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Psicodisabilità
Psicologia dell'handicap e della riabilitazione
Il ritardo mentale
Parlando di ritardo mentale non possiamo far riferimento ad una precisa entità clinica, ma ad una sintomatologia predominante quanto comune a differenti stati patologici, che comunque fra loro differiscono per eziologia, gravità e peculiarità.
Attuale classificazione del ritardo mentale
Attualmente, la classificazione sulla quale si tende a convergere è quella formulata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV) dove la persona è definita come affetta da ritardo quando:
- Il suo QI è inferiore a 70
Le altre capacità cognitive in esame nel ritardo mentale
Motricità: i soggetti con ritardo mentale hanno inevitabilmente disagi e ritardi più o meno gravi anche nell’ambito motorio. Tali disagi sono in parte imputabili a deficit di tipo fisico e di controllo neuromotorio, in parte al ritardo cognitivo. In alcune sindromi (es.
Influenza del ritardo mentale su: linguaggio, intelligenza, emozioni
Linguaggio: gli studi compiuti dimostrano la presenza di deficit linguistici sia a carico della comprensione che della produzione, con uno sviluppo rallentato rispetto ai coetanei normodotati. Con l’età, questa problematica diviene sempre più evidente.
Progetti per l'integrazione del soggetto disabile
Lo sviluppo di un progetto per l’integrazione, è finalizzato all’inserimento sociale del soggetto. Condizione necessaria sarà la conoscenza delle caratteristiche connesse alla patologia in atto.
Aspetti psicoevolutivi e neuroevolutivi
Dal punto di vista psicoevolutivo e neuroevolutivo, la ricerca sperimentale concorda con lo stabilire, nel periodo compreso fra gli 0 ed i 3 anni, il momento in cui si gettano le basi costitutive di gran parte delle funzioni psichiche.
Le check list
Nella fascia di età 0-3 anni, e per bambini con grave disabilità, molto utile si è rivelata l’applicazione della BAB Behavior Assessment Battery, concepita nel 1981 per la valutazione di una vasta gamma di comportamenti.
Intervento educativo precoce
Ad ulteriore conferma dell’importanza di un intervento educativo precoce Guralnik (1999) sottolinea come, da una serie di ricerche, emerga che i bambini con sindrome di Down non sottoposti a terapia precoce, denotano una deviazione “in negativo” di anche il 50%.
La famiglia del disabile
Le famiglie con al loro interno un bambino disabile tendono a subire un “disturbo”, un’alterazione degli equilibri alla base di ogni relazione, e funzionali al benessere dei membri che la compongono.
Inserimento ed integrazione scolastica
Inserimento ed integrazione scolastica del bambino disabile hanno conosciuto, in Italia, diverse fasi caratterizzanti.
La scrittura strumentale
La scrittura strumentale è la capacità di scrivere, traducendo in segni che rappresentano fonemi, i desideri e le necessità individuali, o i contenuti di un pensiero, con lo scopo di comunicare conoscenze, esperienze, stati d’animo ecc.
Analisi fonologica
Quando il bambino comprende che la parola scritta rappresenta quella parlata, si concentra nell’attività di analisi fonologica. I bambini che approcciano alla scolarità forti di una conoscenza fra corrispondenza fonemica e parola scritta, generalmente hanno grossi vantaggi.
La lettura funzionale
Sono diverse le problematiche nell'insegnamento della lettura funzionale.
Tra le principali ricordiamo:
- Come intervenire per far apprendere l’abilità di lettura funzionale
Facilitazioni tecnologiche
Oggigiorno, le nuove tecnologie ci vengono in aiuto anche nella fase d’insegnamento ai soggetti disabili, con software che consentono operazioni impensabili sino a poco tempo addietro ed in particolare nel campo della Istruzione Personalizzata (IP).
L'adulto disabile
Al termine del percorso di studi obbligatorio, le famiglie e i soggetti disabili si trovano in una situazione di privazione dei servizi offerti dalla comunità, rischiando di andare in contro ad un processo di regressione.


