Le diverse abilità
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Le diverse abilità

Le diverse abilità e gradi di disabilità in assenza di patologia, di patologia transitoria, in situazioni recidivanti, insorgenza di patologie stabili, presenza di più patologie, ed insorgenza di patologia progressiva.

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Le diverse abilità

In merito al concetto di "disabilità" si evince che siamo di fronte ad un panorama che definire vasto è perlomeno banale;
volendo tentare una classificazione, anche se grossolana, potremmo, intanto, definire e suddividere, le diverse abilità, che necessitano di un intervento adattativo, in transitorie e stabili.

Nelle transitorie possiamo annoverare, tra le altre, le varie situazioni derivanti da incidenti osteo-articolari recuperabili, fratture ossee, stiramenti muscolari, sciatalgie, oppure il periodo di puerperio in cui si viene a trovare una donna, mentre tra quelle stabili riconosciamo le paralisi cerebrali infantili, la sindrome di Down, il ritardo mentale e tutte quelle situazioni, insomma, in cui il danno è permanente.
Graficamente, attraverso una semplice "linea", potremmo rappresentare il ventaglio situazionale così, come riportato nell'immagine in alto a sinistra, dove:

Fig. 1: assenza di patologia

Fig. 2: patologia transitoria (successiva ad un periodo di "normalità" e con ritorno alla "normalità"), ad esempio una frattura recuperata.

Fig. 3: fenomeni di recidive o alternanza di "incidenti" disabilitanti come attacchi epilettici.

Fig. 4: insorgenza di una patologia stabile e duratura dopo un periodo di "normalità" a causa di un incidente o altra situazione disabilitante.

Fig. 5: patologia stabile presente dalla nascita come la sindrome di Down, una paralisi cerebrale o altro.

Fig. 6: presenza di più patologie stabili assieme, esempio, una paralisi cerebrale associata ad epilessia.

Fig. 7: insorgenza di patologia progressiva, come la distrofia muscolare.

Il ventaglio sopra rappresentato può, naturalmente, essere riferito sia a disabilità mentale sia a disabilità fisica e cerca di evidenziare come le diverse forme di patologie possano essere presenti sin dalla nascita oppure insorgere in età successive alla nascita stessa.
Una classificazione generale della disabilità individua, in essa, tre grandi categorie: sensoriale, motoria e mentale. Alla sensoriale si ascrive chi presenta problemi agli organi di senso, sostanzialmente, sordi e cechi; alla motoria, le paralisi cerebrali infantili o altri disturbi della motricità, mentre alla mentale si associano le diverse sindromi come il mongolismo, la sindrome di Williams, X fragile ed altre.

Naturalmente questo tipo di classificazione è quanto mai approssimativa e non rende l'idea di che misura, invece, il panorama dell'handicap sia ampio e complesso.
Come, infatti, nessuno tra gli individui normodotati è uguale ad un altro, anche tra i diversamente abili è impossibile pensare di trovare due soggetti uguali l'uno all'altro. Nella sola sindrome di Down, per esempio, possiamo trovare almeno due decine di soggetti con caratteristiche ben diverse tra loro in virtù del differente potenziale intellettivo!

Ora, siccome uno degli scopi della riabilitazione, accanto ad accettazione sociale e integrazione, è proprio quello del riconoscimento del "difetto", appare obbligatoria una rappresentazione il più ampia possibile delle varie forme di "diversità".