Altre teorie sull’acquisizione del ruolo sessuale
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Altre teorie sull’acquisizione del ruolo sessuale

Altre teorie sull'acquisizione del ruolo sessuale nel bambino, teoria di Mischel, Kohlberg, Erikson .

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Altre teorie sull’acquisizione del ruolo sessuale

Per quanto attenga prettamente all'acquisizione del ruolo sessuale dei bambini esistono altre due teorie, fra le più accreditate, oltre a quella di Freud:

Teoria Mischel (1970)

Secondo questa teoria lo sviluppo di detti caratteri sorge da un processo di rinforzo ed osservazione. Pertanto qualunque azione abbia conseguenze piacevoli, tenderà ad essere ripetuta dal bambino, tra queste tutte le azioni ritenute da "maschio" indurranno i genitori e gli adulti in genere ad esprimere un parere favorevole, inducendo nel bambino la probabilità elevata di ripetere tale gesto o pensiero. Anche l'osservazione degli individui dello stesso sesso, porterà ad un processo imitativo.

Teoria di Kohlberg

Secondo questo studioso il risultato del processo di differenziazione fra i sessi è dovuto ad uno sviluppo cognitivo-evolutivo simile a quello che porta alla comprensione di altri concetti quali possono essere l'idea di "grande" o di "piccolo". Pertanto secondo una crescita intellettuale il bambino arriverà a comprendere ciò che è prettamente maschile e ciò che è prettamente femminile. Dopo la comprensione di dette differenze, e dopo aver capito il proprio sesso d'appartenenza, inizierà la fase imitativa

Il periodo detto di latenza chiude questa fase di "travaglio" intorno ai 6 anni circa. In questo periodo è ben marcata la consapevolezza fra i due sessi ed i ruoli sociali ad essi attribuiti. Inoltre tende a placarsi l'interesse verso gli aspetti prettamente sessuali che hanno caratterizzato gli anni precedenti. Il conflitto edipico troverà fine e comincerà lo sviluppo del super-io, distinto secondo Freud in: coscienza (rappresentata dalle norme sociali divieti e regole della vita reale) e l'io ideale (insieme di ordini e valori verso cui l'individuo è proteso e che di fatto diviene un sostituto dei genitori)

La teoria ericksoniana

Secondo la teoria eriksoniana, più che l'addestramento delle funzioni corporali (avanzato da Freud), sarebbero la qualità dei rapporti nella prima infanzia a condizionare ed influenzare lo sviluppo psicologico del bambino. Pertanto più che un passaggio fra vari stadi di natura psicosessuale, assistiamo ad un'evoluzione di tipo psicosociale.

Nella prima fase, il bambino, prende coscienza e fiducia nel mondo e della potenziale influenza che lui può avere sugli eventi per mezzo dei genitori ed in particolare della madre. Successivamente, intorno ai 2-3 anni, raggiungerà una motricità più autonoma che oltre a consentirgli un certo grado di indipendenza, gli forniranno controllo e autostima, o vergogna ed incertezza se tali sviluppi non saranno adeguati o mediati dai genitori.
Nel periodo dei 4-5 anni il bambino acquisisce la capacità di pianificare le sue azioni anche in vista di uno scopo futuro. Il bambino inizia a dare valore al suo mondo interagendo con oggetti e persone progredendo pian piano verso la nascita di un pensiero astratto, ipotetico quanto logico. Ovviamente la successione di queste tappe sarà più importante rispetto all'età nella quale compaiono le varie fasi, essendo improbabile quanto improponibile un rigido schema di transizione.

La successione poc'anzi evidenziata avverrà per mezzo di meccanismi che Piaget ha definito di assimilazione e accomodamento per i quali ad una prima fase di assunzione di un comportamento o un'idea segue un processo di adattamento al nuovo "oggetto" con una modificazione degli schemi preesistenti al fine di renderli più adeguati alla nuova acquisizione.

Per mezzo del principio di equilibrazionie tra i due meccanismi descritti, Piaget ritiene che si costituiscano le strutture mentali e le funzioni rappresentative del bambino.