Ragione e sentimento
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Ragione e sentimento

Per far funzionare al meglio la nostra mente è necessario che funzionino contemporaneamento l'intelligenza razionale e quella emotiva. Non esiste dicotomia tra ragione e sentimento, mente e cuore

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Ragione e sentimento

La questione tra emozione e ragione risale ancora ai tempi di Hobbes, Spinoza, Kant e così lungo andare nei secoli filosofici, si è ben radicata nella nostra cultura. In passato, era largamente diffusa la visione in cui, il cuore e la mente agivano come forze opposte e, quella fredda e lucida (la mente), doveva stare sopra all'altra (il cuore), per poter trovare la soluzione più giusta.

Se consideriamo la razionalità in termini di processo psicologico, dobbiamo ammettere che l'uomo non è da definirsi razionale, giacché le sue decisioni sono prese in larga misura sulla base di elementi inconsci, intuitivi ed emotivi1. Valutiamo il ruolo delle emozioni quando dobbiamo prendere una decisione, anche quella più "razionale" per così dire.

Ne "L'errore di Cartesio" (1995), Damasio studiò pazienti con lesioni nel circuito lobi prefrontaliamigdala. a capacità di questi soggetti nel prendere decisioni era molto compromessa, nonostante le loro abilità cognitive erano intatte e nella norma. Pur mantenendo la loro intelligenza, queste persone compivano scelte disastrose nel lavoro e in privato e, si tormentavano all'infinito per prendere decisioni molto semplici, come fissare un appuntamento. Damasio, sostenne che le scelte di queste persone erano sempre sbagliate perché essi non potevano accedere alla memoria emozionale.

Il circuito che collega lobi prefrontali e amigdala è il punto d'incontro tra razione ed emozione, una via di accesso all'archivio dove vi sono le preferenze e le avversioni che andiamo accumulando nel corso della nostra esistenza. Se si esclude la memoria emozionale, qualsiasi cosa venga elaborato a livello neocorticale, non è più in grado di innescare reazioni emotive che in passato erano associate allo stesso evento. Tutto questo ha indotto il neuroscienziato a ritenere che i sentimenti sono indispensabili nei processi decisori della mente razionale.

La realtà di ogni giorno ci mette di fronte a molte scelte: in questi casi, gli insegnamenti emozionali impartitici dalla vita inviano segnali che restringono il campo della decisione, togliendo scelte e sottolineandone altre. Le emozioni allora hanno un ruolo importante ai fini della razionalità. In questo rapporto, la facoltà emozionale guida le nostre decisioni momento per momento, in collaborazione con la razione, consentendo il pensiero che si scaturisce. Alla stessa maniera, il cervello razionale ha un ruolo dominante sulle emozioni, escludendo quei momenti in cui le emozioni eludono il controllo e prendono il sopravvento, come spesso accade.

In un certo senso abbiamo due diversi tipi di intelligenza: razionale ed emotiva: senza l'una o l'altra il nostro genio non può funzionare al meglio. Quando il sistema limbico, neocorteccia, amigdala e lobi prefrontali interagiscono bene, l'intelligenza emotiva si sviluppa e insieme anche le capacità intellettuali.

Quanto detto sconvolse le antiche credenze sulla tensione fra ragione e sentimento, un continuo conflitto come quello descritto dai personaggi della Austen, in "ragione e sentimento" (fine settecento). Il vecchio modello, sosteneva un ideale in cui la ragione doveva liberarsi dalla passione, il nuovo invece, ci propone di trovare una sinergia armoniosa tra mente e cuore, per fare un uso intelligente dell'emozione e un uso emozionale dell'intelletto.