Cosa apprendere da un campione
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Cosa apprendere da un campione

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Lo psicologo deve essere molto attento a quello che gli succcede attorno ed è abituato a cercare risorse nelle difficoltà, nel disagio, ad essere resiliente, ad affrontare la frustrazione.
Oggi avevo appuntamento con altri 2 colleghi psicologi alla stazione della Metro "Subaugusta" per andare assieme al lavoro ed essendo arrivato in anticipo ho preso un paio di mini quotidiani free ed ho notato un articolo relativo ad un intervista a Igor CASSINA.

Tornato a casa nel rilassarmi ho letto l'intera intervista che mi ha dato uno spunto per focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti che reputo importanti.

Innanzitutto il titolo "Mi ritiro felice e sereno…"; non è facile decidere di mettersi da parte, di rinunciare a qualcosa che si è speriementato come successo, come momenti indimenticabili, come riconoscimento a livello internazionale, ma si può arrivare ad una scelta del genere dopo un'attenta valiutazione preferibilmente anche con l'aiuto di persone vicine o persone esperte che ti possano consigliare sulla tua decisione. Capita anche che uno può avere delle certezze per smettere di fare qualcosa che gli arreca piacere, benessere, benefici ma poi sperimenta una mancanza di tutto ciò e si ha la voglia di tornare sulla propria decisione come è successo a molti campioni quali Michael Jordan, Mario Cipollini, Armstrong, ecc.

Nella storia di un atleta sono importanti gli obiettivi conquistati e si ricordano con piacere le date relative, ad esempio nell'intervista in questione Igor cita i suoi obiettivi e le relative date. A 6 anni inizia a praticare ginnastica artistica con passione, dedizione (5/6 ore di allenamento al giorno), sacrificio. Nel 2002 "brevetta" un movimento: doppio salto mortale teso con avvitamento a 360° sull'asse longitudinale. Nel 2009 bronzo ai mondiali. Decide di rinunciare alle olimpoiadi di Londra del 2012 e fissa il suo prossimo ed ultimo obiettivo sportivo dichiarando di voler continuare a gareggiare in serie A fino al termine del campionato con l'aspettativa di chiudere la sua carriera con la stella sul petto e il decimo scudetto.

Ma cosa dice ancora di importante Igor? Parla di gente che lo circonda, parla di emozioni, parla di obiettivi nonn sportivi.
Possiamo dire che oltre a campioni dello sport, si può essere campioni di vita, campioni nel trasmettere le proprie conoscenze, le proprie competenze.

Riguardo le emozioni, Igor ha dichiarato che quando ha vinto le olimpiadi si è sentito sdoppiato: "Non mi ero accorto di aver vinto l'oro. Pensavo riguardasse un'altra persona…", infatti questi momenti sono chiamati di "flow", è come essere in un flusso, una condizione di trance, quello che si sperimenta è indescrivibile, è immenso e difficile da gestire, si può dire che forse ci si arriva impreparati, ci vuole tempo per metabolizzare questi momenti, per organizzarsi la vita, il futuro ed anche in questi momenti è importante fare affidamento, farsi aiutare da persone vicine, da esperti.

Ora, Igor ha realizzato che quello che ha fatto finora sia in termini di impegni, sia in termini di prestazioni sportive lo soddisfa e, quindi, ha manifestato l'intenzione di rivedere i suoi obiettivi sia sportivi, decidendo di ritirarsi dopo alcune poche gare, sia non sportivi manifestrando l'intento di mettere a disposizione dei più giovani la sua preparazione, la sua esperienza, la sua bravura e questo può compensare la rinuncia dalle competizioni e può permettergli soddisfazione "altre" nel mettersi in gioco indossando l'abito di tecnico.
Grazie Campione.