La disabilità vista da vicino
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La disabilità vista da vicino

La disabilità è un tema complesso, con un'infinità di problematiche connesse alla persona e all'approccio che il mondo esterno ha con la persona disabile.

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La disabilità vista da vicino

Parlare di disabilità, significa soffermarsi su un tema complesso e denso di significati, ma allo stesso tempo può essere una buona opportunità per avere un piccolo spunto di riflessione da cui partire per guardare con più attenzione una realtà che con le sue particolarità colpisce e incuriosisce, ma spesso frena e intimorisce, perché la "diversità" che si manifesta improvvisamente davanti a noi, ci mette di fronte a delle novità che vorremmo da una parte conoscere, ma che magari per pigrizia e errate convinzioni che si sono radicate nella parte più profonda e nascosta di noi, preferiamo accantonare o categorizzare in modo rapido e deciso.

Ho deciso di scrivere su questo tema non da persona che ha studiato psicologia nel suo percorso di studi, pur essendo la realtà dei fatti, ma in questo caso voglio privilegiare la mia esperienza di vita personale, perché io stessa ho una disabilità e quanto scrivo non è il frutto delle ricerche e delle conoscenze di un'appassionata di settore, ma prende forma grazie a esperienze di vita reale.

Quando una persona, ha una disabilità di qualsiasi natura essa sia, spesso tende ad essere identificata a primo impatto, come un soggetto in difficoltà, che ha necessità particolari a cui bisogna dare una risposta nel modo più veloce e impersonale possibile seguendo "sterili" standard diagnostici, considerando secondo questa prospettiva la disabilità come fenomeno che descrive totalmente e racchiude dentro di sé l'identikit della persona che abbiamo di fronte. Credo che sia fondamentale invece seguire una strada diversa, la persona con cui entriamo in contatto prima di tutto è un individuo con specifiche peculiarità e caratteristiche che non possono essere racchiuse e "inglobate" nella sua disabilità, che seppur presente non è la sola e unica protagonista della sua esistenza.

Quale è allora il modo migliore per rapportarsi con una persona con una disabilità?

Sicuramente non esistono "ricette" da seguire, ma solo dei validi consigli da tenere presente che ci possono aiutare, ma non guidare perché il percorso che facciamo quando andiamo verso l'altro, deve essere il più possibile spontaneo e adeguato alla nostra personalità.

Per entrare realmente in relazione con l'altro è necessario soffermarsi a conoscerlo, decentrarsi dal nostro punto di vista e mettersi nei "panni" dell'altra persona in modo empatico senza atteggiamenti di superiorità ma ponendosi allo stesso livello ed essendo il più possibile genuini e spontanei.

La persona disabile, vive spesso situazioni difficili, perché non solo si deve confrontare con i propri limi, ma deve fare i conti con gli atteggiamenti di chiusura e con i tanti dubbi che le altre persone possono di frequente avere riguardo alle sue reali capacità e potenzialità; Eppure basterebbe veramente poco per evitare questa situazione di disagio, sarebbe sufficiente che ognuno di noi invece di avvalersi di una rapida occhiata per giudicare e farsi un'idea della persona con cui entra in rapporto, spendesse qualche minuto in più del suo prezioso tempo per osservare cosa si nasconde realmente dietro un involucro superficiale; Non è semplice ritagliarsi qualche momento in più per conoscere l'altro nel caos quotidiano, ma penso che valga la pena di impegnarsi e sforzarsi per evitare di provocare con rapidi gesti, sguardi e atteggiamenti, una situazione spiacevole a chi ci sta intorno; basta poco per regalare un sorriso in più.

Sicuramente nel corso degli anni sono cambiate tante cose riguardo alla disabilità, c'è maggiore attenzione rispetto al passato, si utilizzano in modo più adeguato maggiori risorse e sono tante di più le persone che si pongono con una mirata sensibilità nei confronti di chi si trova a convivere con una disabilità; però penso che ancora tanto deve essere fatto per migliorare e migliorarsi in uno scambio reciproco e consapevole.
Chi ha una disabilità, non chiede "corsie preferenziali", sente solo la necessità di essere ascoltato con le proprie peculiarità individuali e vuole essere parte integrante del proprio contesto di vita, con un ruolo attivo e di lotta per essere considerato non solo come una persona svantaggiata a cui la vita ha riservato qualche ostacolo e sorpresa in più, ma come una persona che come tutti gli altri vive a pieno la propria esistenza. Disabilità e diversità per uno strano connubio vengono spesso collegate fra loro, chi è disabile si manifesta con la sua originalità rispetto alla norma e crea scompiglio, perché non "combacia" per le sue specifiche caratteristiche con lo stereotipo di "persona normale", però alla luce di quanto finora esposto è importante che la parola diversità non venga utilizzata e associata a un'altra parola per sottolineare l'espressione negativa e dispregiativa del termine; essere diverso, significa discostarsi dalla norma, ma questo non deve essere considerato di per sé negativo, perché dalla diversità si può e si deve imparare, basta solo non essere troppo distratti e presi da noi stessi.

Mille parole e cento concetti potrebbero sottolineare ancora di più quanto è vasto e variegato il tema della disabilità, ma penso fermamente che quanto è stato detto in queste pagine sia di per sé sufficiente per creare i presupposti per sensibilizzare e cogliere l'attenzione di chi vorrà anche solo per pochi minuti soffermarsi a vedere una diversa prospettiva, che vuol premiare le peculiarità di ogni individuo in modo semplice e genuino senza inutili preconcetti.