Il rilassamento nel Mental Training
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Il rilassamento nel Mental Training

A cosa serve il rilassamento ed in che modo può aiutare l'atleta in allenamento e in gara? Tecniche di rilassamento: le due categorie di appartenenza (Musle to mind, Mind to muscle)

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Il rilassamento nel Mental Training

Il rilassamento è una condizione che chiunque di noi conosce ed ha sperimentato nel corso della vita. Nella pratica non sportiva, è una tecnica che viene utilizzata per il recupero delle energie fisiche e mentali, attraverso l'induzione di uno stato di calma e l'eliminazione di ogni forma di tensione psicofisica.

Nel Mental Training, il suo utilizzo ha lo scopo di sviluppare nell'atleta la capacità di autocontrollo, al fine di ridurre quelle emozioni che ostacolano l'apprendimento in allenamento e le prestazioni in gara, facilitando l'utilizzo di comportamenti, pensieri e sentimenti adeguati all'attività che si vuole svolgere.

Tali condizioni vanno così a determinare un incremento della fiducia in se stessi e l'aumento della concentrazione. Inoltre, aiuta lo sportivo ad apprendere ed affinare gradualmente le capacità di auto-percezione, facilitando il raggiungere una migliore consapevolezza corporea.

Varie sono le tecniche di rilassamento utilizzate. Queste possono, per semplicità, essere divise in due categorie:

  • Le tecniche Muscle to mind, cioè che partono dal corpo per raggiungere una stato di rilassamento dal fisico al mentale. Fra i tanti, fa parte di questo gruppo il rilassamento progressivo muscolare di Jacobson (1929). Questa è una tecnica che consiste nel porgere in sequenza l'attenzione su specifici gruppi muscolari, mantenendoli in tensione per cinque secondi prima di rilasciarli. Attraverso la contrazione volontaria si ottiene una certa consapevolezza alla tensione muscolare e la fase seguente di rilassamento viene vissuta, per contrasto, molto piacevolmente
  • Le tecniche Mind to muscle, che invece prediligono un approccio mentale per attivare una risposta psico-biologica di rilassamento. Tra queste abbiamo il Training Autogeno di Schultz elaborato da J. H. Schultz attorno al 1930. Questa strategia di rilassamento trae ispirazione sia dall'ipnosi sia da tecniche meditative orientali quali lo Yoga. Consiste nell'apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica finalizzati a migliorare l'equilibrio neurovegetativo, la funzionalità vascolare e il tono muscolare, nonché a indurre modificazioni dello stato di coscienza

Le tecniche di rilassamento vanno presentate all'atleta come l'opposto dell'azione poiché, come detto prima, in esse prevalgono i processi di recupero dell'energia, mentre nell'azione sono attive tutte quelle funzioni che garantiscono un dispendio energetico. Ciò significa che il loro utilizzo è indicato durante periodi o sessioni di intenso allenamento per il recupero delle energie, o nella gestione dell'intervallo fra due gare ravvicinate, facilitando il recupero dallo stress agonistico. Inoltre, il rilassamento è anche il chiaro opposto dell'attivazione psicofisica, dunque da utilizzare tutte quelle volte in cui la pratica sportiva porta a vivere momenti di stress ed ansia, determinando così una condizione di benessere e calma mentale che favorisce la competizione. Ciò avviene poiché i meccanismi neurologici che vengono chiamati in causa nel rilassamento, sono gli stessi che risentono della reciproca influenza tra affettività, risposte neurovegetative e attività neuromuscolare. Il corpo spesso porta i segni dei turbamenti emotivi. Sudorazione, tachicardia, tremori, alterazioni gastrointestinali, sono di frequente legate, in assenza di cause mediche dimostrabili, ad insicurezza, ansia, stress e rabbia.

Naturalmente, per poter usufruire dei possibili benefici del rilassamento, occorre acquisirne la padronanza attraverso l'allenamento quotidiano. Il rilassamento è una tecnica che si impara e non necessita di caratteristiche psicologiche particolari. Richiede di esercitarsi in modo costante, regolare e quotidiano, traendo soddisfazione e piacere dallo svolgimento di questa attività. Allenarsi nel rilassamento significa apprendere gradualmente una serie di passaggi consequenziali che portano ad una concentrazione psichica passiva o attiva dello sportivo, a seconda della tecnica (Gramaccioni, Robazza, Bortoli, 1994). Una volta imparati da un trainer, le modalità di esecuzione del metodo di rilassamento prescelto, l'abilità di rilassarsi necessita di sedute di allenamento di dieci minuti circa, da portare avanti con costanza per un periodo tale da acquisirne la totale padronanza. Per un atleta che ha imparato a rilassarsi, saranno sufficienti pochi minuti per entrare in questo stato.