Aspetti psicoevolutivi e neuroevolutivi
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Aspetti psicoevolutivi e neuroevolutivi

Aspetti psicoevolutivi e neuroevolutivi, introduzione alle check list, l'intervento precoce.

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Aspetti psicoevolutivi e neuroevolutivi

Dal punto di vista psicoevolutivo e neuroevolutivo, la ricerca sperimentale concorda con lo stabilire, nel periodo compreso fra gli 0 ed i 3 anni, il momento in cui si gettano le basi costitutive di gran parte delle funzioni psichiche. È questo il momento in cui il bambino costruisce le sicurezza personali e l'autostima. Sarà protagonista di una serie di cambiamenti evolutivi determinanti per il futuro processo cognitivo generale e di maturazione della persona.

Nel settore dell'handicap, in questi ultimi tempi, si è assistito ad un riequilibrarsi delle attenzioni volte alla diagnosi precoce ed al trattamento non solo strettamente clinico ma anche psicologico. Si è altresì registrato un miglioramento delle tecniche diagnostiche, delle funzioni di consulenza e delle metodologie di intervento. Tale positiva ricaduta ha influenzato anche gli ambiti legislativi, informativi pedagogici e metodologico didattici. Tenuto conto che, durante i primi 18 mesi lo sviluppo del SNC è in rapido e in costante accrescimento, questo ci fa comprendere l'importanza di una diagnosi, e di un eventuale trattamento, precoce. No solo. In questo periodo si sviluppano i pattern motori che, nel tempo, costituiranno le prassie e che partono dalla possibilità di elaborare i dati sensoriali posti alla base degli analizzatori.

Un bambino "normale" utilizzerà il feed-back nella correzione di tali grossolani pattern, un bambino portatore di handicap avrà maggiori difficoltà in questa fase rischiando di utilizzare per sempre movimenti poco fini ed adeguati ed ostacolando la nascita delle prassie. Lo stabilizzasi di un'attività posturoprassica anormale, avrà ripercussioni negative anche sul piano dello sviluppo emotivo-affettivo del bambino. Diagnosi ed intervento riabilitativo precoce possono parzialmente rimediare a tali effetti negativi. Dal punto di vista operativo si strutturerà un piano di routine che preveda diagnosi e prevenzione attraverso controlli pre e post parto, stima dell'età gestazionale, studio dell'adattamento neonatale.
Nel caso in cui sia in atto un'emergenza neurologica, e verificato il danno cerebrale, si attueranno piani specifici volti a limitare il più possibile il danno. Nei casi in cui la diagnosi precoce sia oggettivamente difficoltosa e complessa (autismo ecc.) spesso non vengono somministrati adeguati interventi generali e psicologici, con grave inibizione delle prospettive riabilitative. Nella pratica sarà molto utile la determinazione del grado di integrità del SNC, tenendo conto dello sviluppo cognitivo, biologico, interattivo e sociale. A tale scopo viene fatto largo uso di scale di sviluppo, attraverso cui le competenze del bambino vengono saggiate e descritte in maniera gerarchica. Tali scale consentono, non solo di esprimere un giudizio oggettivo sull'attuale grado di sviluppo, ma permettono anche una valutazione delle successive abilità cognitive, e potenzialmente sviluppabili, del soggetto.

L'intervento precoce dovrà essere rivolto tanto al bambino quanto alla famiglia. Le varie tappe che riguardano la metodologia di intervento vengono applicate secondo la seguente successione:

  • Analisi e valutazione iniziale
  • Definizione degli obiettivi
  • Attuazione dell'intervento
  • Verifica formativa

Ogni azione valutativa si basa sull'osservazione dei comportamenti nell'ambito di un progetto di studio dove l'osservatore esprime un parere oggettivo e non l'interpretazione di quanto osservato. Ottimo sistema per perseguire tale fine è l'utilizzo di check list o scale di valutazione, che forniscono una visione d'insieme dei problemi del bambino con handicap. Il vantaggio di poter essere utilizzate anche da figure educative non specializzate è un ulteriore punto a loro favore. Nel caso dei bambini, le check list sono, oltre che caratterizzate da un maggiore numero di items, anche di gruppi per la valutazione di singoli settori comportamentali.