La rinascita dell'uomo e il risveglio del corpo
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La rinascita dell'uomo e il risveglio del corpo

Nel panorama culturale dell'Umanesimo, tra gli autori che nelle loro opere affrontarono il tema del corpo e dell'attività fisica, ricordiamo Pier Paolo Vergerio e Vittorino da Feltre.

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La rinascita dell'uomo e il risveglio del corpo

L'Umanesimo rappresentò il punto di partenza di un processo che propose un nuovo modo di concepire la cultura, riscoprendo e valorizzando l'individuo nella sua dimensione unitaria e inscindibile di anima e corpo. Sullo sfondo di questo nuovo panorama culturale si svilupparono nuovi metodi di insegnamento-apprendimento, nel tentativo di dare ai fanciulli un'educazione globale che comprendesse non solo lo sviluppo delle facoltà cognitive, ma anche delle potenzialità fisico-motorie. In questo periodo infatti si parlò di educazione umanistica perché si fece riferimento all'uomo nella sua integrità fisica, psichica, culturale e spirituale, assistendo ad una vera e propria rivoluzione che coinvolse ogni aspetto del contesto scolastico. Sorsero numerose scuole pubbliche, cambiarono metodi e contenuti, si svilupparono nuovi insegnamenti, anche se si continuò ad insegnare con i vecchi metodi e le vecchie grammatiche. Questo periodo provocò una riconsiderazione della ginnastica intesa non più come strumento di preparazione alla guerra, ma come fondamento dell'educazione e della formazione del fisico, rivalutando quella dimensione corporea per lungo tempo estromessa dal processo educativo. Nel panorama culturale dell'Umanesimo, tra gli autori che nelle loro opere affrontarono il tema del corpo e dell'attività fisica, ricordiamo Pier Paolo Vergerio (1) eVittorino da Feltre(2).

Vergerio assegnò all'educazione un compito importante: formare i fanciulli alle virtù, attraverso la ricerca di un equilibrio perfetto tra la cura del corpo e la cura dell'anima. Lo sviluppo delle virtù, infatti, non riguardò solo l'anima, ma coinvolse anche il corpo che avrebbe dovuto essere educato e curato non solo attraverso pratiche di carattere igienico, ma anche attraverso un'educazione fisica strettamente collegata all'istruzione militare. Le attività educative in questa visione vennero integrate ed alternate a passatempi come la caccia, la pesca, l'equitazione, le passeggiate e i giochi con la palla che rilassavano, ma nello stesso tempo, grazie all'azione del movimento, rassodavano le membra del corpo (3).

Il pensiero di Vittorino da Feltre seguì un orientamento differente, fissando gli scopi dell'educazione fisica in un contesto più ampio che considerò come fondamenti della persona umana il corpo, il cuore e lo spirito. Vittorino mirò ad uno sviluppo armonico della personalità attraverso l'attività intellettuale e l'esercizio fisico; la pratica della ginnastica, da questo punto di vista, risultò fondamentale per la cura del corpo in quanto consentiva di allontanare dai vizi dell'ozio, accrescendo il vigore e migliorando la salute e le funzioni organiche e mentali (4). Per realizzare le sue teorie, Vittorino istituì la "Casa Giocosa", un complesso di edifici scolastici concepiti come un luogo ideale dove poter realizzare il processo educativo e dove i fanciulli avevano a disposizione dei locali da poter utilizzare esclusivamente per l'esercizio dell'educazione fisica. L'attività corporea, secondo il modello di Vittorino da Feltre, era fondamentale per ogni essere umano sin da piccolo in quanto chi "tende a far d'un fanciullo un uomo perfetto, prima di coltivare lo spirito deve studiarsi e far sì che il corpo di lui si trovi e si mantenga in quello stato di sanità e di robustezza che è necessario. Secondo Vittorino, lo sviluppo fisico di ogni fanciullo doveva essere guidato da esercizi fisici quotidiani che fortificavano il corpo e accrescevano sia l'energia fisica che la forza morale di ogni persona.

Nel Rinascimento si diffuse una riscoperta dell'educazione fisica ispirata ai modelli classici greci e romani. Tra gli autori rinascimentali più originali và ricordato Niccolò Machiavelli (5) che dedicò molte sue opere al tema dell'educazione fisica.

Girolamo Mercuriale (6) fu considerato l'iniziatore della moderna concezione dell'educazione fisica e rilanciò le teorie di Galeno (7), sostenendo e riproponendo il valore (non ultimo quello igienico-sanitario) della ginnastica, sostenendo che "un tempo all'arte della ginnastica veniva attribuito un alto valore; oggi essa è una arte oscura e quasi distrutta. Mi ripropongo di rimetterla in luce (8). Mercuriale dedicò alla ginnastica medica un'intera opera intitolata De Arte Gymnastica, che può essere considerata il primo trattato storico sull'educazione fisica, per la ricchezza di fonti esaminate per approfondire lo studio della ginnastica antica, descrivendola nelle sue divisioni e nei suoi aspetti fondamentali. Nei primi tre libri, venne effettuata dall'autore una disamina storica relativa alla ginnastica greco-romana, mentre negli ultimi tre libri, vennero analizzati gli aspetti medici della ginnastica, evidenziando i vantaggi che derivavano dalla pratica di esercizi fisici. Mercuriale non definì la ginnastica come scienza, bensì come un'arte che ha un proprio oggetto d'indagine, in quanto "la ginnastica è una disciplina con oggetto la natura e la proprietà degli esercizi fisici, e che prescrive la maniera e le regole di farne uso ai fini della buona salute e di una sana costituzione fisica … la ginnastica suppone un corpo sano e si sforza di generare in esso una buona costituzione e di conservarla … la ginnastica, che è fine a se stessa e che è parte della scienza medica, ha come scopo soltanto che gli uomini con l'aiuto di regolati esercizi acquistino la sanità e la conservino formando una robusta costituzione (9). Mercuriale individuò tre forme di ginnastica:

  • militare, caratterizzata da esercizi violenti finalizzati a rendere i giovani abili nell'uso delle armi;
  • atletica, volta a far conseguire agli atleti forza e abilità;
  • medica, relativa alla medicina conservativa, che aveva come scopo la conservazione dello stato di salute del corpo per raggiungere una perfetta costituzione fisica.

Egli considerò la ginnastica militare come una necessità inevitabile, condannò la ginnastica atletica per il predominio del corpo sullo spirito ed appoggiò incondizionatamente la ginnastica medica. Negli ultimi tre libri, Mercuriale trattò esclusivamente la ginnastica medica, identificando le qualità fisiche necessarie per praticare i diversi esercizi in rapporto alle implicazioni fisiologiche ed alle finalità terapeutiche di ognuno e facendo riferimento alla relazione tra esercizi ginnici e condizioni fisiche del soggetto che li pratica. In tal senso l'autore distinse tre tipologie di soggetti:

  • i sani che possono fare ginnastica senza problemi;
  • i malati, ai quali bisogna applicare la ginnastica con assoluta cautela, localizzandola a quelle parti del corpo che si vogliono mobilizzare;
  • i neutri rappresentati da vecchi o persone convalescenti che possono praticare esercizi graduali in relazione alle loro condizioni (10).

Infine, l'autore individuò alcune attività motorio-sportive come passeggio, corsa, salto, gioco con la palla, sollevamento pesi, lotta, pugilato, nuoto, equitazione, la cui pratica poteva apportare benefici alla salute dei soggetti.Nella prospettiva scientifica di Mercuriale, l'apprezzamento dei molteplici benefici che potevano derivare dalla pratica di attività motorie affermò la nuova concezione che gli umanisti ebbero dell'uomo: corpo e anima erano considerati un tutt'uno e il benessere dell'uomo derivava quindi dall'armonia delle sue componenti interne e dall'equilibrio delle funzioni del corpo. A Mercuriale si deve il merito non solo di aver anticipato il concetto che movimento, volontà e scopo sono i requisiti fondamentali dell'esercizio fisico, ma anche di aver formulato con criticità e in modo tecnicamente perfetto quella serie di norme che stanno alla base della ginnastica medica.

La rivoluzione pedagogica operata dal Rinascimento favorì il ritorno a scuola di quella che ancora non si chiamava educazione fisica, ma ginnastica che si fondava sul riconoscimento e sul riscatto del corpo, autonomo rispetto all'anima. L'età umanistico- rinascimentale rappresentò non solo un forte momento di teorizzazione dell'educazione fisica, ma fu anche un'età che vide la diffusione e la successiva normatizzazione di molte pratiche sportive emerse nel Medioevo che si diffusero in Europa, gettando le basi dei moderni giochi di squadra. In questo periodo si svilupparono numerosi giochi con la palla dai quali probabilmente derivarono il calcio e il rugby; si svilupparono molte attività legate soprattutto all'arte della guerra come la corsa, il salto in alto, il pugilato, la lotta, la scherma e l'equitazione. La evoluzione umanistico-rinascimentale coinvolse soprattutto l'universo infantile e femminile e il gioco fu concepito come divertimento per il bambino e fu proposto come attività educativa. Tra i giochi più comuni si diffusero la mosca cieca, il catturare farfalle o lucertole e la lotta per strada e si svilupparono attività ludiche connesse ad alcuni attrezzi come le altalene, gli aquiloni, le trottole ed i birilli (11). Per quanto riguarda le donne, non si sviluppò una specifica educazione fisica femminile, ma iniziarono a diffondersi presso le corti del 400 i balli e le pratiche didattiche codificate che avrebbero fatto da base alla danza classica del 700.

In conclusione, quindi, si può affermare che "l'età umanistico-rinascimentale si caratterizza per tre elementi: l'unità di anima e corpo, l'unita' dei processi educativi, la nascita di una ginnastica pedagogica…

Il corpo fortificato dagli esercizi è meglio preparato allo studio e al compimento del dovere, lo spirito ben formato può disciplinare il corpo incanalandone le energie verso uno sviluppo armonico…

Si assiste alla nascita di una ginnastica pedagogica, di una educazione fisica come momento formativo della persona, valido di per se stesso anche se non finalizzato utilitaristicamente.

Complementare a ciò fu la diffusione dei giochi della tradizione medievale, sia tra le classi popolari sia tra gli aristocratici, per cui si andò radicando nel nascente spirito europeo ed occidentale un clima favorevole alla dimensione ludica, individuale e di squadra".

  • 1Pier Paolo Vergerio (1370 – 1444). Teologo, vescovo cattolico italiano, successivamente passato al protestantesimo. Terminati gli studi di giurisprudenza a Padova diventa notaio, ma dopo la morte della moglie si fa sacerdote. Nel 536 diventa vescovo di Modrussa e poco dopo di Capodistria. In seguito ai numerosi contatti con i protestanti iniziò ad accettare le loro idee, ma quando iniziò a diffondere le idee protestanti fu indagato dall'inquisizione.
  • 2Vittorino da Feltre (1378 – 1446). Umanista ed educatore italiano studiò a Padova alla facoltà delle arti. Trasferitosi a Venezia studiò greco con Guarino dè Guarini. Nel 1423 fu chiamato da Gianfrancesco Gonzaga a Mantova, dove fondò una scuola-convitto in una delle ville dei Gonzaga: la casa giocosa dove si proponeva di fondere educazione fisica e formazione spirituale.
  • 3Cfr., ivi
  • 4Cfr., Ulmann, J. (1967).
  • 5Niccolò Machiavelli (1469- 1527). Scrittore e uomo politico. Segretario della repubblica fiorentina, ebbe incarichi politici e diplomatici in Italia e all'estero. Tra le sue opere più importanti: Il Principe, i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, L'arte della guerra. Egli è stato considerato un tipico esempio di uomo rinascimentale; da lui deriva il termine machiavellismo volto ad indicare un'intelligenza acuta e sottile, ma anche spregiudicata.
  • 6Girolamo Mercuriale ( 1530- 1606). Medico e umanista, operò presso diverse università italiane tra le quali Padova; fu medico presso la corte di Massimiliano II d'Asburgo a Vienna. L'opera più importante fu Artis Gymnasticae apud antiquos celeberrimae, nostris temporibus ignorate pubblicata nel 1569 in sei libri a Venezia. Il testo ebbe molto successo tanto che ne fu composta una nuova edizione con il titolo De Arte Gymnasticae, ristampata più volte registrando sempre un notevole successo.
  • 7Galeno di Pergamo (129 – 216) è stato un medico greco antico ellenista, i cui punti di vista hanno dominato la medicina europea per più di mille anni.
  • 8Mercuriale, G., a cura di Galante, I. (1960). De Arte Gymnastica. Torino: Banco S.Spirito
  • 9Mercuriale, G. De Arte Gymnastica. Libro I (Citato da Barbieri, N. (2002). Dalla ginnastica antica allo sport contemporaneo. Padova
  • 10cfr., Marcelli, M. (1975). Op.
  • 11cfr., Barbieri, N. (2002). Dalla ginnastica antica allo sport contemporaneo. Padova: Cleup,