Lo sviluppo psicomotorio
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Lo sviluppo psicomotorio

Le tappe della costruzione dello schema corporeo, le reazioni di raddrizzamento del corpo, la forma matura del raddrizzamento del collo sul corpo e il loro corso evolutivo.

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Lo sviluppo psicomotorio

Lo sviluppo psicomotorio è quel processo che, nei primi tre anni di vita, permette al bambino di acquisire in maniera progressiva delle abilità e/o competenze (posturo-cinetiche, cognitive e sociali). Infatti, a tre anni le acquisizioni del bambino sono considerevoli; egli è partito dalla completa dipendenza e dall'incoscienza assoluta ed è giunto a possedere tutte le coordinazioni neuromotorie essenziali: camminare, correre, saltare, la parola, l'espressione e il gioco (1).

Abilità frutto di una maturazione organica progressiva che, associata all'esperienza neuro-motoria, consente al bambino di passare attraverso numerosi stadi: lo Stadio di impulsività motoria, in cui gli atti sono semplici scariche di riflessi o di automatismi; lo Stadio emotivo, che permette di conoscere le situazioni attraverso l'agitazione che producono e non in sé stesse; lo Stadio sensori-motorio, caratterizzato dalla coordinazione reciproca delle diverse percezioni (deambulazione, formazione del linguaggio…); ed infine lo Stadio proiettivo, caratterizzato dalla comparsa della mobilità intenzionale diretta verso l'oggetto.

Nel corso della seconda infanzia ha, invece, inizio il funzionamento di zone nervose non ancora attive (mielinizzazione). Le acquisizioni motorie, neuro-motorie e percettivo-motorie si realizzano ad un ritmo rapido: presa di coscienza del proprio corpo, affermazione della dominanza laterale, orientamento in rapporto a sé stessi, adattamento all'ambiente. Questo periodo, che va dai 3-4 anni ai 7-8 anni è contemporaneamente il periodo degli apprendimenti essenziali e quello dell'integrazione progressiva sul piano sociale.

Tuttavia, il bambino alla nascita presenta già un comportamento caratterizzato dal muoversi, conoscere ed esplorare il mondo che lo circonda. Egli è geneticamente pre-adattato ad interagire attivamente con l'ambiente tramite le motivazioni omeostatiche (comportamenti responsabili alla sopravvivenza quali mangiare, bere, difendersi, ecc.), le motivazioni cognitive (comportamenti rispondenti al bisogno di conoscere, esplorare, capire, ecc.), e le motivazioni sociali (comportamenti che rispondono alla necessità di entrare in un interscambio comunicativo con altri soggetti.).

L'educazione psicomotoria consiste essenzialmente nel facilitare l'evoluzione dell'equilibrio psico-tonico e i diversi aspetti della relazione Io-mondo esterno; quindi in ogni caso, educazione o rieducazione, deve corrispondere alle differenti tappe della costruzione dello schema corporeo che segue le leggi della maturazione nervosa:

  • Legge cefalo-caudale: lo sviluppo si estende tramite il corpo dalla testa all'estremità;
  • Legge prossimo-distale: lo sviluppo procede, a partire dall'asse centrale del corpo, dalle parti vicine alle più lontane.

Questa elaborazione progressiva si può riassumere in un quadro (Tab. 1), rimanendo inteso che i limiti tra ogni tappa sono relativamente elastici, poiché ciascun bambino è un essere unico, cioè con una propria storia.

TAPPECARATTERI PROPRI
Dalla nascita ai 2 anni: periodo materno Il bambino passa dai primi riflessi (riflessi nucali) al camminare e ai primi coordinamenti motori, attraverso un dialogo tonico madre-bambino, dapprima estremamente serrato, poi sempre più rado, ma sempre presente.
Dai 2 ai 5 anni: periodo globale dell'apprendimento e dell'uso di sé Attraverso l'azione la presa si fa sempre più precisa; essa è associata a dei gesti e ad una locomozione sempre più coordinati. Motricità e cinestesia permettono al bambino la conoscenza e, perciò l'utilizzazione sempre più differenziata e più precisa dell'intero corpo. La relazione con l'adulto è sempre un fattore essenziale di questa evoluzione che permette al bambino di distaccarsi dal mondo esterno e di riconoscersi in quanto individuo.
Dai 5 ai 7 anni: Periodo di transizione Il bambino passa dallo stadio globale e sincretico a quello della differenziazione e dell'analisi. L'associazione delle sensazioni motorie e cinesiche agli altri dati sensoriali, visuali in particolare, permette di passare progressivamente dal corpo vissuto alla rappresentazione; allora si attua:- Lo sviluppo delle possibilità del controllo posturale e respiratorio;- L'affermazione definitiva della lateralità;- La conoscenza della destra e della sinistra;- L'indipendenza delle braccia in rapporto al tronco;- La presenza dell'adulto resta un fattore capitale nella sistemazione dei diversi modi di relazione con se stesso come con il mondo intorno a sé.
Dai 7 agli 11-12 anni: Elaborazione definitiva dello schema corporeo Grazie alla presa di coscienza dei differenti elementi corporei e al controllo della loro mobilitazione in vista dell'azione, si sviluppano e si installano:
- Le possibilità di rilassamento globale e segmentario;
- L'indipendenza delle braccia e delle gambe in rapporto al tronco;
- L'indipendenza della destra in rapporto alla sinistra;
- L'indipendenza funzionale dei diversi segmenti ed elementi corporei;
- La trasposizione della conoscenza di sé alla conoscenza degli altri.
Avendo per conseguenza lo sviluppo delle diverse capacità d'apprendimento come di relazione con il mondo esterno.
Il bambino ha ora i mezzi per conquistare la sua autonomia. La relazione con l'adulto, che resta nondimeno presente, va dunque facendosi sempre più rada fino alla cooperazione e alla partecipazione delle responsabilità.
Tabella 1: Tappe della costruzione dello schema corporeo.

La maturazione è un processo biologico influenzato dalla relazione del soggetto con l'ambiente. Tutti gli esseri viventi si adattano al proprio ambiente, agendo su di esso o piegandosi alle sue caratteristiche in modo da facilitare la propria conservazione.

Il meccanismo di regolazione che consente l'adattamento del soggetto all'ambiente è rappresentato da due fenomeni complementari, che Piaget ha chiamato assimilazione e accomodamento. L'assimilazione è l'integrazione di ciò che è esterno alle strutture proprie del soggetto. L'accomodamento è la trasformazione delle stesse in funzione delle variazioni dell'ambiente esterno (2).

Secondo Piaget lo sviluppo si realizza attraverso una progressione di stadi. Ogni stadio è costruito su quello precedente integrando man mano le conquiste. Nello stadio senso-motorio, ad esempio, l'interazione con l'ambiente si basa esclusivamente sulla percezione e su azioni palesi (motricità attivata dai riflessi). Negli stadi successivi emergono e vengono integrate forme di intelligenza rappresentativa, per cui il bambino sfrutta anche schemi mentali interiorizzati.

Piaget ha suddiviso i singoli stadi in ulteriori tappe. Così lo stadio senso-motorio è stato ripartito in sei sottostadi, di cui i primi cinque vanno dalla nascita ai 18 mesi, durante la quale utilizzando le capacità percettive, il bambino compone ed affina un'intelligenza pratica che gli consente di acquisire un ampio repertorio di schemi con cui agire; mentre il sesto stadio va da 18 a 24 mesi. In questo stadio si forma la funzione simbolica, cioè l'abilità di rappresentare tramite simboli qualcosa che non è presente e non si può percepire direttamente.

Tuttavia, alla nascita il bambino presenta risposte motorie automatiche e caratteristiche: i riflessi arcaici ed altri elementi per valutare lo stato funzionale del sistema nervoso (Tab. 2) (Figg. 1, 2, 3, 4, 5, 6) (3).

RISPOSTE MOTORIE AUTOMATICHE PRESENTI NEL BAMBINO ALLA NASCITA
1. Riflessi primari: Riflesso di Moro
Riflesso di prensione palmareRiflesso di suzione
Riflesso di estensione crociata
Riflesso della marcia automatica
Riflesso tonico asimmetrico
2. Riflessi di orientamento:
Riflesso di ricerca
Riflesso di fuga
Riflesso del passaggio delle braccia
Riflesso oculo-cefalogiro
3. Reazioni di raddrizzamento:
Reazione di raddrizzamento del capo
Reazione di raddrizzamento del tronco
Reazione globale di raddrizzamento
4. Valutazione del tono muscolare (attraverso movimenti passivi):
Manovra della sciarpa
Angolo di dorsi flessione del piede
Angolo degli adduttori
Angolo popliteo
5. Valutazione della reattività (variazioni dello stato del neonato nel corso dell'osservazione):
Stato prevalente
Stato di massima agitazione
tato di consolabilità
Tabella 2: Reazioni motorie automatiche presenti nel bambino alla nascita
corteccia visiva
Fig. 1: Uno dei moduli della corteccia visiva primaria (da N. R. Carlson, I.c.)

I riflessi arcaici scompaiono nel corso delle settimane successive alla nascita grazie al processo di maturazione delle strutture encefaliche. Per cui il bambino acquista le abilità statico-posturali: controllo completo del capo entro i tre mesi; mantenimento della posizione seduta tra i sei e gli otto mesi; a otto mesi il bambino gattona (deambulazione quadrupedica); ed acquisizione della posizione eretta tra i dieci e i dodici mesi (verso i dodici mesi deambulazione autonoma).

Landau
Fig. 2: La reazione di Landau e il suo corso evolutivo son l'espressione del raddrizzamento del capo per effetto di tre riflessi di raddrizzamento, quello ottico che utilizza l'input visivo, quello labirintico che utilizza l'input vestibolare e la relazione di raddrizzamento del capo sul corpo che utilizza le informazioni tattili e propriocettive per orientare il capo.
raddrizzamento corpo
Fig. 3: Le reazioni di raddrizzamento del corpo: A. la forma matura del raddrizzamento del collo sul corpo e B. di raddrizzamento del corpo sul corpo e il loro corso evolutivo.
reazioni difesa
Fig.4: Le reazioni di difesa, che proteggono il corpo dalle perturbazioni e dalle cadute, e il loro corso evolutivo. Le prime a svilupparsi sono le reazioni anteriori o paracadute (A), poi le laterali (B), infine le posteriori (C).
raddrizzamento
Fig. 5: Le nove fasi della sequenza di raddrizzamento dalla posizione prona descritte da McGraw nel 1945.

Appaiono anche le attività mimico-gestuali con significato comunicativo, la prensione e la coordinazione oculo-manuale.

locomozione
Fig. 6: Le sette fasi della locomozione eretta secondo la descrizione di McGraw: 1. Stepping neonatale; 2. La sua scomparsa; 3. Ricomparsa dello stepping; 4. Cammino assistito; 5. - 6. – 7. Tre fasi successive del cammino indipendente con graduale abbassamento delle braccia dalla posizione di guardia e raddrizzamento del capo e del tronco.

Dopo i 24 mesi, si realizza il perfezionamento dei comportamenti motori; verso i tre-quattro anni appare la preferenza di lato e prima dei sette anni si definisce la dominanza laterale. Il controllo motorio ed i dati dell'esperienza percettiva portano all'elaborazione dello schema corporeo in rapporto con l'acquisizione della nozione di tempo e di spazio.

Anche lo sviluppo cognitivo, del linguaggio e della socialità avviene per fasi (Tabb. 3, 4 e 5) (Figg. 7 e 8).

PERIODOTIPO DI COMPORTAMENTO
- 4 mesi Agisce con intenzione sull'oggetto al fine di riprodurre risultati interessanti
- 8 mesi Cerca un oggetto nascosto
- 1 anno Sperimenta e trova nuove strategie
- 18 mesi Presenza del gioco simbolico e del linguaggio verbale
Tabella 3: Principali tappe dello sviluppo cognitivo
STADIO E PERIODOTIPO DI COMPORTAMENTO
- Stadio preverbale dura fino ai 10 mesi di vita Sorride, vocalizza, emette sillabe, ripete suoni uditi, riconosce la voce e la sua provenienza
- Stadio verbale con inizio intorno al 1° anno di vita Emette fonemi sillabici
- Tra i 15 ed i 20 mesi Nomina ed indica ciò che gli viene richiesto, ripete le parole udite ed entra nella fase della parola-frase
- 2 anni Forma frasi semplici avendo acquisito un vocabolario costituito da almeno 100 parole
- Stadio della frase verso i 3 anni È capace di strutturare una frase completa
- Stadio grammaticale dopo i 3 anni Ha acquisito un vocabolario sufficientemente ricco
Tabella 4: Principali tappe dello sviluppo del linguaggio
PERIODOTIPO DI COMPORTAMENTO
- Intorno ai 6 mesi Riconosce i volti familiari
- Intorno agli 8 mesi Su invito dei genitori fa dei gesti (per es. ciao)
- Intorno ai 10 mesi Presenta dei comportamenti che richiamano l'attenzione su di sé
- Dopo il 1° anno È capace di usare il cucchiaio ed il bicchiere autonomamente
- Entro i 2 anni Comincia il controllo sfinterico
Tabella 5: Principali tappe dello sviluppo della socialità
atteggiamento del bambino
Fig. 7: Atteggiamenti del bambino dalla nascita a cinque mesi.
atteggiamento del bambino 14 mesi
Fig. 8: Atteggiamenti dal sesto al quattordicesimo mese di vita.

LO SVILUPPO PSICOMOTORIO DEL BAMBINO DOWN

Lo sviluppo psicomotorio del bambino down risulta, sin dai primi mesi di vita, notevolmente rallentato rispetto ai bambini normodotati. "Infatti, sono più lenti nello sviluppare attività motorie grossolane quali strisciare, stare in piedi, camminare e correre (4)

Tuttavia, nel bambino down, il ritardo nell'acquisizione delle abilità motorie, è dovuto maggiormente alla presenza dell'ipotonia muscolare e al ritardo delle funzioni cognitive che può anche influenzare negativamente l'apprendimento e la socializzazione.

Proprio per questo motivo i bambini affetti da questa sindrome sono spesso esclusi dai giochi da parte dei coetanei, oppure preferiscono loro stessi sottrarsi da attività fisiche. È però possibile aiutare il bambino promuovendo un ambiente ricco di stimoli ed un'incoraggiante rete di relazioni che lo stimolino ad utilizzarli.

Un intervento psicomotorio ad impostazione globale, il cui scopo sia non tanto il miglioramento di abilità motorie o il raggiungimento di tappe di sviluppo tratte dal repertorio dei bambini normali, né quello di compensare le difficoltà cognitive, quanto piuttosto quello di favorire, attraverso il movimento, i processi che portano la creazione di risposte e soluzioni adattabili alle diverse circostanze ambientali (5).

  • 1 Louis Picq – Pierre Vayer, "Educazione psicomotoria e ritardo mentale", Ed. Armando
  • 2 Alessandra Lo Piccolo, "Un corpo per esistere – Percorsi pedagogici", Comunicazione integrata CUEN
  • 3 Michele Roccella, "Neuropsichiatria infantile", Ed. Piccin
  • 4 E. Mcclurg, "Il vostro bambino down", Ed. Armando , 1991, Roma
  • 5 S. Bargagna, F. Massei (a cura di) " Un progetto integrato per la sindrome di Down", Ed. Del Cerro, Pisa