Altri disturbi del comportamento alimentare
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Altri disturbi del comportamento alimentare

Le altre forme di disturbi alimentari. Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare un unico disturbo, ma vi è una combinazione dei sintomi delle patologie riportate nella pagina precedente (in questo caso si parla di EDNOS)

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La lista dei disturbi alimentari (nella pagina precedente abbiamo parlato di: anoressia, bulimia, binge eating disorder, obesità, ortoressia, vigoressia) non si esaurisce qui. Esiste una serie molto numerosa di persone che conducono apparentemente una vita normale e, pur presentando alcuni comportamenti stravaganti rispetto al modo di alimentarsi, non ne sono nemmeno consapevoli. Qualsiasi siano le azioni particolari che queste persone agiscono rispetto al cibo, sono peculiari il continuo "dieting", cioè il perpetuo tentare di stare a dieta ed i pensieri costanti relativi al proprio peso ed alla propria forma fisica.

L'obesità non è un disturno alimentare

L'obesità è sempre più spesso segnalata tra i disturbi del comportamento alimentare, ma non ne fa parte: ne rappresenta una causa potenziale. Questo significa che le persone obese possono essere affette da un disturbo della condotta alimentare, in particolare da Binge Eating. Secondo l'Organizzazione Mondiale di Sanità l'obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo dovuto all'accumulo di tessuto adiposo, in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute. Ciò si verifica in particolare quando gli introiti calorici eccedono le reali esigenze metaboliche, cioè quando si mangia davvero troppo rispetto a quanto richiede il fisico e a quanto si riesce a bruciare attraverso l'attività fisica. Nel paziente obeso, le molecole di grasso (gli adipociti) presenti nel tessuto adiposo moltiplicano il proprio volume proprio a causa della grande quantità di energia immagazzinata col cibo. In termini biomedici, è possibile calcolare il tipo di obesità attraverso l'indice di massa corporea (IMC): si ottiene così, per valori compresi tra 30 e 34,99 obesità di primo livello; tra 35 e 39,99 obesità di secondo livello; per valori a partire da 40, obesità di terzo livello. Infine, per valori a partire da 50, si è coniato il termine di paziente super-obeso.

Ci siete anche voi?

Vi siete riconosciuti in qualcuno di questi? O forse in più di uno? Beh, non è infrequente riconoscersi in più di un disturbo. Ciò accade per almeno due ragioni. La prima è che si tratta di condotte alimentari che vanno immaginate su una linea continua, l'una vicina all'altra. Accade spesso, purtroppo, che persone che in gioventù avevano sofferto di anoressia, si ritrovino a trent'anni affette da bulimia. Quindi i vari disturbi possono evolvere gli uni negli altri.

La seconda ragione risiede nel fatto che esistono tutta una serie di altre alterazioni del comportamento alimentare affini a quelle fin ora descritte che vengono dette EDNOS (Eating Disorder Not Otherwise Specified), ovvero disturbi della sfera alimentare non altrimenti specificati. La loro caratteristica è quella di essere costituite da una quantità variabile di sintomi presi, apparentemente senza una logica, dalle altre patologie alimentari meglio conosciute. L'esperienza clinica dimostra che la maggior parte dei pazienti appartiene a questa grande e mal specificata categoria, piuttosto che alle patologie sopra elencate.

Un'altra peculiarità che accomuna le persone affette da disturbi alimentari è l'egosintonicità della patologia. In altri termini, i soggetti non solo non si rendono conto di essere malati, ma pensano che le proprie idee nei confronti del cibo siano corrette e li aiutino a stare meglio. Quindi non hanno alcuna intenzione di guarire.

Concludendo, se pensate di essere affetti da un disturbo alimentare, sappiate che il vostro problema si può risolvere rivolgendovi ad un terapeuta esperto in quest'ambito.