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L'intervento adattativo
Differenze tra i concetti di capacità e abilità. I possibili gradi di sviluppo e i fattori, anche sociali, connessi alla loro evoluzione. Il ruolo dell'intervento adattativo.
Introduzione alla motricità - prima parte
La motricità è propriamente la capacità di compiere tutti i movimenti possibili con il proprio corpo. Tale facoltà rappresenta, inoltre, e in senso prettamente evolutivo, un accesso primario e insostituibile verso l’interazione con gli altri e con l’ambiente.
Introduzione alla motricità - seconda parte
Ogni nuovo movimento, percezione o altra situazione, stimolerà, più esattamente, la formazione di collegamenti neurali prima inesistenti e darà luogo a quella che Edelman (1993)(1) chiama “formazione del repertorio secondario” di gruppi di
L’intervento programmato adattativo
L’intervento programmato adattativo altro non è che l’agire partecipato e sistemico di un operatore della motricità, inteso a rendere il più possibile normalizzata una particolare situazione, stabile o transitoria che sia, di “disabilità” o, meglio, di “diversa abilità
Capacità e abilità
Il concetto comune e genericamente condiviso di abilità(1) è una rappresentazione mentale di significato e contenuto molto ampio e complesso e, per certi versi, anche ambiguo.
Capacità ed abilità secondo il modello di Fleishman
Fleishman(1) (1964), ha proposto, nello specifico, queste classi di capacità:
- Capacità percettivo-motorie
Capacità e abilità di tipo cognitivo
Fleishman propone, naturalmente, una descrizione delle capacità dal punto di vista motorio ma, ovviamente, le capacità si estendono anche alle altre sfere della struttura della persona, come quella cognitiva, quella relazionale, affettiva, artistica, ecc.
Grado di espressione delle capacità
Una cosa per certi versi singolare e, ormai appurata, è che, mediamente, i soggetti dislessici(1), ad una valutazione del Q.I. (quoziente intellettivo)(2), dimostrano possedere un valore di almeno una deviazione standard in più rispetto alla media dei soggett
Mens sana in corpore sano? - prima parte
La locuzione latina Mens sana in corpore sano, che significa una mente sana in un corpo sano, appartiene a Decimo Giunio Giovenale vissuto tra il 50/65 e il 140 a.C.
Mens sana in corpore sano? - seconda parte
Tutta l’attività esplorativa dell’ambiente, inteso come spazio sia fisico sia psicologico, dipende dal grado di autonomia che il bambino ha maturato nei confronti della madre e, o, comunque, da quelle figure principali per lui di riferimento.
La TSGN
La TSGN poggia su tre principi fondamentali che sono:
a) la selezione dei gruppi neurali;
b) il rientro;
c) la mappa globale.
Disabilità e inabilità
È ovvio, quindi, che tra l’abile e l’inabile deambulatorio possiamo trovare infinite realtà, anche senza ricorrere agli esempi estremi citati. Pensiamo agli anziani, ad un post trauma al ginocchio, ad un soggetto con lombosciatalgia e così via.
I livelli di disabilità
Si riporta ad esempio (immagine a sinistra), il caso dell’ICIDH-1 nella sua giustificazione dell’accertamento e valutazione delle disabilità, in cui s’indica una scala di valori da 1 a 6 ove sono compresi, e suggeriti, i vari livelli di disabilità:
Le diverse abilità
In merito al concetto di “disabilità” si evince che siamo di fronte ad un panorama che definire vasto è perlomeno banale;


