Sindrome di Down - caratteristiche
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Sindrome di Down - caratteristiche

Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione tra l'età dei genitori e l'incidenza di nascite Down. Nel 95% dei casi, l'anomalia genetica è la mancata disgiunzione dei cromosomi durante una delle divisioni meiotiche.

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Sindrome di Down - caratteristiche

CARATTERISTICHE GENERALI

La Sindrome di Down rappresenta il 18% di tutte le malattie geneticamente trasmesse e il 55% di quelle che sono clinicamente significative. È definita sinteticamente come il "complesso morboso causato da malformazione genetica (eccesso di materiale cromosomico del cromosoma 21), caratterizzata da disabilità psicomotoria di variabile entità e da caratteristiche del comportamento che consentono un buon livello di integrazione sociale " (ISTAT) (1).

È un'anomalia associata a ritardo mentale ed ha una frequenza di 1 su 600-1000 nati vivi.

Assume un primo inquadramento nel 1866, grazie ai lavori di ricerca effettuati da John Haydan Langdon Down, importante medico inglese da cui prende il nome, che stese la prima descrizione clinica di questa condizione complessa, fino a quel momento generica, e la identificò con il termine di "mongolismo" (per il tipico taglio orientaleggiante degli occhi).

Non possedendo conoscenze genetiche, J. Down realizzò solo un rapporto clinico esponendo i sintomi più importanti e frequenti. Nell'insieme dei sintomi osservati e descritti, infatti, risultarono rilevanti la morfologia del viso (da cui la definizione inappropriata in quanto discriminatoria di idiozia mongoloide, dall'inglese "mongolian type of idiocy", o più semplicemente mongoloide, a sottolineare come i tratti somatici del viso dei bambini down richiamino quelli della razza mongola) e, soprattutto, il deficit intellettivo.

La causa di questa patologia è stata scoperta soltanto nel 1959 dal genetista francese J. Lejeune, che identificò nelle cellule dei soggetti affetti da sindrome Down, la presenza di un cromosoma sopranumerico nella coppia 21, associando alla patologia un'origine genetica. Per questo da allora le è stato dato anche il nome di "Trisomia 21".

I cromosomi, situati nel nucleo della cellula, sono formati da DNA e sono i responsabili della trasmissione dei caratteri ereditari. In ogni cellula umana sono contenuti 46 cromosomi provenienti per metà dal gamete materno e per l'altra metà da quello paterno.

Nel 95% dei casi, l'anomalia genetica è la mancata disgiunzione dei cromosomi durante una delle divisioni meiotiche che portano alla formazione dei gameti, ovvero si verifica un errore di separazione dei cromosomi durante il processo di duplicazione, in modo che il cariotipo (2) del soggetto con sindrome Down è rappresentato dalla sigla 47 anziché il normale numero 46 della specie umana. Nel 5%, invece, si tratta di una traslocazione nella quale il cromosoma 21 extra, traslocato su un altro cromosoma acrocentrico si fonde con questo; il numero dei cromosomi resterà 46, ma il materiale genetico corrisponderà a 47 autosomi (3).

La presenza di tre cromosomi 21 invece di due viene definita trisomia libera ed in circa l'80–90% dei casi il cromosoma sopranumerario è di origine materna e solo nel 10-15% è di origine paterna (4).

I bambini affetti da sindrome di Down dovuta a traslocazione nascono in genere da genitori perfettamente normali, da cui uno (generalmente la madre) è portatore della traslocazione. I genitori non hanno nessun sintomo perché possiedono una traslocazione di tipo bilanciato: hanno, cioè, una copia normale del cromosoma 21 più una copia legata ad un altro cromosoma funzionante, ma possono però trasmettere la copia traslocata insieme a quella normale, dando, così, alla luce figli affetti da trisomia. Anche in questo caso, il rischio di trasmettere la traslocazione è più alto per la madre rispetto al padre ma è indipendente dall'età materna che invece rappresenta un fattore di rischio nella forma libera e nel mosaicismo (5) (relativo all'autosoma 21 con cellule dotate di 46 cromosomi e altre di 47) (6).

Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione tra l'età dei genitori e l'incidenza di nascite Down. Infatti, a partire dai trentacinque anni, età materna, l'incidenza della sindrome è in costante aumento (Graf. 1).

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Grafico 1: Relazione tra età materna (categorie di età in anni) e prevalenza di sindrome di Down alla nascita.

Non si hanno certezze sul perché l'età materna sia legata alla sindrome, ma alcuni scienziati hanno ipotizzato alcune teorie; tra queste è stato riscontrato che "poiché una donna nasce con tutti gli ovuli necessari ad avere figli, quando ella ha trentacinque anni anche i suoi ovuli hanno trentacinque anni, il che può significare che hanno superato la loro migliore fase di sviluppo e sono diventati meno capaci di funzionare normalmente (7). Un'altra ipotesi prende in considerazione il fatto che le donne con età avanzata sono esposte per un periodo maggiore a fattori ambientali, quali agenti chimici e radiazioni, che potrebbero danneggiare il materiale genetico dei loro ovuli e causare quindi la sindrome.

Tuttavia, secondo alcune ricerche, anche l'età paterna può incidere sulle nascite Down: è stato rilevato che la separazione cromosomica nello spermatozoo avviene maggiormente in uomini con più di quarantanove anni.

Ma per quanto l'incidenza accresca con l'aumentare dell'età dei genitori, è necessario, comunque, tenere presente che nessuna età, per quanto giovane, è immune in modo assoluto da questo rischio. Lo confermano i risultati di alcuni studi che hanno sottolineato un rilevante aumento delle nascite Down anche nelle madri e nei padri ventenni o anche più giovani.

Infine, la terza forma di trisomia 21, il mosaicismo, è molto rara (costituisce, infatti, solo il 5% dei casi di sindrome di Down e si verifica solo in circa l'1% di tutte le nascite di bambini affetti da tale patologia). Costituisce una situazione in cui parte delle cellule del bambino è trisomica, mentre una parte ha un normale numero di cromosomi. Ciò perché la divisione cellulare avviene in modo difettoso dopo la fecondazione e poiché l'errore nella divisione cellulare avviene alla seconda o terza scomposizione, i bambini affetti da questa tipologia di sindrome hanno un numero minore di caratteristiche fisiche e mentali anche più lievi rispetto al soggetto Down con trisomia libera.

  • 1 http://www.conosciamocimeglio.it
  • 2 "Assetto cromosomico di un determinato organismo o tipo cellulare", Vocabolario della lingua italiana "Lo Zingarelli"
  • 3 Michele Roccella, "Neuropsichiatria infantile", Ed. Piccin
  • 4 U. Ambrosetti, "Inquadramento clinico, chirurgico e riabilitativo della persona con sindrome di Down", Ed. Omega.
  • 5 A. Iolascon, P. Gasparini, S. Cocuzza, "Genetica medica: lineamenti", Idelson-Gnocchi srl, 2005, Napoli
  • 6 Michele Roccella, "Neuropsichiatria infantile", Ed. Piccin
  • 7 E. Mcclurg, "Il vostro bambino Down", Ed. Armando, 1991, Roma