La comunicazione non verbale
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La comunicazione non verbale

Definizione di comunicazione La differenza tra la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale e la loro complementarietà e interconnessione

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La comunicazione non verbale

Si parte col definire cosa significhi "comunicare", inteso come un processo dinamico di interazione tra due o più persone, che implica una risposta da parte del destinatario con cui siamo entrati in relazione. La comunicazione insé è importante poiché determina: trasmissione d'informazioni, condivisione, influenza di un organismo su un altro e relazione sociale. L'uomo è un essere di natura prettamente sociale, già miliardi di anni fa gli ominidi si univano ingruppi, si spostavano e collaboravano insieme, ancora prima di sapere parlare (prima emettevano solo versi).

Comunicare è un fenomeno che ci viene tanto naturale, ma allo stesso tempo è un processo complesso. Coinvolge tutti i livelli della realtà umana e sociale, nelle sue manifestazioni spontanee, rituali, esplicite,implicite, intra e inter-personali. Un processo studiato da molti punti di vista: da quello filosofico a psicologico, da sociologico a biologico e anche tecnologico.

La comunicazione lavora su due dimensioni: quella informazionale e quella relazionale. La prima, concepisce il comunicare come un processo di trasmissione di significati profondi, biologici, linguistici e antropologici e didiffusione delle informazioni, un vero e proprio sistema nervoso della società.

Secondo questa prospettiva, la comunicazione, secondo Strauss, è identificazione di strutture e sistemi biologici già dati e per Chomsky, il linguaggio piuttosto che veicolo comunicativo, appare come archetipo psicologico innato nella mente umana, con regole fonetiche e semantiche universali. Secondo il piano relazionale, la comunicazione è un legame tra oggetti animati o non, per cui emerge centralmente la dimensione sociale.

La comunicazione avviene secondo due procedimenti: tramite l'espressione verbale (quindi diretta) e quella non verbale (indiretta). Queste due scelte costituiscono un importante mezzo perinteragire con gli altri e con l'ambiente. Quanto più entrano in gioco le emozioni, tanto più sarà accentuato il nostro linguaggio non verbale o "linguaggio del corpo", perché la comunicazione non verbale è in stretta relazione con le nostreemozioni più profonde, le nostre paure, le ansie e le gioie, le quali vengono trasmesse principalmente dal nostro corpo, inteso proprio come entità fisica.

Anche il corpo parla, senza alle volte rendercene conto. È generalmente condiviso che la comunicazione verbale non può avvenire senza di quella non verbale che peraltro, precede la prima nello sviluppo personale. Per comprenderelo stato emotivo di una persona, spesso ci risultano inadeguate le parole, mentre sanno essere efficaci i comportamenti e i gesti: la vicinanza o il contatto fisico, la mimica, il modo di porci ecc. Queste caratteristiche fanno del linguaggio nonverbale il principale mezzo di comunicazione emotiva che non si può sostituire con le parole. Ci si è indotti però, con la civilizzazione e fenomeni connessi, sia pure inconsapevolmente, a svalutare la comunicazione non verbale, poiché illinguaggio in parole è meno dispendioso, ricco di significati combinabili tra loro e praticamente utilizzabile in qualsiasi condizione.

In realtà, bisogna ben sapere che verbale e non sono due forme comunicative distinte, ma al contempo complementari e interconnesse, perciò non va esclusa o da considerarsi secondaria l'una rispetto l'altra, ma al pari per caratteristiche e peculiarità. Ricci Bitti, evidenzia l'emozione come elemento di mediazione che permette la flessibilità di adattamento di un organismo all'ambiente, in quanto interviene nei rapporti tra eventi e risposte dell'uomo in continuo cambiamento.

L'espressione di un'emozione può essere il risultato di un desiderio comunicativo ben voluto, oppure il frutto di un controllo, più o meno forte, esercitato dal soggetto sullo stato emozionale o ancora, espressione in modo del tutto involontario. Sono d'accordo tutti gli autori sulle zone particolarmente deputate per l'espressione di un'emozione: il viso (zona maggiormente interessata), gli occhi, la voce e la postura. Una delle importanti funzioni dell'espressione emozionale, tramite linguaggio non verbale, è quella di accompagnare e sostenere l'azione verbale, influendo su di essa.

Quando una persona parla numerosi sono i segnali che essa invia: lo sguardo, i cenni del capo, movimenti delle mani, direzione delle gambe, l'enfasi con cui parla, i movimenti della bocca, delle sopracciglia ecosì via. Questi segnali forniscono agli interlocutori delle informazioni utili per modificare il proprio comportamento dei feed-back1 che permettono a loro di sintonizzare in modo continuo e reciproco la relazione, modulandone sviluppi su una base dinamico-interattiva.