Deficit nella costruzione dello schema corporeo
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Deficit nella costruzione dello schema corporeo

La vita psichica ha inizio nella complessa rete di rapporti che l'individuo stabilisce con "l'altro da Sè" o, per meglio dire, nella relazione dinamica dello schema "Io – Tu – altro da Me".

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Deficit nella costruzione dello schema corporeo

Costruzione dello schema corporeo

La vita psichica ha inizio nella complessa rete di rapporti che l'individuo stabilisce con "l'altro da Sè" o, per meglio dire, nella relazione dinamicadello schema "Io – Tu – altro da Me". Ciò vuol dire che fin quandol'individuo non ha una primordiale e personale conoscenza dei propri limitied anche, quindi, di quelli riguardanti l'immagine corporea, non riuscirà ascorgere nel mondo virtuale che gli sta di fronte l'immagine dell'altro da Sè.

Lo schema corporeo è una costruzione dinamica che si basa su disposizionidi ordine senso motorio, spaziale e temporale e per la sua strutturazione èindispensabile una componente affettiva ed emotiva. Non dipende, però,solamente dalle proprie sensazioni e percezioni, ma è una vera e propria"costruzione" che il soggetto fa di se stesso, attraverso la rappresentazioneche ha del proprio corpo.

Si parte da sensazioni tattili, visive o cinestetiche, per arrivare allacomponente sociale, ovvero al confronto fra la propria immagine corporea ele immagini corporee di altri.

Il termine "schema corporeo" venne introdotto da Pierre Bonnier, un medicootorinolaringoiatra, che lo utilizzò nei suoi scritti tra il 1893 e il 1905riprendendo criticamente la nozione di cinestesi. Dette a questo termine unsignificato strettamente spaziale definendo lo schema corporeo come"rappresentazione permanente dell'organizzazione topografica (…) delcorpo, connessa in particolar modo alla sensibilità vestibolare capace difornire al soggetto l'orientamento rispetto all'ambiente interno ed esterno"(Carlini e coll., 1979).

Continuando a considerare lo schema corporeo dal punto di vistaneurologico, altri due importanti esponenti che hanno contribuito alladefinizione di schema corporeo sono Pick e Head; il primo sottolineòl'importanza dello schema corporeo per la costruzione e il mantenimentodella percezione visiva (Pick, 1908).

Head, nel 1920, invece lo ha considerato come la struttura preconscia sullacomparazione ed integrazione, a livello corticale, delle passate esperienze sensoriali, soprattutto posturali oltre che tattili e visive, con quelle attuali.

Head aggiunge alla dimensione spaziale quella temporale per cui lo schemacorporeo assume il significato di un modello posturale, ossia di uno schemastabile, ma anche in continuo divenire, in perpetua costruzione, la cuicaratteristica fondamentale è la plasticità data dalla continua evoluzioneinsita nella necessità di decodificare le informazioni provenienti dal mondoesterno (Camerini e coll., 2003).

Chi portò maggiori innovazioni sul tema dello schema corporeo, tuttavia, fuPaul Ferdinand Schilder, che tentò di dare una definizione chepresupponesse lo schema corporeo come risultante di due modelli integratiin una sola unità psico – neurologica. Il modello neurologico è inteso comestruttura neurologica capace di integrare, a livello corticale, i dati sensorialiprovenienti da ogni parte del corpo; il modello psicoanalitico è il risultatodell'esperienza psicologica soggettiva derivante dall'investimento libidicodel corpo, secondo la prospettiva psicoanalitica.

Con Schilder lo schema corporeo diventa una costruzione dinamica, che sisviluppa grazie alle sensazioni percepite, con una importantissimastrutturazione spazio – temporale, ma che prende in considerazione anche lepulsioni soggettive.

Infatti l'immagine corporea va oltre i dati percettivo – cognitivi per caricarsisoprattutto di valenze affettivo – emotive e ciò comporta che, nel processodella costruzione vengono ad assumere un ruolo fondamentale anche ledinamiche interpersonali in quanto elementi fondamentali della vita emotivadell'individuo.

L'organizzazione dello schema corporeo inizia già durante il periodo dellagravidanza; è infatti grazie al corpo materno che il piccolo riceve le primestimolazioni senso percettive, quali ad es. quelle uditive. Anche dopo lanascita, per un breve periodo, l'infante avrà ancora la sensazione che ilcorpo della madre e il suo siano un elemento unico, quindi in questo periodo non percepirà la distinzione fra sè stesso e il mondo circostante.

È grazie all'esplorazione del mondo, che inizia a circa 3 mesi, per mezzodella motricità volontaria e delle stimolazioni senso – percettive, che ilsoggetto gradualmente imparerà a sentire la differenza fra l'Io e il Non – Io.Questa distinzione, fra Io e Non – Io, spesso, non è presente nei soggettiautistici, per mancanza di interesse e abilità necessarie a "scoprire", tramitel'esperienza, il mondo esterno.

Fondamentale nella determinazione dell'origine, delle fasi e dei processi disviluppo dello schema corporeo sono gli studi di Wallon, in cui vienesottolineata l'importanza per lo sviluppo dello schema corporeo dellamotricità; in particolare Wallon pone l'accento sul ruolo della funzionetonica e posturale, intesa non solo come mezzo fisico, coordinativo ed infunzione antigravitaria, bensì come espressione degli stati emotivi e comemezzo di comunicazione e relazione interpersonale (Wallon, 1974).

  • Senso-motoria: dalla nascita ai 2 anni circa; il soggettoutilizza i sensi e le abilità motorie per esplorare e relazionarsicon ciò che lo circonda, evolvendo dallo stadio dei meririflessi e dell'egocentrismo a quello dell'inizio dellarappresentazione dell'oggetto e della simbolizzazione.
  • Pre-operatoria: dai 2 ai 6/7 anni. In questa fase il bambino èin grado di usare dei simboli (simbolo: entità che erappresenta un'altra); sono presenti l'imitazione differita, cioèil bambino imita comportamenti visti in precedenza, il giocosimbolico e il linguaggio.
  • Operatorio-concreta: dai 6/7 anni agli 11. In questa fase ilbambino non solo utilizza i simboli ma è in grado dimanipolarli; si ha l'acquisizione del concetto di reversibilità,secondo il quale gli effetti di un'operazione possono essere annullati da un'operazione inversa.
  • Operatorio-formale: dai 12 anni in poi. Il bambino riesce aformulare pensieri astratti.

Per capire meglio l'evoluzione del bambino, è possibile affiancare agli studidescritti da Piaget, gli studi di Le Boulch che, basandosi sulle teorie diWallon e De Ajuriaguerra, individua 3 grosse tappe fondamentali sullaprogressione dello sviluppo e della percezione del corpo.

1) Fase del Corpo Vissuto: 0 – 3 anni.

Questa fase inizia con uno stato simbiotico dove il bambino vive inuna totale dipendenza dalla madre, suo partner simbiotico; il suo Ionon è differenziato dal Non – Io. Solo in seguito inizia a percepirevagamente che le risposte ai suoi bisogni provengono da un "oggetto"(la madre) e questa percezione si trasforma in legame affettivo. A 6/7mesi il bambino, grazie allo sviluppo neuro – motorio e senso –percettivo, esplora con il tatto e con lo sguardo il proprio corpo equello della madre iniziando il processo di differenziazione fra sè el'altro. A 8 mesi manifesta la sua paura e angoscia nel non ritrovare lecaratteristiche della madre nel viso estraneo; questo è l'inizio delladifferenziazione fra sè, la madre e l'altro, motivo per cui piange, peresempio, se viene preso in braccio da uno sconosciuto. Inizia ariconoscere la sua immagine nello specchio che lo aiuta adidentificarsi nella globalità del suo corpo, nei suoi tratti e nellafisionomia del suo viso.

2) Fase del Corpo Percepito: 3 – 6 anni.

È correlata allo stadio Pre – operatorio di Piaget. In questo periodol'attenzione è rivolta al proprio corpo con la conseguente acquisizionedella presenza di parti precise del corpo. La progressionedell'organizzazione ed interiorizzazione dello schema corporeo ècaratterizzata dal sorgere di una funzione determinante per la presa di coscienza di sè: la capacità di imitare ed identificarsi nell'adulto.

3) Fase del Corpo Rappresentato: 6 – 12 anni.

In questa fase il bambino porta a termine il processo diinteriorizzazione e si identifica nella sua identità sessuale e nella suapersonalità. L'ingresso a scuola segna l'identificazione di un "io" cheentra nella società, a cui si impongono dei doveri e si chiedono dellerisposte; la scuola inoltre consente, attraverso la conoscenza e larelazione con i coetanei, di sviluppare la conoscenza e la coscienza diappartenere ad un gruppo e di adattarvisi, andando a creare rapporti aldi fuori di quelli genitoriali.

Deficit nella costruzione dello schema corporeo nei soggetti autistici

Lo sviluppo di un armonico concetto di immagine corporea rende possibileil passaggio da un corpo "agito", oggetto, semplice rappresentazione,struttura passiva di comunicazione, ad un corpo "vissuto", soggetto,strumento dinamico di cambiamento. Si avrà quindi il fondamentalepassaggio psichico dal "corpo che ho" al "corpo che sono, che vivo".

Disturbi dell'immagine corporea possono essere dovuti a problemi disviluppo in varie aree, tuttavia nella pratica clinica – psichiatrica si vedonosoprattutto individui con disturbi nella gestione del corpo e ciò accadespecialmente con pazienti psicotici. Parlare di psicosi significa addentrarsiin un mondo a parte, dove esistono grandi variazioni fenomenologiche edeziopatogeniche da individuo a individuo.

Tuttavia esiste un comune denominatore nell'esistenza di quello cheAjuriaguerra chiama il "nucleo strutturale psicotico", un insieme dimeccanismi psico-patologici che conducono a condotte simili in un gran numero di cosiddetti "psicotici". Fanno parte di tale nucleo la prevalenza diprocessi mentali poco evoluti, la mancanza di integrazione fra le pulsionilibidiche ed aggressive, l'uso di meccanismi di difesa arcaici e, dato centraledell' esperienza psicotica stessa, la non distinzione tra Io e Non – Io ed ilconseguente distacco dalla realtà.

La traduzione clinica di tutto ciò sarà il non riconoscimento di limiti fra Sè eAltro. Inoltre hanno difficoltà a riconoscere il corpo come proprio, lomuovono in modo disarmonico come se fosse un peso od uno scudo perripararsi dal mondo esterno. Tra i vari disturbi psicotici con alterazioni delloschema corporeo, un posto primario spetta all'Autismo infantile.

L'autismo è caratterizzato da un equilibrio che si viene a creare a partire da"procedure" per ristabilire l'omeostasi, costanti ed efficaci (automatismo diripetizione di Meltzer) senza cambiamenti. Ciò permetterebbe di postulareche esse non costituiscono una vera esperienza, come se ci fosse, quindi,un'incapacità di vivere "esperienze nuove".

Tutto al fine di riprendere le capacità di evolvere, o meglio, la capacità diinstaurare una relazione Io – Tu – altro da Me o, secondo la metafora delcorpo, dal riconoscimento del corpo agito (corpo che ho) alla percezione delcorpo vissuto (corpo che sono e che vivo).

Una caratteristica del meccanismo autistico può considerarsi il rifiuto delriconoscimento dell'esistenza dell'Altro e, se alcuni aspetti del Tu (altrodiverso da me) sono indispensabili al soggetto autistico, questi vengono fattipropri secondo un meccanismo che Donald Meltzer definì "identificazioneadesiva incondizionata".