Basta parlare di diete
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Basta parlare di diete

Il circolo vizioso della dieta. Lo stress psicologico che comporta mantenere per un lungo periodo di tempo la tensione alta sull'argomento cibo.

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Basta parlare di diete! Non vuole essere uno slogan per impressionarvi, ma è la realtà dei fatti: smettiamola di parlare di diete, di farci ossessionare dalle diete, di informarci su quali diete vanno di moda, quali diete fare prima dell'estate… Basta! Una volta ancora dovete sgomberare la mente da questi pensieri. Da tutto quello che ha a che fare col cibo. Per tutte le altre attività che svolgiamo quotidianamente, abbiamo forse la stessa mania persecutoria? Gli stessi pensieri fissi? È dimostrato: più pensiamo ad una cosa, più ci ritroviamo a che fare con questa. Quindi più pensiamo al cibo (sia a mangiarlo che a non mangiarlo) più finiremo con l'avere qualche tentazione.

E basta anche fare le diete! A meno che da un'attenta alimentazione non dipenda il vostro stato di salute, come nel caso del diabete o di gravi disturbi cardiaci, sappiate che quando seguite una dieta, dovete ovviamente sottostare ad alcune regole ferree che non possono assolutamente essere trasgredite:

  • mangiare solo i cibi che sono prescritti e nient'altro
  • mangiare unicamente la quantità di cibo indicata e non qualcosa di più
  • mangiare seguendo una tabella di orari: non potete cioè consumare tutto in un pasto, ma dovete ovviamente suddividerlo in tre pasti principali e, in genere, due spuntini
  • continuare quel tipo di alimentazione per un tempo più o meno lungo: un mese, tre mesi, sei mesi!

Contemporaneamente dovete effettuare un costante esercizio di automonitoraggio su voi stessi, cioè un capillare controllo sulla vostra forza di volontà in quanto, non dovete cedere, mai, alle tentazioni che provengono da una serie infinita di fonti che non potete controllare:

  • pubblicità in televisione trasmessa ad hoc all'ora dei pasti
  • i vostri familiari che consumano cibi diversi dai vostri e più appetitosi
  • profumi meravigliosi che escono dai negozi di panetteria, bar, alimentari, fast food e venditori ambulanti
  • vetrine di pasticceria
  • cibi che maneggiate direttamente perché li preparate per i vostri familiari

E poi c'è il vostro stomaco che brontola, i vostri amici che vi invitano a cena fuori, il compleanno di vostro figlio, il vostro compleanno, le feste comandate, gli assaggini al supermercato che vi prendono impreparati perché non ve li aspettavate. Dovete sempre controllarvi, programmare il vostro tempo, dovete preparare in anticipo i vostri pasti per portarli in ufficio. Insomma non potete mai allentare la tensione, mai rilassarvi un attimo, altrimenti i vostri sacrifici potrebbero andare in fumo.

Questa appena descritta è la situazione tipica di una persona che segue un regime alimentare controllato. Senza parlare di quanto sia costoso, a livello psicologico, restare a lungo in questo stato di privazione e di autocontrollo totale. Questo stato di cose genera in voi un alto livello di stress, ecco perché chi sta a dieta è spesso triste, ride poco, è irritabile e intrattabile. Capita anche a voi, vero? Beh, non è facile sopportare questo stato di sofferenza e non è possibile abituarcisi! Questo penoso stato di cose finisce col condurvi – praticamente sempre – ad infrangere le regole alimentari, e quindi a rompere la dieta.

Esiste proprio un circolo vizioso noto in terapia clinica:

il circolo vizioso delle diete

Come si vede dal modello, dopo un fallimento, siamo colti da emozioni negative, quali senso di colpa, umore depresso. Molti arrivano ad odiarsi e denigrarsi per non essere riusciti fino in fondo a portare avanti la propria auto-tortura alimentare. Inoltre, dopo questo insuccesso, le persone riprovano ancora e ancora ad intraprendere l'ennesima dieta, imponendosi le stesse regole ferree o altre ancora più rigide, ma inevitabilmente prima o poi il fallimento si ripresenta. Questo accade soprattutto perché man mano che si fallisce, la nostra motivazione comincia a vacillare e smettiamo di credere in noi stessi e nella effettiva possibilità di riuscire con successo a concludere la nostra dieta. Così diventa più facile dirsi: "Non ci sono mai riuscito, tanto vale concedersi questo cioccolatino".

Perché accade tutto ciò? Come ho già detto è il metodo che è sbagliato, che non fa per voi. Fare una dieta, non riuscirci e ricominciarne un'altra ancora più rigida subito dopo, non ha molto senso. Perché continuate a impegnarvi più di prima nelle stesse azioni, nello stesso comportamento (seguire una dieta) che da anni non vi fa ottenere alcun risultato, ma vi fornisce solo frustrazioni e sconfitte? Non sarebbe più facile cambiare solo metodo?