Training Autogeno: il legame tra mente e corpo come terapia
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

Training Autogeno: il legame tra mente e corpo come terapia

Il Training Autogeno, nato nella prima metà del XX secolo, è una valida terapia contro gli stati di ansia, nervosismo, insonnia, esaurimento nervoso, e anche per combattere la dipendenza da alcool o fumo.

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Training Autogeno: il legame tra mente e corpo come terapia

Parliamo di Training autogeno riferendoci ad un metodo di autosuggestione usata in campo medico e psichiatrico, come valida terapia contro gli stati di ansia, nervosismo, insonnia, esaurimento nervoso, e anche per combattere la dipendenza da alcool o fumo. Nasce nella prima metà del ventesimo secolo, ad opera dello psichiatra e neurologo Schultz e, da allora, tale tecnica ha avuto un'enorme diffusione in tutto il mondo. Al giorno d'oggi un soggetto su 4 soffre di insonnia, uno su dieci accusa disturbi digestivi, uno su due soffre di nevrosi cardiaca e ancora uno su venti ha problematiche respiratorie a causa della vita sedentaria. Questi sono solo alcuni casi, figli dei nostri tempi, in cui si vive ad un ritmo accelerato, scandito da scadenze, impegni, preoccupazioni.

In diretta comunicazione con tale frenesia, quindi, troviamo le relative abitudini scorrette, come i pasti abbondanti, fumo, alcol, sedentarietà, quasi tutti inesistenti molto tempo fa. Se a questo quadro generale della vita odierna aggiungiamo anche i i fattori ambientali, ne ricaviamo una realtà fatta di negatività e stress.

Ecco spiegato il motivo per cui molte persone, pur non essendo malate fisicamente, accusano disturbi che, alla lunga, vengono somatizzati. L'errore che si rischia di fare spesso è quello di affidarci alle cure farmacologiche, senza però ricercare le vere cause del malessere.

I nostri organi provano costantemente a comunicare con noi, tramite segnali che, se ignorati, possono trasformarsi in malattia. Nel campo della psicologia, da molti anni ormai, ha riscosso successo l'arte della suggestione, utile per intervenire nella cura di alcune patologie che originano dal rapporto corpo-mente.

In particolare, il training autogeno è una sorta di autoipnosi in cui però non si perde mai il controllo, ma ci si porta in una dimensione nella quale si ha la possibilità di conoscere più intimamente il proprio corpo e diventare consapevoli dei propri limiti. Si attraverserà una fase dedicata alla respirazione, poi alle sensazioni, all'immaginazione e alla concentrazione; per quanto sia stato definito molto efficace nel campo del rilassamento, il training autogeno è anche consigliato alle gestanti, affinché vivano il parto con minore sofferenza.

Il training autogeno è una metodica costituita da una serie di esercizi che si riferiscono a sei differenti sistemi fisiologici: muscolare, cardiaco, respiratorio, cefalico, addominale, vascolare.

Riguardo il primo, si andrà a rilassare la muscolatura striata e liscia, tramite la consapevolezza di uno stato di pesantezza fisica; con l'esercizio del calore, si lavorerà sulla vasodilatazione periferica con aumento del flusso sanguigno; l'esercizio del cuore aiuterà il suo funzionamento, analogamente all'esercizio del respiro; quello relativo al plesso solare produrrà un aumento della circolazione sanguigna in tutti gli organi interni; l'esercizio della fronte fresca aiuterà ad eliminare mal di testa, provocato dalla vasocostrizione nella regione encefalica.

L'esercizio può essere svolto con l'aiuto del terapista o anche in solitudine, grazie ad un nastro registrato; l'importante è rimanere tranquilli e rilassati, scegliere una fascia orario in cui sia efficiente la capacità intellettiva e minima quella fisica; l'ideale sarebbe mezz'ora dopo il rientro dal lavoro, creando un'atmosfera adatta, di completa distensione e liberi anche da abbigliamento costrittivo, da rumori fastidiosi e da qualsiasi altra fonte di disturbo. Così, si può iniziare la seduta: posizione supina, occhi chiusi e ascoltando la voce del terapista (o del nastro); come primo step, si darà rilevanza alla pesantezza del corpo, rimandando alla mente un distretto fisico alla volta: questo per indurre vasodilatazione, calma e rilassamento che provocheranno una sensazione di calore. Di se guito, ci si rivolge all'organo o a più organi sofferenti, poi ci si concentra sugli arti, distinguendoli in superiori e inferiori, destri e sinistri. Si effettua un viaggio nel proprio corpo come se fossimo in un'altra dimensione, soffermandoci sulla sensazione del caldo, del benessere e della positività. Alla fine della seduta, si riprende pian piano la via del normale stato di veglia, con una sorta di conto alla rovescia che dall'interiorizzazione ci riporta alla realtà.

È sufficiente un quarto d'ora al giorno, anche solo per rigenerarsi. Con la costante pratica del Training autogeno, si giungerà con facilità ad un miglior autocontrollo in determinate situazioni, che prima si pensava di non riuscire a sostenere; si avrà quindi un aumento dell'autostima, maggior sicurezza e fiducia in se stessi, la capacità di essere calmi e distesi e soprattutto lo stress psico- fisico non si scaricherà completamente sugli organi, ma troverà una valvola di sfogo a livello mentale. I benefici di questa tecnica possono essere tratti da chiunque, non ci sono limiti di età, e non presenta controindicazioni; anzi, è altamente consigliato a soggetti che per vari motivi non riescono a sostenere i ritmi di vita stressanti, con il rischio di soffrire di patologie legate a tale stato di malessere; o ancora a soggetti che soffrono di insonnia, a nsia, attacchi di panico, irritabilità o solo per migliorare la concentrazione.

Concludo affermando che il Training autogeno è una tecnica di rilassamento efficace che mira a riequilibrare la relazione tra mente e corpo, sottolineando come quest'ultimo comunichi il suo stato sia di benessere che di stress servendosi di segnali che non devono essere sottovalutati.