Modelli di attaccamento
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Modelli di attaccamento

I modelli di attaccamento, le variabili nel processo di attaccamento materno del bambino alla madre.

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Modelli di attaccamento

Uno dei punti di riferimento del bambino è senza ombra di dubbio la madre. Spesso, dal tipo di contatto che il bambino ha con questa figura, possono dipendere le caratteristiche evolutive o, peggio, la differenza fra un bambino "sano" ed uno "disturbato".
Proprio per studiare che tipo di influenza possa avere la madre sono state compiute delle ricerche volte a comprendere il tipo di legame instaurato fin dalla primissima infanzia. I modelli proposti (a seconda delle peculiarità evidenziate) sono i seguenti:

Attaccamento sicuro

In questo caso il bambino dimostra un atteggiamento sereno nei confronti dell'allontanamento, e sente la madre come stabile e forte elemento di riferimento a cui "far ritorno". In altre parole il bambino dimostra di sentire un rassicurante senso di fiducia e disponibilità nei suoi confronti

Attaccamento ansioso resistente

Questi bambini dubitano o non sentono la disponibilità della madre ai loro bisogni. Questo atteggiamento si manifesta con frequenti espressioni di rabbia e/o aggressività, che limitano le potenzialità espressive e comunicative del bambino.

Ansioso evitante

Ripercorre la falsa riga dell'atteggiamento sopra evidenziato, con una più marcata rassegnazione nei confronti del rapporto con la madre, che lo porta quasi ad ignorarla.
Purtroppo, spesso, le madri ripropongono ai loro bambini un modello comportamentale simile a quello vissuto da loro in prima persona, dimenticando l'importanza del contatto fisico sin da subito dopo la sua nascita. Il corpo della madre placa infatti la situazione nuova e di smarrimento nella quale viene a trovarsi il neonato all'abbandono dell'ambiente uterino.

Al contempo, il contatto col corpo della madre, contribuisce alla presa di coscienza del suo sé corporeo, destinato a prendere forma intorno agli otto mesi con quella che viene definita "fase dello specchio". Prima, il bambino non ha un'idea strutturata e globale del suo corpo ma "si sente" unicamente formato dalle parti del corpo che sono a contatto con gli altri.