Deficit nello sviluppo del linguaggio
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Deficit nello sviluppo del linguaggio

Nel linguaggio del bambino, prima degli 11 anni, è caratteristica la mancanza di rapporti sintattici tra i componenti della frase. Un altro aspetto del linguaggio che è deficitario nei soggetti autistici è la comunicazione non verbale e gestuale.

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Deficit nello sviluppo del linguaggio

Con il sorgere del linguaggio il bambino diventa "essere sociale". Conl'acquisizione del linguaggio e il relativo uso infatti, il bambino controllal'ambiente in cui vive o almeno ne controlla i rapporti tra gli interlocutori. Inquesto senso il linguaggio è "alimento culturale di grande importanza"(Trisciuzzi, 1993).

Nel linguaggio del bambino, prima degli 11 anni, è caratteristica lamancanza di rapporti sintattici tra i componenti della frase. Il linguaggiodiventa socializzato solo quando il pensiero acquista la caratteristica direversibilità, consente il decentramento cognitivo (Chade, 2004).

Vygotskij, importante pedagogista contemporaneo a Piaget, sostiene che illinguaggio ha inizialmente la forma di comunicazione sociale e solosuccessivamente si accompagna ad un linguaggio interiore, molto simile allinguaggio di tipo egocentrico. Sempre secondo Vygotskij, a differenza diPiaget, l'egocentrismo non scompare mai favorendo il bambino eaccompagnando le fasi strategiche di soluzione dei problemi reali.

Il linguaggio e il pensiero che originariamente erano indipendenti finisconocosì per integrarsi in un processo d'interazione reciproca.

Le fasi più significative dello sviluppo del linguaggio avvengono intorno ai 9, 18 e 36 mesi.

  • Fase prelinguistica: anche se il bambino è in grado di sentirenon attribuisce ai suoni un significato specifico. Durante i primi 3 mesi esiste un predominio di vocalizzazioni, dal 3° al6° mese si aggregano le consonanti e dal 6° al 9° lesillabazioni.
  • Tra i 9 e i 18 mesi: il bambino dimostra attenzione quandosente pronunciare il suo nome; al decimo mese capisce osembra capire significati standard di "no" e "mamma". Arrivaad esprimersi con una media di 15 parole; lo sviluppo dellinguaggio s'innesta ora sulla base delle sue conoscenze.Verso la fine del primo anno le produzioni vocali delbambino diventano sempre più intenzionali e significative.
  • Tra i 18 e i 36 mesi: il bambino possiede circa 300 parole,anche se alcune di queste sono dei semplici giochi fonoarticolari e uditivi.
  • Tra i 3 e i 6 anni: vengono acquisite moltissime parolenuove. A quest'età il bambino usa frasi e risponde a domandesemplici (Chade, 2004).

Come qualsiasi altra abilità, anche la comunicazione va educata ed ilmigliore sviluppo possibile si realizza, si promuove, quando il bambinosente di aver un giusto posto e valore con gli altri. L'acquisizione dellinguaggio, quindi la capacità di comprendere e di esprimere per mezzodella parola, non avviene solo attraverso la semplice ripetizione o pertentativi ed errori, ma viene acquisita al seguito di altre funzioni.

È come se le abilità cognitive, motorie e sensoriali fossero gli "elementi diun'orchestra", che sono in qualche modo interconnessi e che dipendonol'uno dall'altro per un'esatta riuscita del progetto. Il linguaggio dipendeanche in gran parte dalla componente emozionale, infatti il bambino primadi imparare le parole impara a comunicare usando suoni, gesti e illinguaggio corporeo per dire ai genitori cosa vuole (Chade, 2004).

Deficit nella costruzione del linguaggio nei soggetti autistici

Nei bambini autistici sono noti i problemi comunicativi e di linguaggio,tanto che, in una minoranza di casi, alcuni arrivano a non usare in alcunmodo il linguaggio verbale; molti riescono a parlare, ma conservano unaproduzione limitata e gravi problemi nella comprensione e nell'uso dellefunzioni della comunicazione; molti mostrano la peculiare caratteristica diripetere intere frasi che sentono (ecolalia), a volte con qualche scopocomunicativo o attinenza a situazione specifiche; altri invece arrivano adutilizzare bene il linguaggio verbale, a svilupparlo adeguatamente e autilizzarlo con funzioni comunicative.

Nonostante siano in grado di parlare però, questi bambini mantengono seriedifficoltà che incidono su diversi aspetti della loro vita, variamenteintrecciati:

  • difficoltà di cognizione sociale e di reciprocità sociali, checondizionano negativamente la piena comprensione dellarelazione comunicativa;
  • difficoltà di comprensione di frasi complesse;
  • difficoltà nella quantità e nella qualità del linguaggio verbaleche possiedono e padroneggiano; limiti di vocabolario, limitidi grammatica e sintassi; ecolalie e scambio di pronomi; nonutilizzo di parti del discorso;
  • difficoltà nell'uso del linguaggio posseduto: intonazionecaratteristica, non distinzione tra una domanda eun'affermazione, non rispetto dei turni tra parlante ericevente, e altre difficoltà in quella che viene chiamata "pragmatica".

La "pragmatica" è una disciplina della linguistica che si occupa dell'usodella lingua come azione. Non si occupa della lingua intesa come sistema disegni, ma osserva come e per quali scopi la lingua viene utilizzata.

Quindi bambini con disturbo autistico possono presentare caratteristiche chesi presentano anche nei disturbi specifici del linguaggio; al contrario, ledifficoltà linguistiche possono mantenere il soggetto affetto da autismofermo in una condizione di difficoltà sociale (Freeman e coll., 2007).

Un altro aspetto del linguaggio che è deficitario nei soggetti autistici è lacomunicazione non – verbale e gestuale. Sulla comunicazione non – verbalel'incapacità ad usare meta – rappresentazioni può agire ostacolando ilprocesso di riconoscimento delle intenzioni comunicative che, nel corso diuna conversazione richiede una veloce ed accurata attribuzione di statimentali.

Tra le anomalie della comunicazione non verbale inoltre vi è la mancanzadei gesti di indicazione, quei gesti volti a mostrare, senza intenzione diottenere, l'oggetto (Surian, 2005).

Deficit del linguaggio

A causa della centralità dei deficit comunicativi nei soggetti con Disturbidello Spettro Autistico (ASD), il miglioramento di questi problemi èl'obiettivo della rieducazione.

Gli studi che attualmente vengono effettuati su questa tematica prendono in esame due tipi di interventi: il primo si interessa del comportamentocomunicativo pre – linguistico che porta alla nascita del linguaggio; ilsecondo esamina gli interventi per i bambini che presentano il linguaggio, ma hanno difficoltà ad usarlo in modo appropriato nell'interazione sociale.