Pratica, gestione, accoglienza, spogliatoio, palestra
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Pratica, gestione, accoglienza, spogliatoio, palestra

Una volta cambiati ed usciti dallo spogliatoio, si entra in campo insieme e si dialoga qualche minuto seduti in cerchio a metà campo su quelle che saranno le proposte pratiche dell'allenamento. Fase Finale- Questa è invece quella fase dedicata alle osserv

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Pratica, gestione, accoglienza, spogliatoio, palestra

Le proposte di strutturazione di una seduta di allenamento, hanno tutte ladurata di un'ora, sono calibrate per un gruppo di 8 – 10 ragazzi condifferenti gradi di disabilità cognitive di tipo prevalentemente autistico, esono state sviluppate ed elaborate dall'Allenatore Responsabile del Team diCanestroverso Gabriele Casoretti e rappresentano, praticamente, la sintesidel modus operandi dello staff.

Nota bene: di seguito la spiegazione dei vari momenti dell'allenamento

Accoglienza, spogliatoio, palestra

Accoglienza: Il tutto ha inizio non appena il ragazzo entra inpalestra, dall'ingresso negli spogliatoi fino all'accoglienza, da partedell'istruttore, che è un momento estremamente importante per stabilireimmediatamente un contatto diretto tra allenatore e allievo, per salutarsie per creare un corretto ed adeguato clima psicologico chesuccessivamente sarà utile in fase di apprendimento sul campo.

Parte iniziale, parte centrale, parte finale

Fase Iniziale o Attivante

Una volta cambiati ed usciti dallo spogliatoio, si entra in campo insieme e sidialoga qualche minuto seduti in cerchio a metà campo su quelle chesaranno le proposte pratiche dell'allenamento. In questa fase vengonoeffettuate prove di riscaldamento generale fisico, con particolare attenzionealla mobilità articolare dei singoli ragazzi ed alla stimolazione dell'aspetto dicoordinazione generale; si fanno prove di imitazione visiva, copiando imovimenti dell'istruttore e successivamente di un compagno, prove diimitazione fisica di "come si muovono gli animali", cercando di riprodurrecon il corpo le varie "andature" di animali come, per esempio, la rana, ilgambero, il serpente, ecc., accattivando la loro attenzione in funzione di unobiettivo da raggiungere.

L'obiettivo nell'utilizzo dell'apprendimento per imitazione in questo spazio è quello, di rendere "abili" e protagonisti i ragazzi stessi del giocoche fanno attraverso il canale visivo e per immagini; un canale sensorialemolto diretto, immediato e comprensibile per la maggior parte di loro. Lostaff ha avuto riscontri positivi al termine del primo anno di lavoro, sia nellacapacità di "riconoscere", sia in quella di identificare se stessi ed i compagnidi squadra all'interno di un contesto sportivo.

Ci possono essere varie proposte didattiche in questa fase e vengonoproposte spesso scrivendo la descrizione del gioco su un foglietto,piegandolo ed inserendolo in un sacchetto. Ogni ragazzo pescherà un giocoche sarà proposto a tutti. E' molto importante attribuire un nome a ciascungioco, creando entusiasmo quando viene annunciato un gioco già conosciutoe maggiormente apprezzato.

Fase Centrale o Istruente

Allenamento a lanciare. Colpire bersagli statici a terra, come coni(giochiamo a bowling) oppure bersagli statici appesi al muro (cerchi) odisegnati su di esso, lanciare diverse tipologie di palle sportive di differentepeso e volume, approccio al tiro a canestro ed orientamento delle correttespinte nel lancio (abbassando l'altezza del canestro in funzione della forza dilancio dei ragazzi). Il concetto di "insieme" e di relazione è particolarmentearticolato in questi ragazzi proprio in virtù delle difficoltà, espresseinizialmente, nell'attribuire agli altri pensieri ed intenzioni e nel prevedere lereazioni che questi potrebbero avere.

Lo staff ha ottenuto risultati soddisfacenti sia dal punto fisico che da quelloattentivo di ciascuno, proponendo ogni attività – esercitazione come ungioco a punti che permetteva di raggiungere una virtuale classifica di meritodove, nella fase finale dell'allenamento, avrebbero partecipato a premiazionie riconoscimenti per l'impegno dimostrato.

Fase Finale

Questa è invece quella fase della seduta allenante dedicata alle osservazionigenerali sull'andamento della stessa, con particolari riferimenti agli obiettiviraggiunti sia a livello di gruppo che a livello di singoli, all'impegno diciascuno ed alle comunicazioni pratiche che sussistono all'interno di ognigruppo – squadra. Fatto questo ci si dedica alle premiazioni della giornata,ove ciascun ragazzo riceve un riconoscimento pubblico da partedell'istruttore su un aspetto positivo della sua lezione (canestri realizzati,impegno profuso, attenzione e partecipazione, gare vinte, collaborazionecon i compagni, ecc.) e riceve gli onori dai compagni passandoli tutti inrassegna e dandosi reciprocamente un "cinque".

Terminato il momento "solenne" delle premiazioni, la "cerimonia" si chiudecantando l'inno nazionale; tutti in piedi, in cerchio e con la mano destra sulcuore. I ragazzi, dopo un avvio a rilento, ora hanno tutti imparato l'innod'Italia e iniziano a cantarlo insieme agli operatori in modo piacevole edivertente sentendosi sempre più protagonisti di un momento speciale perloro.

Premiazioni

Le premiazioni finali provocano positive aspettative per la maggior parte deiragazzi ed un profondo senso di gratificazione e di benessere (ci tengono asapere come è andata la loro lezione e che riconoscimento riceveranno).Messo a posto il materiale sportivo, si rientra in spogliatoio per la doccia esuccessivamente per il ritorno a casa.

Saluto

In tutti i gruppi – squadra della scuola di pallacanestro di Modena èdiventata norma e anche buona abitudine quella di finire la seduta diallenamento con tutti che si stringono al centro del campo con le mani che siintrecciano sopra una palla che viene tenuta dal capitano con l'urlo:"1, 2, 3..... INSIEME".

Ho visto con molto piacere che anche i ragazzi del team di "canestroverso"vivono questa fase in modo partecipativo tanto che ho avuto la sensazioneche i ragazzi percepiscano questo momento come significativo di qualcosache abbia senso fatto insieme (forse un primo passo...!)