Teorie sullo sviluppo infantile
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Teorie sullo sviluppo infantile

La teoria freudiana sullo sviluppo infantile, la fase orale, la fase anale, il complessodi Edipo e di Elettra.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Teorie sullo sviluppo infantile

Le teorie sui processi di sviluppo infantile sono ovviamente molteplici e differenti fra loro. La principale differenza fra teorie maggiormente datate e quelle più recenti è nel considerare lo sviluppo come rigidamente diviso in stadi, concezione ormai abbandonata in favore di una visione di sostanziale continuità nello sviluppo e negli apprendimenti. Nella fase di crescita sono poi stati individuati due processi fondamentali, definiti processo maturativo: inteso come l'insieme dei fattori interni che presiedono alla crescita, in una fase di forte imitazione degli adulti a lui vicini; e processo di sviluppo: comprensivo dell'insieme delle interazioni tra bambino ed ambiente.

La teoria freudiana

Secondo la teoria freudiana la prima fase dello sviluppo (immediatamente successiva alla nascita) è definibile orale poiché tramite la bocca e le sue immediate vicinanze il bambino riesce a compensare e soddisfare le proprie pulsioni. Questa teoria trova riscontro nell'abitudine del bambino di portare di fatto tutto alla bocca, oltre che di trarre piacere dalla suzione del pollice o altri oggetti che inducono in lui uno stato di tranquillità.

La seconda fase è definita sadico-anale caratterizzata da un nuovo centro d'attenzione da parte del bambino, rappresentato dalla zona deputata alle funzioni corporali ed alla capacità di controllo sulla ritenzione delle feci. Tale fase trova unanimi pareri circa gli effetti che può avere anche nella fase adulta, adducendo ad esempio come spiegazione dell'avarizia una fase sadico-anale nella quale vi era una forte propensione a trattenere le feci.

In questa fase subentra nel bambino il concetto di ossessività, che contribuisce a dare un valore nuovo e più grande alle cose. Anche i comportamenti sociali subiscono modificazioni in rapporto a questa fase per una nuova, e forse prima, fase di responsabilizzazione del bambino.

Intorno al quarto anno compare, come fonte di piacere libidico, l'attenzione per la zona genitale. Siamo nella fase fallica. Il bambino focalizzerà la sua curiosità sulle differenze anatomiche nei due sessi cominciando a domandarsi il ruolo dei genitori nella procreazione. In entrambi i sessi vi è la conoscenza del fallo come principale elemento distintivo, cosa che caratterizzerà il maschio con la paura della castrazione che porta all'insorgenza del complesso di Edipo. In questa fase egli si troverà a fare i conti con un'attrazione sessuale nei confronti del genitore di sesso opposto, con l'insorgenza del timore d'esser scoperto e disapprovato da parte del genitore dello stesso sesso. Al fine di ridurre questa paura, proverà un atteggiamento imitativo e di identificazione col genitore stesso, in modo da "apparire" come lui. In questo processo, che la psicoanalisi definisce introiezione, il bambino inizierà a sviluppare quelle che sono "normalmente" riconosciute come attitudini prettamente "maschili" o "femminili" come logica conseguenza del processo imitativo del genitore dello stesso sesso.

Per quel che concerne le femmine si parlerà del complesso di Elettra, scaturito dal "rimproverare" alla madre di non possedere il pene. Questa forma di "rancore" avvicinerà le bambine verso il genitore di sesso opposto.