce, e scatena sensi di colpa ed ansia quando è rimandata (vedi anche De Pascalis 60.000 Italiani malati di fitness).

La principale funzione attribuita all'esercizio fisico eccessivo e compulsivo nei pazienti affetti da anoressia nervosa è controllare il peso e la forma del corpo: più specificatamente, un soggetto anoressico può utilizzare l'attività fisica come meccanismo di compenso, per eliminare le calorie in eccesso – attuali o percepite – oppure per bruciare calorie al fine di permettersi di mangiare; talvolta, però, l'attività fisica eccessiva è praticata in modo regolare, indipendentemente dalle calorie assunte.

Un altro scopo attribuito all'esercizio fisico è la modulazione delle emozioni, in particolare dell'ansia e della rabbia.

Di contro alla probabilità che l'impegno in attività sportive nasconda o favorisca un maggiore rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare, occorre riconoscere che la pratica fisica continuativa, accanto ad un corretto stile di vita, è considerata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità uno dei principali fattori di mantenimento del benessere e di prevenzione rispetto alla comparsa di malattie organiche (vedi anche L'attività fisica fa vivere più a lungo; infatti, l'esercizio fisico svolge una funzione protettiva specifica nelle coronaropatie, nel diabete, nell'osteoporosi, in alcune forme tumorali, e sembra favorire anche una riduzione dei livelli percepiti di stress.

L'impostazione di un corretto programma di attività fisica, dunque, può favorire la conservazione dello stato di benessere, e spesso facilita la correzione dell'equilibrio psicofisico; per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare, inoltre, lo svolgimento di una moderata pratica motoria può produrre effetti riabilitativi.

Infatti, per la sua capacità di ristabilire una relazione armonica tra le parti in movimento e favorire, attraverso una coerente integrazione psicomotoria, un miglioramento dell'immagine corporea, l'esercizio fisico può dimostrarsi efficace nel trattamento dell'anoressia nervosa; esso, in particolare, risulta valido per attenuare il ricorso a pratiche anomale di eliminazione delle calorie introdotte attraverso l'alimentazione, favorendo anche un miglioramento della struttura corporea, che, resa più armoniosa e tonica, incrementa ulteriormente il senso di benessere.