L'intelligenza
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

L'intelligenza

Le scale di misurazione dell'intelligenza, la scala di Binet, la scala di Wechsler.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

L'intelligenza

In merito alla struttura dell'intelligenza vi sono diverse teorie: la teoria monofattoriale sostiene che vi sia un'intelligenza generale e, accanto ad essa un insieme di fattori specifici. Il fattore predominante, definito fattore "g" presiederebbe al vertice di una scala di fattori ausiliari e di completamento.
La teoria multifattoriale, per contro, sostiene che l'intelligenza si compone e si articola in un numero molto elevato di abilità distinte e fra loro autonome, ognuna destinata ad affrontare aspetti specifici della realtà. Una posizione intermedia è occupata dalla teoria delle abilità primarie, secondo la quale l'intelligenza si compone di 7 abilità primarie (comprensione verbale, fluidità verbale, capacità numerica, memoria, ragionamento ecc.). Infine troviamo la teoria triarchia che ritiene l'intelligenza composta da un'i. contestuale (capacità di adattarsi al proprio ambiente), un'i. empirica (capacità di automatizzare o far fronte a determinati compiti), un'i. componenziale (rispondente al tradizionale modello di intelligenza).

Scala di BinetMisura il grado di intelligenza, calcolando il QI (quoziente intellettivo). I QI è il rapporto fra EM (età mentale) ed EC (età cronologica) moltiplicato per 100. Numerose le critiche alla validità, soprattutto nei confronti del fattore misurato, l'intelligenza o il grado culturale? Inoltre questo test limita l'età di applicazione a quella scolastica.
La scala di Binet risale ai primi anni del 1900, ed è stata il primo test di livello, originariamente approntata per l'utilizzo con i bambini. Sconsigliato il suo uso con adulti, salvo che questi non presentino un grave ritardo mentale. Gli elementi principali da considerare in questa scala sono la nascita con essa della definizione di intelligenza, che non poteva prescindere dal grado di capacità e apprendimento scolastico, essendo nata per misurarne i progressi. Binet definiva l'intelligenza come una capacità superiore il cui possesso permette di riuscire in settori diversi, come la comprensione, il ragionamento ecc.
Naturalmente la sua idea di intelligenza influenzo il funzionamento della scala. Utilizzando la scala, Binet, si accorse che questa doveva essere approntata in maniera diversa secondo l'età degli esaminandi, questo portò alla nascita del secondo concetto importante: l'Età Mentale. Per esempio, un bambino di 5 anni ottiene un'EM di 5 anni se ha superato tutte le prove che la maggioranza dei bambini di 5 anni appartenenti al campione di standardizzazione ha risolto.

La scala di WechslerCerca di sopperire alle critiche predisponendo prove di diversa natura, verbali e numeriche, tali da sondare un'intelligenza scolastica; di performance tali da misurare abilità di natura diversa (logica, percettiva). Inoltre la scala prevede 2 forme, una per gli adulti ed una per l'età evolutiva.
Anche Wechsler, nella costruzione dei suoi test abbracciò l'idea di Binet di una abilità generale, ma ritenne che alcune funzioni mentali, pur richiedendo una abilità mentale generale, avevano caratteristiche specifiche sufficienti per riflettere anche delle abilità specifiche. Wechsler non mischiò le prove nei suoi test, ma le divise fra quelle che misuravano capacità verbali e quelle che misuravano performance. Queste ultime non richiedevano risposte verbali, ma manipolazioni del materiale presentato (cubi ecc.) in maniera logica, misurandone non solo l'esattezza, ma il tempo impiegato a risolverle.