Comportamento operante
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Comportamento operante

Skinner ed il comportamento operante, i fattori del condizionamento, il rinforzo, l'estinzione e recupero, il modellamento.

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Comportamento operante

Anche Skinner ritiene insufficiente il modello di comportamento rispondente, ed introduce il concetto di comportamento operante, riconoscendo al comportamento umano una certa operatività e attività spontanee. Non tutto è elicitato da stimoli esterni. Il comportamentalismo si evolve via, via che si arricchisce di nuovi elementi, abbandonando i modelli meccanicistici iniziali, ed i concetti come motivazione, impulso, intenzioni, ritrovano spazio d'indagine. Rimarrà solo il positivo rigore della metodologia di ricerca, abbracciato anche da altre scuole.
Skinner afferma che i comportamenti intelligenti degli animali sono risultato di sequenze, di prove e di errori commessi dall'esperienza passata. La legge dell'affetto vuole che tra le risposte date ad una certa situazione, tenderanno a ripetersi quelle immediatamente seguite da soddisfazione. Il comportamento è in relazione con la contingenza di rinforzo = occasioni in cui alla risposta ha fatto seguito un dato premio.

Le osservazioni sperimentali facevano vedere come il un cane affamato che casualmente muoveva una leva, seguiva un rinforzo (apprendimento) che lo portava a premere nuovamente la leva in una successiva fase in cui era affamato.

    I fattori del condizionamento operante sono:
  • Rinforzo:
    • Positivo/negativo = effetto sull'organismo
    • Primario/secondario = bisogni su cui agiscono
    • Parziali/continui = modalità di somministrazione
  • Estinzione e recupero spontaneo: quando viene sospeso il rinforzo abbiamo una diminuzione della risposta. Ogni apprendimento, però, lascia la sua traccia in memoria
  • Modellamento: viene rinforzato ogni avvicinamento alla risposta attesa
Usa 1913, Watson pubblica il manifesto comportamentista, rivoluzionando la psicologia del tempo. Oggetto di studio non è più la psiche ma il comportamento del soggetto in esame. Giunge a questa conclusione partendo dal presupposto che solo i comportamenti psichici possono essere studiati in maniera scientifica, e non la coscienza. I comportamenti mostrano i contenuti psicologici, emozioni, abitudini, apprendimento e personalità.
Si ritiene metodo scientifico di studio, solo il metodo sperimentale. Le fonti di pensiero di Watson partono dal funzionalismo (processi adattativi che perseguono come scopo il successo); la biologia Darwiniana (ricerca psicologica sugli animali); scuola russa di Pavlov (condizionamento al comportamento).
I bersagli polemici sono invece dati da introspezionismo e approccio fenomenologico.
Watson sostiene che l'uomo è il prodotto della sua esperienza, poiché alla nascita egli è privo d'istinti e di doti innate, diverrà il frutto di quello che l'ambiente gli riserverà. Applica quindi i concetti di condizionamento all'uomo.
Studierà le emozioni elementari (risposte semplici alle situazioni ambientali, come paura e rabbia); e le emozioni complesse (associate alle emozioni elementari).