Il metodo psicometrico
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Il metodo psicometrico

I test di livello (o test d'intelligenza) in psicologia. Il metodo psicometrico.

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Il metodo psicometrico

Il dibattito sulle tecniche da utilizzare o utilizzate in ambito psichiatrico e psicologico, non poteva non coinvolgere anche il mondo dei test di livello, meglio conosciuti come test d'intelligenza.
Da un lato le critiche sono mosse nei confronti del loro uso inadeguato o scorretto, dall'altro si mette addirittura in dubbio la loro scientificità chiedendone l'abolizione. Tale scientificità viene negata principalmente perché alla base dei test c'è una supposta omogeneità di popolazione che, all'atto pratico non esiste, e perché, questi, confonderebbero conoscenze ed abilità scolastiche con il quoziente intellettivo.
Ma, più che perdersi in queste ed altre polemiche, sarebbe più opportuno chiedersi quando è il caso di utilizzare questi test. Partendo dal presupposto che, lo psicologo, deve continuamente aggiornarsi in merito ai risultati che ne scaturiscono, non fermandosi a quelli già acquisiti.
L'uso di uno strumento non neutrale poi, obbliga lo psicologo ad una riflessione sulla prassi da seguire, per evitare eventuali abusi. La decisione di utilizzare dei test si pone raramente all'inizio di un'indagine diagnostica, ma solamente alla fine, come strumento per ricavare conferme alle teorie ipotizzate o come strumento per ottenere informazioni non riscontrabili in altro modo. Potremmo in altre parole affermare che, mentre una strategia terapeutica può essere realizzata senza l'ausilio dei test, i test devono sempre far parte di una strategia terapeutica; magari lì dove ci sono delle discordanze su elementi osservati.
Altra ragione, di ordine pratico, per la quale è meglio utilizzare i test nell'ultima fase di una ricerca diagnostica, è che questi tendono a mettere in agitazione ed in una fase di difesa il testato. E, anche se lo psicologo seguirà "come da manuale" le indicazioni per metterlo a proprio agio, comunque il soggetto avvertirà che è una situazione falsata. Utilizzarli invece quando il rapporto esaminato-esaminatore, è più profondo, consentirà di ottenere dei risultati più aderenti alla realtà.