Percorso filosofico della psicologia scientifica
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Percorso filosofico della psicologia scientifica

Percorso filosofico della psicologia scientifica, il ruolo di: Galileo, Cartesio, Spinosa, Kant.

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Percorso filosofico della psicologia scientifica

Le fasi evolutive della psicologia, come delle altre scienze, sono da ricercare con Galileo (1600). La scienza cessa di esistere come frutto di una semplice riflessione per basarsi sull'esperienza, su esperimenti ripetibili. Cominciano a far parte della scienza solo quei fenomeni quantitativamente riproducibili e la cui analisi è di tipo oggettivo e non soggettivo. Si afferma il metodo sperimentale, grazie al quale si registreranno numerosi progressi in ogni ambito scientifico.

Cartesio (1600) facendo proprie le tecniche Galileiane, propone uno studio dell'uomo che discerna la realtà dell'esperienza (Res Cogitens) realtà e libero arbitrio dalla fisicità dell'uomo (Res Extensa) corpo fatto di particelle dotato di estensione e movimento. Solo a quest'ultima può essere applicata la formula della nuova scienza, paragonando l'uomo ad una macchina in una visione meccanicistica e deterministica del soggetto, ridotto ad oggetto della scienza e riconosciuto come parte della natura.

Spinosa (1600). Il paradigma della nuova idea di scienza è la fisica e, tutte le discipline che vogliono fregiarsi del titolo di "scienza", devono piegarsi ai parametri dimostrativi della fisica, in una spiegazione deterministica della realtà, uomo compreso. L'uomo non può sottrarsi alle leggi della natura, dato che ad essa appartiene. Né può mutarla a suo piacimento, essendo sottoposto alle passioni, e segue l'ordine comune della natura. Molti degli psicologi appartenenti alla neonata psicologia scientifica, traggono spunto dalle idee di Spinosa, la libertà, la poesia e la parola.
Kant. La netta separazione che Cartesio aveva effettuato, dividendo il corpo (macchina) dal pensiero (spirito), è assunta da Kant come principio distintivo tra ragion pura e ragion pratica. La ragion pura si occupa della conoscenza (apprendimento, percezione, risoluzione), mentre la ragion pratica è responsabile del comportamento morale. Mentre Kant si occupa solo dello spirito, gli altri vedono l'uomo come una macchina.

La Mettrie e Carnais (medici e filosofi) La separazione iniziata da Cartesio fra corpo e spirito poneva un insolubile interrogativo rispetto allo studio dell'uomo, ovvero imponeva la pena per l'uno o per l'altro. I filosofi (primo fra tutti Kant) hanno spesso scelto per lo spirito, altri hanno preferito privilegiare il punto di vista corporeo totalmente sganciato dal pensiero. La Mettrie (ideologo illuminista) afferma che :" il corpo umano è una macchina che ricarica da se le molle che la muovono, dal momento che tutte le facoltà dell'anima dipendono totalmente dalla peculiare organizzazione del cervello e di tutto il corpo, da identificarsi evidentemente con questa stessa organizzazione". Carnai ribadisce che il morale è fusione tra il sistema nervoso (cervello) ed il corpo, poiché il cervello, pur regolandolo, ne fa comunque parte integrante.