Sindrome di Down - sviluppo socioemozionale
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Sindrome di Down - sviluppo socioemozionale

La classificazione del tipo di attaccamento si imposta sull'osservazione del comportamento delle reazioni emotive del bambino, in presenza e in assenza della madre, e del suo comportamento di ricerca o evitamento dopo la separazione.

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Sindrome di Down - sviluppo socioemozionale

Lo sviluppo sociale ed emotivo consiste nella capacità del bambino di instaurare rapporti con gli altri; considerata la sua fondamentale importanza, assume un posto di rilievo nel processo di crescita vissuto dallo stesso.

Nello stabilire le prime interazioni sociali risultano significativi alcuni fattori tra i quali, principalmente:

  • Il sorriso;
  • Lo sguardo;
  • I gesti;
  • Le vocalizzazioni;
  • I comportamenti di attaccamento;
  • La paura che il bambino mostra nei confronti degli estranei.

Per quanto riguarda il sorriso, indicatore non verbale fondamentale per la comprensione delle emozioni e del comportamento sociale del bambino, si riscontrano delle differenze peculiari nei bambini Down rispetto ai bambini normodotati. Infatti, i primi presentano un marcato ritardo del sorriso sociale, che si presenta di fatto con due o più mesi di ritardo rispetto ai bambini definiti comunemente "normali". Anche la comparsa del sorriso riflesso risulta ritardata, si presenta, infatti, intorno alle prime sei settimane di vita. "Questo ritardo e questa insufficienza sul piano della qualità dei sorrisi possono influenzare in maniera negativa la relazione che sta insorgendo tra i genitori e il bambino, dato che l'ambiente attribuisce una grande importanza al sorriso del bambino piccolo e in particolare alle sue prime manifestazioni (1).

Analogamente, nel bambino Down, anche lo sguardo si manifesta differentemente. Infatti, nei bambini normodotati, lo sguardo è diretto precocemente verso i volti umani; per quel che riguarda, invece, i bambini Down, "Gunn ha riscontrato che durante le loro interazioni faccia a faccia con le madri, trascorrono la maggior parte del tempo spostando lo sguardo verso l'ambiente circostante (sguardo di riferimento) o verso gli oggetti piuttosto che dirigere lo sguardo fisso verso la madre (sguardo interpersonale) (2).

Ciò non significa che il bambino Down non svilupperà mai un'attenzione prolungata verso gli adulti ma, semplicemente, che necessita di più tempo rispetto a quello richiesto dai bambini normodotati. È esattamente l'incapacità a mantenere il contatto oculare e lo sguardo reciproco, secondo Sinson e Wetherick, a rappresentare la causa della loro emarginazione nel gruppo dei pari.

Anche l'utilizzo degli sguardi referenziali, cioè quelli che suppongono un trasferimento dell'attenzione del bambino dall'oggetto dell'attività comune con la madre, al viso della madre e, in seguito, di nuovo all'oggetto, risulta discordante nei bambini Down. Secondo Jones, la disuguaglianza consiste nel fatto che il bambino Down è in grado di sfruttare lo sguardo referenziale, ma lo utilizza raramente e ciò può comportare una barriera nel ricevere feedback da parte della madre.

Tali eventi hanno una fondamentale importanza nello sviluppo infantile in quanto favoriscono, contemporaneamente, due aspetti:

  • la possibilità di un'interazione con il piccolo da parte degli adulti;
  • la formazione del legame di attaccamento.

L'attaccamento è un legame emotivo importante che il bambino istituisce spesso con la madre, o in genere, con il proprio "caregiver". Coerentemente con i presupposti della teoria dell'attaccamento, gli elementi significativi per comprendere se il bambino ha maturato un legame sono quelli che si manifestano nelle situazioni di separazione. Nello specifico, Mary Ainsworth (3) e colleghi hanno condotto osservazioni qualitative e longitudinali su bambini piccoli, per studiare le differenze individuali in relazione alla sicurezza dell'attaccamento.

Il metodo messo a punto dalla Ainsworth e collaboratori, e tutt'oggi ampiamente utilizzato, viene chiamato Strange Situation ed ha l'obiettivo di circoscrivere una situazione sperimentale, attraverso cui un cucciolo di una specie sociale deve affrontare una condizione che, da un punto di vista teorico, si configura come una progressione di stress che raggiunge un suo picco (4) e permette di cogliere i segnali del bambino, di età compresa tra i 12 e i 18 mesi, alla separazione e alla riunione con la madre.

La Strange Situation è una procedura osservativa standardizzata realizzata per valutare l'equilibrio fra il sistema di attaccamento e il sistema di esplorazione e per mettere in luce le differenze individuali negli stili di attaccamento che i bambini formano con le figure di attaccamento nel corso del primo anno di vita. Questa procedura si basa su otto episodi della durata di tre minuti ciascuno. La Ainsworth aveva previsto che il comportamento esplorativo e le reazioni emotive del bambino, in presenza e in assenza della madre, fossero da prendere in considerazione come indicatori della qualità della relazione e del tipo di attaccamento del bambino alla sua figura di accadimento. Invece, dall'analisi emerse come anche le risposte del piccolo alla riunione con la propria figura di attaccamento, dopo la separazione, fossero legate al tipo di maternage avuto nel primo anno di vita.

"In altri termini, le reazioni allo sconforto inevitabile non portarono a comportamenti innati che rappresentano la migliore risposta a una tale condizione. Ma i comportamenti e le emozioni dei piccoli apparvero modulati dalle aspettative formate, già dal I anno di vita, sulla disponibilità della madre a porsi come protettiva, a seguito delle loro richieste (5).

Pertanto, la classificazione del tipo di attaccamento si imposta sull'osservazione del comportamento di esplorazione, delle reazioni emotive del bambino, in presenza e in assenza della madre, e del suo comportamento di ricerca o evitamento della figura di attaccamento al momento della riunione, dopo la separazione.

Durante la Strange Situation, il bambino entra in contatto con un ambiente nuovo ed ha modo di sperimentare una gamma di situazioni diverse, nel corso delle quali è insieme alla madre, alla madre e all'estraneo, rimane completamente solo, oppure si trova da solo con una persona estranea.

La valutazione riguardo la sicurezza o meno dell'attaccamento non sorge dalla mera osservazione della relazione tra madre e bambino, ma si basa su alcuni principali rilevatori tra cui:

  • l'ansia da separazione, che si esprime in segnali più o meno accentuati di disagio espressi dal bambino quando la figura di attaccamento si allontana dalla stanza;
  • l'esplorazione che consiste nei modi attraverso cui il bambino interagisce con l'ambiente e con i giochi. La teoria dell'attaccamento sostiene che in presenza di un attaccamento sicuro la capacità esplorativa è più elevata;
  • la paura dell'estraneo, che si manifesta nelle reazioni alla persona sconosciuta in presenza ed in assenza della madre;
  • il ricongiungimento alla madre. I bambini con attaccamento insicuro ignorano la madre o reagiscono in maniera ambivalente al suo rientro nella stanza.

Attraverso le osservazioni e le codifiche del comportamento del bambino, durante la Strange Situation, in presenza ed in assenza della madre e al momento della riunione con la stessa, Ainsworth e colleghi hanno individuato tre fondamentali tipologie di attaccamento che corrispondono a legami affettivi stabiliti durante il primo anno di vita:

  • Attaccamento insicuro di tipo ansioso-evitante, che caratterizza i bambini che, durante il primo anno di vita, hanno sperimentato un rapporto con una figura di attaccamento insensibile ai loro segnali e che rifiuta il contatto fisico, anche in circostanze stressanti. Stabiliscono un legame che, per le particolari modalità di risposta alla separazione e alla riunione con la madre, viene detto evitante. Non hanno fiducia in un'adeguata risposta materna e mostrano uno spiccato distacco ed evitamento della vicinanza e del contatto con la madre. In assenza della mamma, infatti, si mostrano indifferenti, non reagiscono alla separazione e sono concentrati sui giochi e sugli oggetti; esibiscono un eccesso di autonomia e di attenzione al compito. Quando la mamma ritorna non si avvicinano a lei o evitano attivamente il contatto.
  • Attaccamento sicuro, che caratterizza i bambini che hanno avuto una madre sensibile ai segnali di sconforto e di disagio e responsiva alle loro richieste. Esprime la capacità del piccolo di utilizzare la madre come "base sicura", da cui allontanarsi per esplorare e a cui tornare per il conforto. Sono capaci, durante la Strange Situation, di equilibrare il comportamento esplorativo con quello di attaccamento. Basandosi sulle risposte della madre durante le situazioni di pericolo, di stress o di paura, mantengono una sicurezza interna che permette loro di esplorare il mondo. In presenza della madre, si concentrano sui giochi ed esplorano l'ambiente. Quando sperimentano la separazione, mostrano segni di disagio e di sconforto, ma al ritorno della madre non solo esprimono chiaramente il loro desiderio di vicinanza e di contatto fisico, ma riescono anche ad essere da lei facilmente calmati e consolati, per tornare ad esplorare il mondo.
  • Attaccamento insicuro ansioso-ambivalente resistente. Questi bambini, nel corso dei primi mesi di vita, hanno avuto una madre imprevedibile nelle risposte: affettuosa per soddisfare un proprio bisogno e rifiutante su richiesta del bambino. I bambini ansioso-ambivalenti, insicuri circa la disponibilità della madre nell'aiutare e nel proteggere, appaiono quasi completamente assorbiti dalla figura di attaccamento, ma non riescono ad utilizzarla come base sicura da cui partire per esplorare l'ambiente. Durante la separazione esprimono evidenti segni di stress, disagio e angoscia che non vengono placati nemmeno con il ritorno della madre, anzi al suo rientro le si avvicinano per farsi consolare, ma poi si allontano da lei e la rifiutano, mostrando comportamenti aggressivi o lamentele passive e inconsolabili.

Recentemente, è stata aggiunta una quarta tipologia, chiamata "attaccamento insicuro disorganizzato", connesso a situazioni nelle quali la figura di attaccamento è dominata da esperienze traumatiche (lutti, abusi sessuali nell'infanzia, ecc.) o a condizioni nelle quali i bambini stessi sono vittime di abuso e maltrattamento. Le strategie dell'attaccamento disorganizzato e i modelli operativi interni che il bambino sviluppa sono stati considerati serie anticipazioni di problemi comportamentali che possono sfociare in psicopatologie.

Secondo alcune ricerche, nelle situazioni esaminate, il comportamento dei bambini Down è molto simile a quello dei bambini normodotati, pertanto, il loro comportamento deriverà dal tipo di attaccamento esistente tra lui e la madre.

In alcuni casi, i bambini Down mostrano atteggiamenti positivi nei confronti degli estranei e minori angosce per l'allontanamento delle loro madri rispetto ai bambini normodotati. Le cause influiscono sul comportamento dei bambini Down e sono rappresentate dalla scarsa capacità cognitiva e da una minore secrezione di epinefrina urinaria che diminuisce l'attivazione dell'organismo in risposta a situazioni caratterizzate da tensioni e paure.

Ma il rapporto tra la madre e il proprio bambino Down risulta più complesso poiché, a causa della responsività che il bambino mostra alla madre, quest'ultima tenderà ad allontanarsi sempre più, diminuendo gradualmente gli stimoli necessari e fondamentali al bambino.

Altre volte l'esistenza di idee negative della madre influisce sul suo comportamento materno, per cui la voglia di compensare i deficit del bambino darà luogo a iperstimolazioni materne. "La madre del bambino difficile non riuscirà facilmente a riprodurre le modalità istintive in cui è stata allevata perché subirà un'esperienza disorganizzante di fronte alle richieste fuori norma di suo figlio (6).

Altre volte ancora "con l'accettazione della dipendenza tra sé e il bambino, la madre si difende pure dai sentimenti di vergogna, di colpa, dal dolore dovuto alle fantasie di deterioramento della propria femminilità, di sconfitta di fronte alle fantasie di rivalità con la propria madre (7). Questo stato di fusione, che la madre intraprende con il bambino, può danneggiare, innanzitutto, il rapporto con il proprio coniuge che può sentirsi escluso e dare, allo stesso tempo, origine a iperprotezionismo che sicuramente danneggerà lo sviluppo successivo del bambino.

  • 1 R. Ferri, "Il bambino con la sindrome di Down, tecniche di intervento nei primi anni", Ed. Il pensiero scientifico, Roma
  • 2 R. Ferri, "Il bambino con la sindrome di Down, tecniche di intervento nei primi anni", Ed. Il pensiero scientifico, Roma
  • 3 Mary D. Salter Ainsworth (Glendale, 1º dicembre 1913 – Charlottesville, 21 marzo 1999) è stata una psicologa statunitense, allieva di John Bowlby ed esperta in psicologia dello sviluppo. Ha sviluppato il paradigma di ricerca della Strange Situation (1969), tramite cui sono stati definiti e verificati sperimentalmente i diversi stili di attaccamento nel bambino, derivati dalla teorizzazione di Bowlby
  • 4 Attili G., "Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente. Normalità, patologia, terapia", Raffaello Cortina, Milano (2007)
  • 5 Attili G., "Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente. Normalità, patologia, terapia", Raffaello Cortina, Milano (2007)
  • 6 A. M. Sorrentino. "Figli disabili", Raffaello Cortina Editore, 2006, Milano
  • 7 D. e G. Carbonetti, "Vivere con un figlio Down", Franco Angeli, 2003, Milano