Diagnosi, valutazione, spiegazione, misurazione
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Diagnosi, valutazione, spiegazione, misurazione

Diagnosi, valutazione, spiegazione e misurazione in psicologia. L'impostazione idiografica e l'impostazione nomotetica.

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Diagnosi, valutazione, spiegazione, misurazione

Osservazione, valutazione, teoria e spiegazione costituiscono i pilastri di ogni ricerca scientifica, compresa l'indagine psicologica, nella quale qualunque osservazione è sempre ed inevitabilmente una valutazione che, facendo capo ad una teoria, cerca di interpretare i fatti osservati.

La diagnosi è il frutto delle conoscenze teoriche dell'osservatore, che valuta i dati interpretabili. Ogni diagnosi, o valutazione, implica la conoscenza o la formulazione di una teoria. Indispensabile distinguere tra diagnosi nosografia o classificatoria consistente in una operazione di riconoscimento dei sintomi rilevabili nell'ambito di una sindrome nota, cercando di riconoscerla in modo preciso all'interno delle categorie patologiche disponibili, ed una diagnosi eziopatogenetica o esplicativa tendente alla comprensione del senso della patologia stessa e alla ricostruzione del processo di insorgenza. In quest'ultimo caso, infatti, la diagnosi clinica appare come la ricostruzione di un intreccio di eventi, e corrisponde allo schema fondamentale della spiegazione scientifica.
In assoluto, quindi, non si possono proporre diagnosi, se non si conoscono teorie e, queste ultime, rappresentano la finalità di ogni ricerca scientifica.

Nell'impostazione idiografica si raccolgono numerosi esempi del comportamento di un individuo allo scopo di ricavarne un profilo. L'Impostazione nomotetica, invece, si fonda sull'utilizzo di numerosi soggetti e sulla loro messa a confronto. Problema comune è quello di trovare una spiegazione scientifica del soggetto.
Comprendere e spiegare indicano processi contigui e reciprocamente connessi. La valutazione psicologica, spesso opinabile, e imputabile a diagnosi soggettiva dello psicologo, porta a ritenere che il versante più prettamente scientifico della psicologia sia quello della psicologia sperimentale, dove compaiono dati numerici, al contrario, il carattere di scientificità, raggiunge i massimi livelli laddove la mente dell'osservatore è lo strumento più idoneo a rilevare la specificità dei fatti indagati.

Una teoria ha carattere predittivo in quanto consente di indicare le condizioni indispensabili per la riproduzione dei fenomeni osservati e, dove è possibile, ottenere una quantificazione del fenomeno.
Una spiegazione è tanto più plausibile, quanto più riesce a descrivere analiticamente i fenomeni osservati e di spiegarne le cause.
L'aspetto predittivo degli enunciati scientifici consente agli psicologi di modificare le variabili al fine di orientare i fenomeni nel senso voluto, tenuto conto dei problemi etici che ciò potrebbe generare.
Gli enunciati psicologicamente rilevanti, sono dotati di indice di verificabilità che variano in rapporto alle condizioni di osservazione e alle modalità di accadimento dei fenomeni, siano essi spontanei o provocati.