Sport e difficoltà di apprendimento, conclusioni
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Sport e difficoltà di apprendimento, conclusioni

La produttività sul piano dell'apprendimento è stata misurata sull'esperienza corporea che ha messo in comunicazione lo stile cognitivo di ogni singolo alunno, la struttura delle conoscenze e delle operazioni intellettuali e motorie necessarie.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Sport e difficoltà di apprendimento, conclusioni

Il valore formativo delle attività ludico-motorie e sportive è stato rivalutato in forma determinante grazie agli avanzamenti della ricerca scientifica negli ultimi decenni, ampliando il campo di azione dell'esperienza corporea ed evidenziando il suo stretto rapporto con la dimensione emozionale ed i processi cognitivi.

In particolare i contributi che provengono dal campo delle bio-neuro-scienze forniscono oggi possibili interpretazioni sulla complessità della dimensione individuale, del rapporto tra soggetto e apprendimento, cercando di modellare l'azione didattica, riproponendo le diverse informazioni arricchite dall'inventario dei possibili stimoli sensoriali ad esse collegati, richiedendo al corpo di diventare protagonista del processo di insegnamento apprendimento.

Un filone di ricerca scientifica indirizzato ad investigare i rapporti tra didattica, corpo, azione e cognizione, si avvale, dunque, di un approccio interdisciplinare, della concorrenza di settori disciplinari diversi, in alcuni casi apparentemente contrapposti, consentendo di superare l'artificioso confine tra le discipline a vantaggio di una conoscenza che educhi ad un pensiero complesso capace di sviluppare negli addetti ai lavori del mondo dell'educazione e della formazione un'attitudine all'analisi ed alla risoluzione dei problemi da più prospettive.

La didattica e la ricerca educativa in questo campo richiedono una competenza scientifica e didattica che coniughi conoscenze e competenze psico-pedagogiche, storico-filosofiche, biologiche e mediche, metodologiche e didattiche, con un vero approccio sistemico riconducibile ad una visione neuroscientifica dei processi formativi.

La molteplicità di saperi e di scienze con propri statuti autonomi può fare della ricerca in campo educativo, e nello specifico del settore delle scienze motorie, un iter investigativo flessibile e aperto all'analisi di ogni situazione problematica.

I risultati hanno dunque evidenziato che alcuni obiettivi educativi, tradizionalmente oggetto del dibattito pedagogico sulle pratiche di insegnamento più efficaci, sono conseguibili anche attraverso metodologie didattiche alternative da integrare alla comunicazione diretta da parte dell'insegnante e all'uso dei libri di testo.

La produttività sul piano dell'apprendimento delle metodologie didattiche proposte è stata misurata sulla significatività dell'esperienza corporea di facilitare l'organizzazione di un sistema di relazioni che ha messo in comunicazione lo stile cognitivo di ogni singolo alunno, la struttura delle conoscenze da acquisire e l'insieme delle operazioni intellettuali e motorie necessarie all'incorporazione del contenuto dell'apprendimento nella struttura conoscitiva di ogni singolo alunno.

I materiali di apprendimento che sono stati oggetto di esplorazioni attive e di partecipazione effettiva e immagazzinati in maniera significativa nella memoria attraverso meccanismi associativi che hanno visto il protagonismo del corpo e delle sue potenzialità motorie hanno acquistato senso e produttività all'interno della matrice cognitiva degli allievi attraverso gli itinerari didattici proposti che hanno facilitato l'acquisizione di nuove conoscenze e di abilità funzionali anche ad una piena integrazione degli alunni diversamente abili nel contesto scolastico.

Si è trattato, nello specifico, di impiegare le potenzialità corporee e motorie dei soggetti destinatari dell'azione formativa come strategie cognitive e relazionali attraverso una valutazione degli effetti prodotti sulla memoria e sul benessere psico- fisico individuale attraverso un'esperienza di apprendimento che ha coinvolto ciascun alunno naturalmente già dotato di un proprio bagaglio di conoscenze, di un proprio stile cognitivo e soprattutto di modalità singolari di risoluzione di situazioni problematiche.

La consapevolezza della non generalizzabilità dei risultati emersi ha indotto però a trarre la conclusione che non esiste un metodo didattico ottimale e definitivo che possa dare risultati positivi e costanti in differenti contesti di apprendimento, con qualsiasi alunno o insegnante, ma che è consigliabile considerare alternative metodologiche nella progettazione degli interventi formativi che tengano conto delle potenzialità del corpo e del movimento nell'accesso alla conoscenza.

La necessità di considerare i diversi stili cognitivi e di apprendimento nella popolazione scolastica impone di variare non solo i materiali ma anche i metodi didattici in modo da allargare lo spettro delle possibilità di accesso alle conoscenze soprattutto in presenza di alunni diversamente abili.

Ciò suggerisce una riattualizzazione del pensiero già espresso da diversi autori che hanno evidenziato che "poiché non sappiamo ancora esattamente quali metodi siano più adeguati al raggiungimento di determinati obiettivi, quando scegliamo di usarne uno o più di uno, avanziamo un'ipotesi da verificare e soltanto nella fase di valutazione possiamo dire se è valida.

Ciò permette di allargare il ventaglio delle possibilità di scelta da parte dei docenti e di adottare con variabilità e flessibilità alternative metodologiche che si può ritenere, con un buon grado di certezza, che possono costituire strumenti didattici efficaci nella progettazione degli itinerari formativi per ciascun allievo.

La sperimentazione condotta, dunque, ha fornito il proprio contributo alla ricerca didattica orientata all'individuazione di possibili strategie per rendere più efficace l'insegnamento in risposta ai problemi e alle domande emergenti da chi è costantemente impegnato nell'azione educativa senza la pretesa di indicare metodologie universali e pertanto uniche, ma suggerendo attraverso le evidenze empiriche e la significatività dei risultati, supportati da una specifica teoria di riferimento, itinerari formativi collegati agli obiettivi da raggiungere e ai contenuti da proporre.