Psicomotricità e sindrome di down
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Psicomotricità e sindrome di down

Fino a pochi anni fa l’idea più diffusa relativamente ai ragazzi con sindrome di Down era quella di persone ritardate mentalmente. Oggi è possibile incontrarli nelle scuole e nei parchi; che si muovono da soli fuori casa e con una propria vita sociale

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Cos'è la psicomotricità

Fino a pochi anni fa la maggior parte delle persone si riferiva alle persone con sindrome di Down chiamandole mongoloidi e l'idea più diffusa era quella di persone ritardate mentalmente, che sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori. Oggi è possibile incontrare ragazzi con sindrome di Down nelle scuole e nei parchi; ragazzi con sindrome di Down che si muovono da soli

La psicomotricità funzionale – cenni storici

La psicomotricità nasce nell'ambito dei servizi di neuropsichiatria infantile sotto il nome di rieducazione psicomotoria, in quanto, secondo il parere di molti autori, il trattamento delle malattie dette mentali passa per il corpo ed i suoi movimenti. Dupré con i suoi allievi, tra il 1909 ed il 1913, studiò la "debilité motrice" nella quale si raggruppano stati di squilibrio motor

Lo sviluppo psicomotorio

Lo sviluppo psicomotorio è quel processo che, nei primi tre anni di vita, permette al bambino di acquisire in maniera progressiva delle abilità e/o competenze (posturo-cinetiche, cognitive e sociali). Infatti, a tre anni le acquisizioni del bambino sono considerevoli; egli è partito dalla completa dipendenza e dall'incoscienza assoluta ed è giunto a possedere tutte le coordinazion

Sindrome di Down - caratteristiche

CARATTERISTICHE GENERALI La Sindrome di Down rappresenta il 18% di tutte le malattie geneticamente trasmesse e il 55% di quelle che sono clinicamente significative. È definita sinteticamente come il "complesso morboso causato da malformazione genetica (eccesso di materiale cromosomico del cromosoma 21), caratterizzata da disabilità psicomotoria di variabile entità e da cara

Sindrome di Down - diagnosi prenatale

Il rischio di partorire un bambino affetto da sindrome di Down può essere valutato prima della nascita tramite numerosi test diagnostici invasivi. Qualsiasi malattia cromosomica che il piccolo può presentare, possono essere, infatti, diagnosticate già alla 12^-13^ settimana di gestazione attraverso il prelievo dei villi coriali, detto villocentesi, che consiste nella analisi di un

Sindrome di Down - segni clinici e disfunzioni

Il bambino con sindrome di Down presenta segni particolari sin dalla nascita e, con frequenza variabile, malformazioni minori associate a malformazioni maggiori. Gli aspetti somatici caratteristici sono rappresentati da: Microbrachicefalia con platibasia; occipite piatto e fronte sporgente (1) ; Cervello, lobi frontali, midollo allungato e cervelletto più piccoli del normale

Sindrome di Down - sviluppo cognitivo

Le funzioni cognitive dei bambini con sindrome di Down mostrano delle alterazioni organiche complesse che vanno da un livello minimo (danno cerebrale non rilevabile) più o meno diffuso a lesioni più gravi (1) . Numerosi studiosi concordano nell'indicate le insufficienze mentali in relazione a livelli diversi (2) : Insufficienza mentale profonda o grave: a questo gradino dello

Sindrome di Down - psicopatologico, comportamentale

Il quadro psicopatologico e comportamentale della sindrome di Down si differenzia notevolmente per l'ampiezza della casistica. Come osservò il professore Giovanni Bollea (1) , lo sviluppo del bambino Down avviene normalmente ma con uno "sfasamento temporale" rispetto alla norma variabile da funzione a funzione (motricità, comprensione, linguaggio, ecc.) e riguardante sia le capac

Sindrome di Down - sviluppo socioemozionale

Lo sviluppo sociale ed emotivo consiste nella capacità del bambino di instaurare rapporti con gli altri; considerata la sua fondamentale importanza, assume un posto di rilievo nel processo di crescita vissuto dallo stesso. Nello stabilire le prime interazioni sociali risultano significativi alcuni fattori tra i quali, principalmente: Il sorriso; Lo sguardo; I gesti; Le vocali

Sindrome di Down - linguaggio e comunicazione

Il ritardo e le complicazione riscontrate nelle prime forme di comunicazione, ossia nel sorriso, nello sguardo, nel contatto oculare, nei gesti e nelle vocalizzazioni, comportano nei bambini Down un'inadeguata corrispondenza biunivoca che è alla base della comunicazione intenzionale, motivo per cui i gesti che esprimono intenzionalità, mostrano anch'essi un ritardo rispetto alla no

Sindrome di Down - problemi relazionali e comportamentali

La vita relazionale è l'insieme delle attività che permettono di percepire noi stessi e il mondo che ci circonda e di predisporre risposte adeguate agli stimoli che da questo ci pervengono. L'attività nervosa alla base della vita di relazione è, di conseguenza, da considerarsi attività nervosa superiore in quanto essa deve permettere la coscienza di sé, la capacità discriminatoria,

La famiglia del bimbo Down - storia

L'evoluzione storica della struttura e delle dinamiche della famiglia del disabile si rifanno a concetti filosofici, giuridici e sociali in senso lato.Dall'antichità classica al XVIII secolo, più che di atteggiamenti educativi parentali in senso stretto, si parla di diritti e doveri dei genitori nei riguardi della società, di protezione dei neonati, e, in genere, delle disposizioni

La famiglia del bimbo Down - normativa

Nel 1971venne emanata la Legge 118 per garantire la frequenza della scuola comune da parte dei bambini handicappati (1) . Ma la sua applicazione fu parziale, difficoltosa e conflittuale, e non arrivò a difendere i minori di età superiore a 14 anni, né a coinvolgere la scuola media superiore. In questa circostanza, importante fu la sentenza della Corte Costituzionale del 3 Giugno

La famiglia del bimbo Down - fratelli

Fino ad adesso, ci siamo soffermati sugli effetti che un simile evento poteva avere sui genitori, in particolare la madre, e sulla vita di coppia. Ciò, però, non significa che il coinvolgimento degli altri membri non meriti interesse e un'analisi. In effetti, data la relazione che, in genere, lega due fratelli, l'influenza sul bambino normale è da considerare importante, nonostante

Un programma possibile per il benessere

Lungo il mio percorso di studi ho avuto la possibilità di seguire dei seminari e di assistere a laboratori sulla psicomotricità. Rimasta particolarmente colpita da questa pratica, che opera nell'ambito della riabilitazione, rivolta soprattutto ai bambini, ma non solo, infatti, ultimamente, è stata rivalutata positivamente anche nel trattamento di malattie degenerative del Sistema N

Informazione e condivisione obiettivi di riabilitazione

Molte esperienze dimostrano l'importanza di una solida "alleanza terapeutica" tra gli operatori clinici ed i genitori, basata sulla condivisione degli obiettivi del progetto terapeutico. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che i servizi riabilitativi forniscano ai genitori le informazioni necessarie a comprendere la situazione che ci si propone insieme di affrontare, p

Piano riabilitativo

Sulla base dei bisogni e del ritardo di Giorgio, è stato possibile articolare delle attività riabilitative che hanno come obiettivo lo sviluppo della motricità fino-motoria e quindi anche della coordinazione oculo-manuale e della prensione. Al mio primo incontro con Giorgio, lo stesso ha mostrato un atteggiamento diffidente e non proprio positivo nei miei confronti: sviava al mio

Valutazione degli obiettivi raggiunti, conclusioni

Alla fine di queste attività, è emerso che Giorgio deve ancora fare molta strada per raggiungere anche un minimo di autonomia e sicuramente l'attività psicomotoria, associata a quella logopedica e a quella fisiochinesiterapica, possono dargli, senza dubbio, un grande aiuto. Tuttavia, svolgere le varie attività non è stato per niente facile dal momento che Giorgio riusciva a presta