Emozioni, i sistemi nervosi deputati
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Emozioni, i sistemi nervosi deputati

Il sistema limbico un complesso di strutture encefaliche che partecipano all'integrazione emotiva, istintiva, comportamentale e alla memoria. Il ruolo di amigdala, talamo, ipotalamo e ipofisi

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Emozioni, i sistemi nervosi deputati

"Gli uomini devono sapere che da niente altro se non dal cervello deriva la gioia, il dolore, il pianto e la pena. Attraverso esso noi acquistiamo la conoscenza e le capacità critiche e vediamo e udiamo il giusto dall'errato…". Ippocrate, dal trattato sull'epilessia, il male sacro.

Nel suo trattato, Ippocrate nel V secolo A.C., parlava di un cervello, ma ancora non si sapeva dell'esistenza del sistema preposto alle emozioni. Tale è il sistema limbico, un complesso di strutture encefaliche che partecipano all'integrazione emotiva, istintiva, comportamentale e alla memoria. Nella storia dell'evoluzione umana, il sistema limbico è stato la forma più antica che si è sviluppata. Le funzioni di questo sistema derivano dalla sua neuroanatomia e dall'osservazione studiata dei comportamenti umani e animali. La nostra specie, e anche quelle meno evolute, infatti, comunica emozioni tramite il linguaggio del corpo, le espressioni facciali e le emissioni non verbali, per far capire ai simili le proprie intenzioni o quello che proviamo.

Questi metodi di comunicazione sono regolati appunto dalla struttura limbica comprendente alcune regioni del diencefalo e del telencefalo che

"coordinano le afferenze sensoriali con le reazioni corporee e le necessità viscerali"
(Papez, 1958)

e che

"rappresentano il luogo di origine delle emozioni"
(Fulton, 1951)

Essenzialmente il sistema limbico è costituito da una serie di strutture corticali e sottocorticali che occupano la superficie mediale di entrambi gli emisferi. Ogni componente ha una sua posizione e ruolo secondo un sistema cui il cervello, è giunto nell'arco di milioni di anni; tra queste, per prima da menzionare è l'amigdala, che occupa una posizione privilegiata in quanto specializzata nelle questioni emozionali. Se essa viene separata dal resto del cervello, il risultato è un'enorme incapacità di valutare il significato emozionale degli eventi. Cloude Nicolas LeDoux (Ledoux, 1986), neuroscienziato del College of Medicine dell'Iowa, dimostra in una ricerca che gli input sensoriali provenienti da organi di senso, come l'occhio e l'orecchio, viaggiano prima verso il talamo e poi, tramite un fascio sottile di fibre nervose, all'amigdala.

Un secondo segnale parte poi dal talamo alla neocorteccia. Questo percorso permette all'amigdala di cominciare a rispondere prima che quegli stessi input siano completamente registrati a livello neocorticale. L'amigdala può spingerci all'azione mentre la neocorteccia, leggermente più lenta, ma in possesso di informazioni più complete, prepara un piano di azione più raffinato. Nell'uomo le connessioni più forti tra neocorteccia e amigdala interessano principalmente il lobo prefrontale sinistro e il lobo temporale (importante per l'identificazione degli oggetti), situate al di sotto e a lato rispetto il lobo frontale. Queste connessioni sono costituite da una proiezione monosinaptica6 rapida e potente, che può essere paragonata a una "autostrada neurale virtuale". Quest'ultima raggiunge la corteccia orbitofrontale, un'area estesa in tutto il sistema limbico, importante per valutare e correggere le risposte emozionali in corso.

C'è da dire inoltre che il collegamento tra amigdala e corteccia prefrontale non è solo di tipo strutturale, ma anche di natura biochimica: infatti, queste zone contengono una concentrazione particolarmente alta di recettori per il neurotrasmettitore serotonina. La serotonina è implicata nel regolare l'umore, il sonno, l'appetito, l'apprendimento e la memoria. Oltre a queste importanti funzioni, stimola anche alla cooperazione: infatti, scimmie con elevata densità di recettori serotonergici nel circuito corteccia-amigdala, sono ben sintonizzate socialmente, mentre quelle con basse concentrazioni di tale recettori possiedono un comportamento più ostile e antagonista (Damasio, Grosset/Putnam, 1993).

Altro ricercatore brillante da nominare a questo punto è il russo Luria (Luria, 1977), che prima degli altri, già negli anni trenta, ipotizzava la corteccia prefrontale come regione chiave per l'autogestione e il controllo delle esplosioni emozionali. I pazienti della sua ricerca che riportavano danni a quest'area, erano impulsivi e molto spesso soggetti a collera e terrore. Uno studio che eseguì su ventiquattro uomini e donne condannati per omicidio sotto l'impulso della passione, fece notare che i colpevoli presentavano nella corteccia prefrontale, un'attività molto inferiore alla norma. Un'altra struttura da menzionare, non da meno per importanza, è il lobo prefrontale sinistro, l'interruttore fondamentale per spegnere le emozioni negative e spiacevoli. Mentre il lobo prefrontale destro è sede di sentimenti come la paura e l'aggressività, il sinistro tiene sotto controllo queste emozioni grossolane, come una sorta di termostato neurale.

Mentre l'amigdala propone (informazioni), il lobo prefrontale dispone (accende-spegne, per così dire, le emozioni). Le connessioni fra amigdala, neocorteccia e strutture limbiche affini sono al centro delle battaglie fra quello che è il pensiero e quello che è il sentimento.

Le emozioni hanno la capacità di poter disorganizzare il pensiero. Per questo ci si avvale di uno strumento, la working memory (o memoria di lavoro), per fissare nella mente i dati importanti, al fine di completare un compito o risolvere un problema. Una struttura coinvolta nel consolidamento della working memory a breve termine e anche nella memoria dichiarativa è l'ippocampo. Questo elemento, considerato per molto tempo la struttura chiave del sistema limbico, è coinvolto nella registrazione e comprensione degli schermi percettivi più che nelle reazioni emotive. Mentre l'ippocampo ricorda i fatti nudi e crudi, l'amigdala ne trattiene il "sapore emozionale". Come spiega LeDoux

"l'ippocampo è fondamentale per riconoscere in un volto quello di tua cugina. Ma è l'amigdala ad aggiungere che ti è proprio antipatica"

L'attivazione dell'amigdala sembra imprimere fortemente nella memoria, la maggior parte dei momenti caratterizzati dal risveglio emozionale: le esperienze che più ci feriscono o spaventano sono destinate a essere i ricordi più impressi. Questo significa che il cervello utilizza due sistemi mnemonici, uno adibito per i fatti ordinari e l'altro per quelli che hanno valenza emozionale. L'ippocampo, amigdala e corteccia prefrontale costituiscono un circuito localizzato nel telencefalo, mentre altre strutture del limbo, talamo, ipotalamo e ipofisi, le troviamo nell'analogo diencefalo. Queste ultime tre strutture, collaborano al fine di mettere in sinergia il sistema nervoso con quello endocrino.

Talamo, ipotalamo e ipofisi

Il talamo agisce come un sistema evoluto che apprende dalle esperienze. È smistatore dei segnali provenienti dai recettori deputati alla vista, olfatto, tatto e udito, per portarli alla corteccia cerebrale, una specie di guardia della nostra mente che decide quali emozioni possono passare o meno.

Al di sotto di esso, troviamo l'ipotalamo, sede della memoria a lungo termine. È coinvolto anche nelle reazioni emozionali e di paura, nei correlati fisiologici agli stati emotivi, ai ritmi circadiani e in alcuni comportamenti stereotipati. Questa piccola struttura risponde agli input che vengono continuamente mandati dal sistema periferico. In base a questi input, regola la secrezione di ormoni o fattori di regolazione che, controllano l'attività endocrina dell'ipofisi, secondo l'asse ipotalamo-ipofisiario. Questa piccola ghiandola pituitaria, situata alla base del cranio, è la sede dove sono prodotti la maggior parte degli ormoni, necessari ai fini della crescita e delle funzioni essenziali dell'organismo.

In conclusione, le emozioni hanno diverse componenti biologiche: si possono studiare dal punto di vista dello sviluppo infantile, delle relazioni sociali e del controllo. Il fatto che originano e fanno parte di un complesso sistema limbico-corteccia cerebrale, non possono esser valutate semplicemente come sole parti psicologiche di un essere.