Descrizione e osservazione degli esercizi
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Descrizione e osservazione degli esercizi

Proposte didattiche: "Gli animali vanno a canestro", "Ricerca dell'amico", "A me gli occhi", "Percorso a tempo". Testimonianze dei genitori.

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Descrizione e osservazione degli esercizi

Fase Iniziale o Attivante

Proposta didattica: "Gli animali vanno a canestro"

Sistemati i ragazzi in riga sulla linea di fondo campo (in principio condifficoltà sul semplice concetto di "stare fermi" ed aspettare il segnale dipartenza); si parte a coppie con la consegna di imitare l'animale propostodall'allenatore (es.: come si muove il gambero? Cosa fa di particolare larana? Il serpente?). Arrivati alla linea di metà campo si torna in posturaeretta e si riceve il pallone da un assistente (passaggio lanciato, consegnato,rotolato) e ci si muove palleggiando verso il canestro per concludere con uncanestro.

Proposta didattica: "A me gli occhi"

Tutti con la palla, ognuno si muove liberamente per il campo palleggiando(o facendo rotolare la palla, prima di destro poi successivamente di sinistro),ma tutti devono guardare gli occhi di…(istruttore o altro ragazzo), oppure diun elemento fisso della palestra (canestro, tavolo, porta). Questa èun'esercitazione da proporre prima da fermi e successivamente inmovimento.

Proposta didattica: "Ricerca dell'amico"

Tutti con la palla ed in movimento. Al segnale dell'istruttore si prende "abraccetto" un compagno e si palleggia per il campo. Ad ogni successivosegnale si cambiano le coppie di gioco.

Fase Centrale o Istruente

Proposta didattica: "Percorso a tempo"

Sistemati i ragazzi in fila all'interno di cerchi (definire uno spazio in cui ilragazzo deve stare in attesa del proprio turno. Inizialmente il concetto di"fila" e di attesa sono spesso complessi, ma se perseguiti produconomiglioramenti sensibili e visibili) si parte al segnale e si eseguono, con ilsupporto dell'istruttore, esercitazioni in successione. Stazione 1: lanciare lapalla dentro ad alcuni cerchi appesi al muro posizionati a differenti altezzeda terra.

Stazione 2: lanciare 2 palline da tennis all'interno di un bidone posto ad unpaio di metri di distanza.

Stazione 3: Con una palla morbida abbattere il maggior numero di clavettecon due tentativi (bowling).

Stazione 4: realizzare un canestro.

Proposta didattica: "Facciamolo insieme!"

Premessa: siamo partiti dadelle semplici situazioni – gioco in cui bisognava muoversi fianco a fianco esuccessivamente camminare al ritmo dell'altro; poi siamo passati al camminare e muoversi per il campo a coppie con indicatori precisi (davanti– dietro, prima uno e poi l'altro); in seguito ci siamo aiutati anche con unacorda, legando le caviglie dei ragazzi a due a due per rafforzare l'idea di farequalcosa insieme in modo da non potersi "liberare" della presenza delcompagno. Infine siamo passati all'idea di portare insieme e "fisicamente" lapalla insieme da un lato all'altro del campo e poi nel canestro facendo untiro ciascuno. Si parte a coppie dalla linea di fondo camminando (piano –forte) oppure correndo, a seconda delle indicazione dell'istruttore, fino allalinea dei tre punti sul lato opposto del campo dove è sistemato un bidone edove devo depositare il pallone. Poi si raccoglie nuovamente la palla e ci simuove verso il canestro per il tiro. Il punteggio o il successodell'esercitazione dipende dal risultato di ciascuno.

Testimonianze dei genitori

A chiudere l'esperienza è stata la possibilità di scambiare due parole conalcuni dei genitori presenti, i quali hanno espresso il loro parere riguardol'attività, hanno manifestato grande gioia soprattutto davanti all'entusiasmodei propri figli che ha abbattuto l'iniziale scetticismo, hanno avanzato ancheproposte e consigli per migliorare ulteriormente questo già grandissimo eprezioso lavoro svolto dallo staff..

Genitore 1: "l'esperienza è molto interessante, mio figlio, che ha dellebuone funzionalità, mi sembra che viva bene l'aspetto relazionale, ha unabuona comunicazione con gli istruttori con i quali ha stabilito un rapporto dicomplicità, e con buona parte dei compagni nei confronti dei quali è moltodisponibile all'aiuto e alla collaborazione. Credo comunque che il progettodebba pian piano strutturarsi in modo più completo provando a rispondereall'esigenza del ragazzo autistico di continuare l'esperienza sportiva anche al raggiungimento del diciottesimo anno di età (tappa che determina la finedella partecipazione alla guida diretta della neuropsichiatria infantile); inpoche parole esprimo la necessità per mio figlio e quelli come lui di unpossibile inserimento in gruppi di ragazzi normodotati e perché no anche lasperanza di una possibile partecipazione a delle vere partite di pallacanestro.

Rispetto al lavoro di programmazione mi permetto di consigliare lapresenza di una psicologa comportamentista che, rispetto a quella troppoclinica che ci segue, potrebbe dare ulteriori input specialmente inriferimento alla funzionalità e all'efficacia di certi interventi rispetto adaltri".

Genitore 2: "mio figlio è particolarmente eccitato per questo tipo diesperienza, a casa non vede l'ora di uscire perché ho la sensazione che sidiverta proprio a correre dietro la palla, a prenderla e a lanciarla versocanestro. Ho la sensazione che sia molto gratificato dalle premiazioni chealla fine di ogni seduta di allenamento vengono fatte perché la vive come unpiccolo riconoscimento per un successo.

Una cosa molto positiva che in questi due anni sono riuscito a vedere è lasua capacità di farsi la doccia, vestirsi da solo, asciugarsi i capelli, cosesemplici ma essenziali che faceva fatica a fare costantemente e che inveceadesso esegue con naturalezza e con estrema tranquillità (tra l'altro nondimentica mai l'accappatoio, il bagno schiuma, e una cosa particolare iltappetino per i piedi) mi sembrano piccole cose straordinarie".

Genitore 3: "mio figlio forse non è riuscito a inserirsi benissimo in tutto ilpercorso, lo vive ancora in modo molto ansioso, fa fatica a rispettarel'organizzazione, i tempi del lavoro. Forse anche noi genitori inizialmenteabbiamo vissuto quest'esperienza come uno dei tanti diversivi da poterproporre a nostro figlio senza farci coinvolgere più di tanto in tutta la parte programmatica e organizzativa che adesso abbiamo capito esserefondamentale. In quest'ultimo periodo infatti essendo stati più attenti ariprendere alcuni degli aspetti evidenziati in palestra anche nel quotidianofamiliare abbiamo notato maggiore attenzione da parte del ragazzo esorprendentemente la sua capacità di mettere in relazione le cose.

Probabilmente l'opportunità deve essere sfruttata meglio anche da noigenitori che in qualche modo dobbiamo acquisire la capacità di condividerele esperienze di nostro figlio credendoci di più e facendoci coinvolgere dasubito completamente".

Genitore 4: "non pensavo proprio che mio figlio riuscisse a farsi prendereda questa esperienza. Ero molto scettico e ancora adesso non riesco aviverla con la necessaria serenità; ogni tanto ho la sensazione che lui abbiabisogno di maggiori attenzioni, mi sembra che nel gruppo si perda, sonoansioso e tante volte vorrei intervenire in prima persona ".