Lo stato di flow nel basket - seconda parte
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Lo stato di flow nel basket - seconda parte

Lo stato di flow nel basket, parte seconda.

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Consapevolezza focalizzata: l'attenzione è perfettamente focalizzata sugli stimoli rilevanti della prestazione (focus attentivo ristretto) ed utilizza al meglio tutti i canali sensoriali: l'atleta è completamente centrato sul compito, fino ad avvertire una distorsione spazio - temporale dell'esperienza. Ad esempio gli avversari possono essere "visti" come più piccoli, lenti e prevedibili; certe azioni di gioco sembrano già vissute in passato e\o come se fossero vissute al rallentatore, grazie al quale pochi istanti vengono percepiti come infiniti.

Unità con se stessi: è un'esperienza di totale coinvolgimento nel presente, una sensazione di armonia con quanto sta accadendo: a questo livello di intensità c'è una assenza di valutazione critica degli eventi a favore di una semplice e naturale esecuzione psicofisica

Questo tipo di esperienze anche se molto ricercate, sfortunatamente sono piuttosto rare ed apparentemente involontarie e, a giudizio di alcuni, al di là di un controllo consapevole. Altri autori non sono del tutto d'accordo con quest'ultima affermazione in quanto credono che una delle sostanziali differenze tra gli atleti di vertice stia nel fatto che gli atleti vincenti abbiano imparato nel tempo a riconoscere, in modo più o meno intenzionale, il loro stato psicofisico ideale, precursore dello stato di flow, per riprodurlo a vantaggio del loro rendimento sportivo.
Ovvero hanno la capacità di "accendersi" agonisticamente, nè troppo presto nè troppo tardi, ma nell'istante in cui la loro prestazione sta per iniziare. Se qualche atleta è in grado di applicare spontaneamente strategie mentali nell'approccio alla gara (es. routine pre-gara) per ricreare le percezioni per lui ideali della prestazione, altri atleti hanno invece bisogno di perfezionare tecniche psicofisiche di attivazione (es. self talk).
Una spiegazione fisiologica dello stato di flow, deriva dal fatto che in tali situazioni l'atleta utilizza in modo completo e simultaneo le potenzialità di entrambi gli emisferi cerebrali. Gli emisferi presentano infatti un certo tipo di specializzazione, anche se non totale, per certe specifiche funzioni: l'emisfero sinistro è la sede della razionalità da cui derivano apprendimento motorio e perfezionamento del gesto tecnico, mentre l'emisfero destro è principalmente coinvolto con l'emotività e per questo abilitato all'elaborazione delle immagini ed all'esecuzione di movimenti automatizzati. L'atleta deve imparare a riconoscere quando analizzare una situazione e quando invece è il momento di eseguire meccanicamete, passando da una fase all'altra in modo rapido ed efficace.

La sfida scientifica futura, orientata verso un ulteriore perfezionamento delle capacità umane, dovrà anche confrontarsi con quest'area ancora poco esplorata ma certamente ricca di potenzialità.